<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2385666803458178832</id><updated>2011-12-07T00:39:11.764-08:00</updated><title type='text'>Intrecci  Perversi</title><subtitle type='html'>Misteri d'Italia e Intrecci perversi</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://intercciperversi.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://intercciperversi.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>29</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2385666803458178832.post-9195852849880993436</id><published>2011-12-05T17:43:00.000-08:00</published><updated>2011-12-05T17:46:14.656-08:00</updated><title type='text'>Avete visto un bel mondo!</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;Il debito c'ingoia come una belva infame&lt;br /&gt;non bastano le tasse che crescono ogni anno&lt;br /&gt;il buco cresce comunque mangia campi e bestiame&lt;br /&gt;fabbriche ed officine e molti non lo sanno &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Trent'anni fa non c'era o meglio era piccino&lt;br /&gt;una metà di adesso ma poi venne Bettino&lt;br /&gt;e quando scappò di corsa in "vacanza " in Tunisia&lt;br /&gt;arrivò quel fenomeno ch'è apppena andato via. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sprechi, tangenti, debiti, inciuci e bella vita&lt;br /&gt;senza pensare un attimo nemmeno pe' un secondo&lt;br /&gt;a chi vi affidava , stupido, quella poltrona ambita,&lt;br /&gt;ora mandate i tecnici al capezzal del moribondo&lt;br /&gt;a spremer la gente  solita  che ormai è già bollita&lt;br /&gt;stavolta andate in culo, avete visto un bel mondo! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;pubblicata da Alessandro Bonomi 5 dicembre 2011 &lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2385666803458178832-9195852849880993436?l=intercciperversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/9195852849880993436'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/9195852849880993436'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://intercciperversi.blogspot.com/2011/12/avete-visto-un-bel-mondo.html' title='Avete visto un bel mondo!'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2385666803458178832.post-4658992101710220603</id><published>2011-12-03T19:15:00.001-08:00</published><updated>2011-12-03T19:24:20.874-08:00</updated><title type='text'>Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-BCBbwz6hHdU/Ttrn3evyETI/AAAAAAAATmQ/Ml35sTwBxvM/s1600/392771_316959941664770_139147426112690_1212450_188798924_n.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 274px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-BCBbwz6hHdU/Ttrn3evyETI/AAAAAAAATmQ/Ml35sTwBxvM/s400/392771_316959941664770_139147426112690_1212450_188798924_n.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5682108820213600562" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-u5jnV9rhnwM/Ttrl2bND8VI/AAAAAAAATmE/x9Btcy17mvU/s1600/6423995137_0d320649bf_z.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 225px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-u5jnV9rhnwM/Ttrl2bND8VI/AAAAAAAATmE/x9Btcy17mvU/s400/6423995137_0d320649bf_z.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5682106603059540306" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Salerno-Reggio, arriva pure la maxi-multa &lt;br /&gt;55&lt;br /&gt;Share &lt;br /&gt;- Gianfrancesco Turano -&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L`autostrada è un cantiere incompiuto. Eppure, per un`annosa lite legale sottovalutata, lo Stato ora dovrà anche pagare 307 milioni al Consorzio Impregilo-Condotte. Nel 2004 si erano aggiudicati il macrolotto tra Gioia Tauro e Sculla. Fra le voci di spesa imprevista anche i protocolli antimafia. La bozza di transazione, in teoria, può ancora essere respinta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mario Monti non lo sa ma ha incominciato da meno 307 milioni di euro. Mentre il suo governo giurava al Quirinale, l`amministratore unico dell`Anas Pietro Ciucci firmava la bozza di transazione con il general contractor Impregilo-Condotte per i lavori del macrolotto 5 della Salerno-Reggio Calabria. Il risarcimento riconosciuto alle due imprese di costruzione è, appunto, di 307 milioni. Da pagare a rate, non troppo comode: 50 milioni entro il 30 novembre, altri 30 entro fine anno e il resto nel 2012. Nel libro nero del contenzioso fra Stato e imprese è il nuovo record. Forse neppure la mancata costruzione del Ponte costerebbe tanto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L`accordo arriva dopo anni di contestazioni da parte del consorzio che nel 2004 si è aggiudicato il macrolotto di 30 chilometri fra Gioia Tauro e Scilla. Impregilo e Condotte hanno avanzato richieste economiche vicine a 1 miliardo di euro elencando una lunga serie di inadempienze del committente pubblico. Fra le voci di spesa imprevista ci sono anche i protocolli antimafia e gli attentati subiti in una zona dominata dalla `ndrangheta. Per decidere, il 16 dicembre 2009 si è costituito un collegio arbitrale d`eccellenza sotto la guida dell`allora presidente aggiunto del Consiglio di Stato, Pasquale De Lise, potente grand commis, finito più volte nelle intercettazioni della Cricca Anemone-Balducci. Gli arbitri di parte sono Oscar Fiumara, avvocato generale dello Stato, per l`Anas e Vittorio Caporale, soprannumerario dell`Opus Dei e socio della Lux Vide di Ettore Bernabei, per Impregilo-Condotte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La bozza di transazione, in teoria, può ancora essere respinta se l`Avvocatura dello Stato suggerirà di impugnarla in Corte d`appello. Difficile che accada. Il lodo porta la firma del numero uno dell`avvocatura generale Fiumara. Ciucci, del resto, consiglia di pagare: “Attraverso la conclusione dell`atto di transazione in argomento”, scrive, “verrebbe soddisfatto l`interesse pubblico alla continuazione della realizzazione delle opere commissionate al Contraente generale”. Il consorzio, infatti, ha parlato chiaro. “In difetto di detta transazione, opporrà la risoluzione del contratto per grave inadempimento e interromperà l`esecuzione delle prestazioni contrattuali considerando l`avanzamento dei lavori non più sostenibile per l`asserita carenza assoluta di risorse finanziarie”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il contenzioso poteva essere chiuso molto prima e con meno danni per l`erario. Nel marzo del 2006 c`era un accordo da 35 milioni di euro su una richiesta di 155, ma il presidente dell`Anas Vincenzo Pozzi respinse la proposta dell`ufficio legale. Nel luglio 2008, poi, uscito Pozzi perché finito sotto inchiesta per abuso d`ufficio, c`è stata un`offerta del general contractor per 55 milioni oltre a 14 mesi in più sui tempi di esecuzione dei lavori, ma l`Anas, presieduta da Ciucci, ha replicato con 15 milioni. I costruttori hanno bocciato la controfferta e si è passati al lodo, concluso in modo rovinoso per il contribuente. E poteva andare peggio. I tre arbitri avevano quantificato una somma più alta rispetto alla bozza di transazione, ma Impregilo-Condotte hanno accordato uno sconto di 35 milioni. Intanto, restano ancora da definire i costi aggiuntivi per il macrolotto 6, che avrebbe dovuto collegare l`autostrada con il Ponte. Anche lì isono in ballo centinaia di milioni di costi aggiuntivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A margine di questa Caporetto della pubblica amministrazione c`è la certificazione di un`altra sconfitta. Ciucci – che guida anche la Stretto di Messina con un super stipendio complessivo di 750 mila euro l`anno – ha annunciato urbi et orbi il completamento dell`A3 entro il 2013. Nel documento del 16 novembre, per la prima volta, parla di 2014. I suoi tecnici, più realisti, dicono 2017-2018.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fotografia di Antonello Mangano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.terrelibere.org//salerno-reggio-calabria-arriva-pure-la-maxi-multa"&gt;http://www.terrelibere.org//salerno-reggio-calabria-arriva-pure-la-maxi-multa&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Tratto da: Salerno-Reggio, arriva pure la maxi-multa | Informare per Resistere&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=" http://www.informarexresistere.fr/2011/12/03/salerno-reggio-arriva-pure-la-maxi-multa/#ixzz1fX3O0ceu "&gt; http://www.informarexresistere.fr/2011/12/03/salerno-reggio-arriva-pure-la-maxi-multa/#ixzz1fX3O0ceu &lt;/a&gt;- &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2385666803458178832-4658992101710220603?l=intercciperversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/4658992101710220603'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/4658992101710220603'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://intercciperversi.blogspot.com/2011/12/nel-tempo-dellinganno-universale-dire.html' title='Nel tempo dell&apos;inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-BCBbwz6hHdU/Ttrn3evyETI/AAAAAAAATmQ/Ml35sTwBxvM/s72-c/392771_316959941664770_139147426112690_1212450_188798924_n.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2385666803458178832.post-4791715400102949798</id><published>2011-11-29T08:44:00.000-08:00</published><updated>2011-11-29T08:59:09.732-08:00</updated><title type='text'>Centrodestra...Centrosinistra...  sempre più spesso trasversali</title><content type='html'>di Ferruccio Sansa | 27 novembre 2011 &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La galassia delle fondazioni ‘politiche’...Nessuno spiega da dove arrivano i soldi!!!&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Di centrodestra, di centrosinistra e sempre più spesso trasversali: &lt;br /&gt;le associazioni culturali fondate dai parlamentari vengono finanziate dai big dell'imprenditoria nazionale e da società di Stato senza nessuna trasparenza.&lt;br /&gt; La legge lo permette.&lt;br /&gt;Il manifesto è chiaro: “Declinare al futuro i valori dell’unità nazionale”.&lt;br /&gt; Tra le parole chiave il “patriottismo consapevole”.&lt;br /&gt; &lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;Ma a leggere l’elenco dei membri dell’associazione Italiadecide ecco Roberto Calderoli.&lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;br /&gt;Un politico che del patriottismo, per di più consapevole, non ha mai fatto una bandiera.&lt;br /&gt; Non è la sola sorpresa: &lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;accanto a Luciano Violante (presidente), e a tanti esponenti Pd, c’è mezzo governo Berlusconi.&lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt; Centrosinistra e centrodestra uniti; pare quasi un embrione della strana coalizione che ritroviamo oggi a sostegno del governo Monti.&lt;br /&gt; Italia decide è una delle decine, forse centinaia di fondazioni e associazioni politiche fiorite negli ultimi anni.&lt;br /&gt; Una febbre, per essere un politico decente bisogna averne almeno una. &lt;br /&gt;Soggetti che promuovono attività culturali, ma che talvolta sembrano il nuovo bancomat della politica. &lt;br /&gt;Un fenomeno che dopo le inchieste degli ultimi mesi merita un approfondimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Indagati e inchieste&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tommaso Di Lernia dal carcere dice: &lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;“Optimatica è una società vicina al ministro Altero Matteoli, credo che eroghi finanziamenti alla fondazione a lui riconducibile”. Di Lernia sostiene che Optimatica finanzierebbe anche l’Officina delle Libertà vicina ad Aldo Brancher (che inizialmente aveva sede in casa di Silvio Berlusconi). &lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;Ma ci sono anche le inchieste su Franco Morichini, in contatto con i vertici Finmeccanica e procacciatore di finanziamenti per Italianieuropei. &lt;br /&gt;Per finire con l’indagine sul ‘sistema Sesto’ che tocca anche la fondazione &lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;FareMetropoli di Filippo Penati&lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;. &lt;br /&gt;Finora, va detto, le fondazioni di Brancher, Matteoli e D’Alema non sono state oggetto di addebiti penali.&lt;br /&gt; Le polemiche e gli scandali degli ultimi mesi, però, sono legati da un filo invisibile: le fondazioni e le associazioni di esponenti politici. &lt;br /&gt;Sulla scena politica degli ultimi anni, con i partiti defilati, sono loro i protagonisti: “Soggetti perfettamente trasversali, che non hanno nemmeno più bisogno di quello sgradevole inciampo che sono gli elettori e gli iscritti”, racconta l’ex dirigente di una fondazione di centrodestra che mantiene l’anonimato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Aggiunge: “I segreti del loro successo, però, sono altri: le fondazioni con le assemblee e i convegni sono un formidabile centro di potere.&lt;br /&gt; Lobbies all’amatriciana, tanto diverse da quelle americane”. &lt;br /&gt;Ma non somigliano neanche ai think tank del resto del mondo, ai salotti del potere tipo Davos. Qui non sono in gioco gli eventuali gettoni di presenza, ma l’appartenenza, l’influenza, le poltrone. &lt;br /&gt;Una merce invisibile e, però, preziosissima. &lt;br /&gt;Ma soprattutto, grazie a una disciplina molto benevola, da questi soggetti passano finanziamenti per la politica.&lt;br /&gt; Per questo in tanti si sono buttati a pesce nello spiraglio lasciato aperto (apposta?) dalla legge.&lt;br /&gt; Niente di illegale, quindi, ma le inchieste rischiano di scoperchiare il pentolone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;Matteoli, tanto per ricordare l’ultimo nome assurto all’onore delle cronache, smentisce categoricamente le affermazioni degli indagati dell’inchiesta Finmeccanica.&lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt; Ma questi organismi geneticamente modificati restano un mondo inesplorato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un labirinto di nomi che paiono slogan, dove le parole ‘fare’, ‘futuro’, ‘Italia’, ‘libertà’ sono le più gettonate.&lt;br /&gt; Ormai tanti esponenti politici o aspiranti tali comunicano attraverso editoriali di fondazioni e associazioni: &lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;da Gianfranco Fini (Farefuturo) a Luca Cordero di Montezemolo (Italiafutura), fino a Claudio Scajola rientrato sulla scena dopo lo scandalo della casa comprata “a sua insaputa” contando i deputati fedeli nell’associazione Cristoforo Colombo per le libertà.&lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Un viaggio attraverso le fondazioni e le associazioni politiche apre nuovi mondi, aiuta a disegnare la mappa del potere. Magari partendo proprio dalla prestigiosa Italiadecide (mai toccata da inchieste, né da ombre di alcun genere), perché è l’emblema del trasversalismo: destra e sinistra, politica e affari. “Niente di strano, lo scopo della nostra associazione è proprio unire persone di aree diverse”, racconta il presidente Luciano Violante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;Tra i promotori (il grado più alto della gerarchia) compaiono nomi perfettamente bipartisan: si va da Giuliano Amato a Giulio Tremonti passando per Gianni Letta.&lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amici di amici&lt;br /&gt;Ma l’elenco dei “semplici” soci riserva altre sorprese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;Ecco il dalemiano Antonio Bargone, che dalla politica è passato all’impresa con la passione per le grandi opere. Come l’autostrada Livorno-Civitavecchia della cui società Bargone è diventato presidente (oltre che Commissario Governativo) dopo essere stato sottosegretario alle Infrastrutture con Prodi e D’Alema.&lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt; Poi, si diceva Roberto Calderoli, quindi Franco Bassanini (Pd), Giovanni Maria Flick (ex ministro del governo Prodi), Altero Matteoli (altro ministro berlusconiano), Vito Riggio (presidente Enac) e Alessandro Profumo (il banchiere che stava preparando il grande salto in politica, corteggiato dal Pd, quando è stato azzoppato da una clamorosa inchiesta giudiziaria). &lt;br /&gt;Tra i soci anche l’attivissimo Andrea Peruzy, che oltre a sedere in diversi consigli di amministrazione (Acea, per dire) è anche in Italianieuropei e nell’associazione Romano Viviani (che raccoglie altri dalemiani soprattutto toscani).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;Non basta, perché, caso più unico che raro, Italiadecide tra i soci accoglie non solo persone fisiche, ma anche giuridiche. Insomma, imprese con il portafogli bello gonfio e gli occhi magari puntati sulle opere pubbliche:&lt;br /&gt; Autostrade per l’Italia, Banca Intesa San Paolo (fino a pochi giorni fa guidata dal ministro Corrado Passera), Banca Popolare di Milano, Eni, F 2 i e Unicredit spa. Ma è una specie di catena di sant’Antonio, prendi un nome, uno qualsiasi, e lo ritrovi in tante altre fondazioni e associazioni. &lt;br /&gt;Prendete Giuliano Amato e lo ritrovate, per dire, in Italianieuropei di D’Alema.&lt;br /&gt; Non è il solo, anche Violante e Bassanini sono in entrambe le associazioni. Tremonti invece siede anche nell’Officina delle Libertà.&lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt; Matteoli ha la sua Fondazione della Libertà per il bene comune. &lt;br /&gt;Nel sito campeggia una bella immagine di un Lego tricolore: come dire costruiamo l’Italia. Le attività, però, non paiono esattamente febbrili visto che ancora ieri veniva reclamizzato un evento del 26 ottobre scorso.&lt;br /&gt; Nessuno pare aver aggiornato il sito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vetrine “vuote”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma stando alle pagine web di associazioni e fondazioni parecchie paiono vetrine tutte addobbate di negozi che nel magazzino non hanno molta merce.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt; L’ultima news di Riformisti Europei (presidente Carlo Vizzini) è del 26 giugno.&lt;br /&gt; Il sito di Riformismo e Libertà di Fabrizio Cicchitto è totalmente kaputt. &lt;br /&gt;Su quello di Costruiamo il futuro di Maurizio Lupi (nel comitato anche il neo-ministro Lorenzo Ornaghi) sono ancora reclamizzate le cene estive e appuntamenti di mesi fa. Oltre ovviamente alle presentazioni di libri di Lupi. &lt;/strong&gt;Ma davvero ogni politico ha una fondazione: Renato Brunetta ha la sua Free Foundation, in inglese perché la parola ‘libera’ era già inflazionata.&lt;br /&gt; Praticamente è un Brunetta fan club: interventi, dichiarazioni, rassegna stampa, l’ex ministro domina.&lt;br /&gt; Poi, tra mille esempi possibili, ecco Magna Carta (senza ‘h’) di Fabrizio Quagliariello e Foedus di Mario Baccini. &lt;br /&gt;Spostandosi verso il centro troviamo Liberal che fa capo a Ferdinando Adornato. In zona centrosinistra ecco Nens, Nuova Economia e Nuova Società, fondata da Pier Luigi Bersani e Vincenzo Visco. &lt;br /&gt;Un’associazione in passato toccata da qualche polemica: la sede (“in affitto”, precisò Visco) era di proprietà della famiglia di uno dei massimi dirigenti pubblici del Demanio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Niente di illegale, una questione di opportunità. &lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;Poi ecco Astrid, di Franco Bassanini, dove ritroviamo, tra gli altri, Amato (siamo a quota tre) e Giulio Napolitano (stimato professore universitario, figlio del Presidente Giorgio, presente anche in Italianieuropei), e Democratica che fa capo a Walter Veltroni.&lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt; A un primo esame le associazioni di centrosinistra sembrerebbero più attive. Italianieuropei di D’Alema, per esempio, ha una sua sede in piazza Farnese, nel centro di Roma, suoi dipendenti e un’attività consistente: organizza convegni, aggiorna il sito e stampa una rivista. &lt;br /&gt;Lo stesso per Democratica di Veltroni che, tra l’altro, organizza corsi di politica. Ma gli organigrammi delle fondazioni vanno letti insieme con quelli dei cda delle società, soprattutto pubbliche. &lt;br /&gt;Nel consiglio della Nuova Italia, presieduta da Gianni Alemanno, oltre a sua moglie Isabella Rauti, troviamo, per dire, Franco Panzironi, nominato dal sindaco amministratore delegato dell’Ama (società comunale che si occupa di rifiuti) e Ranieri Mamalchi (già capo segreteria di Alemanno al ministero dell’Agricoltura e oggi dirigente di Acea).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fondazioni e associazioni sono, però, oggetti misteriosi.&lt;br /&gt; A parte le dichiarazioni di principio piuttosto vaghe. L’unico modo per saperne qualcosa sono i siti internet dove compare almeno l’elenco dei soci. Come per esempio nel Maestrale di Claudio Burlando (governatore della Liguria), associazione trasversale che ha tra i membri la Genova che conta. Sono esplose polemiche per gli incarichi pubblici ottenuti dai membri, anche perché tra i promotori apparivano una bella fetta della società Italbrokers (da cui Lorenzo Borgogni, pezzo grosso di Finmeccanica, sostiene di aver ricevuto due milioni, ma gli interessati smentiscono e annunciano azioni legali), nonché Franco Pronzato, arrestato per le mazzette Enac. Lo stesso Pronzato che era socio di Interconsult (società in passato legata a Italbrokers), impresa che ha versato 25 mila euro di contributi pubblicitari alla società Solaris che fa capo a Italianieuropei.&lt;br /&gt; Dopo le polemiche nessun chiarimento, ma il sito di Maestrale non è più visitabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Copertura assoluta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Impossibile, ecco il nodo della questione, per comuni cittadini e cronisti avere notizie sui finanziatori di associazioni e fondazioni.&lt;br /&gt; Si era visto all’epoca dell’inchiesta su Franco Morichini, procacciatore di finanziamenti per Italianieuropei: “Rivelare i nomi sarebbe come renderne pubblici gli orientamenti politici”, dissero dalla fondazione dalemiana. Vero, ma i partiti hanno l’obbligo di rendere pubblico chi li finanzia.&lt;br /&gt; I nuovi soggetti della politica italiana invece no: basta depositare in prefettura l’atto costitutivo e lo statuto. E nessuno, a parte eventualmente i magistrati, può metterci il naso. Così ecco la domanda: chi paga le fondazioni? Chi è il destinatario finale del denaro?&lt;br /&gt; Certo, ci sono casi – più unici che rari – come Magna Carta che rende pubblici i nomi dei finanziatori, come Francesco Bellavista Caltagirone, British American Tobacco, Mediaset, Wind e Finmeccanica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Viene da chiedersi che utilità abbia una società pubblica a sponsorizzare la fondazione di un politico. Per scoprire chi finanzia le fondazioni non resta che prendere scorciatoie. Per esempio andando a vedere l’elenco degli inserzionisti pubblicitari dei loro giornali. &lt;br /&gt;Prendiamo Italianieuropei. Nel 2011 troviamo una bella lista di imprese pubbliche: Eni, Fincantieri, Enel, Trenitalia e ancora Finmeccanica. Poi giganti del settore privato: di nuovo British American Tobacco, poi si passa al mattone stavolta di sinistra con Coopsette, quindi al settore ferroviario con Bombardier che sforna centinaia di locomotive per i nostri treni, quindi Lottomatica, Barclays, Conad-Leclerc, Allianz, Sky, la banca ‘rossa’ del Monte Paschi di Siena e Telecom Italia. Infine Sma, società del gruppo Intini, un imprenditore amico di D’Alema che faceva affari con Gianpi Tarantini. &lt;br /&gt;Lo stesso Intini che attraverso due società, Sma e Milanopace, contribuisce all’associazione Faremetropoli di Penati.&lt;br /&gt; Niente di illegale, comunque, Italianieuropei (come Faremetropoli) ha sempre regolarmente registrato i finanziamenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da Il Fatto Quotidiano del 27 novembre 2011&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2385666803458178832-4791715400102949798?l=intercciperversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/4791715400102949798'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/4791715400102949798'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://intercciperversi.blogspot.com/2011/11/centrodestracentrosinistra-sempre-piu.html' title='Centrodestra...Centrosinistra...  sempre più spesso trasversali'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2385666803458178832.post-8335126043992183357</id><published>2011-11-27T04:24:00.000-08:00</published><updated>2011-11-27T04:30:22.075-08:00</updated><title type='text'>Bollette sempre più care, calo per le tredicesime</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt; Incremento di 2.400 euro a famiglia per l'energia e la gratifica natalizia se ne va in tasse e debiti----------&lt;br /&gt;26 novembre, 23:50&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;ROMA - La bolletta energetica pesa come un macigno sulle tasche degli italiani. La Confartigianato calcola che a settembre il caro-energia ha toccato la cifra-record di 61,9 miliardi, pari al 3,91% sul Pil. In pratica, dice la confederazione, ogni famiglia paga una bolletta di 2.458 euro all'anno. A far esplodere il costo energetico, aumentato del 26,5% negli ultimi 12 mesi, ha contribuito l'aumento del prezzo del petrolio attestato a settembre a 108,56 dollari al barile (+143% rispetto a marzo 2009).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inevitabili le ripercussioni sui prezzi dei carburanti, dei trasporti e del gas. E l'Italia - dice la Confartigianato - fa registrare aumenti ben superiori a quelli medi europei. Infatti, tra ottobre 2010 e ottobre 2011, in Italia il prezzo del gas e' aumentato del 12,2%, mentre nell'area Euro la crescita si e' fermata al 10,1%. Ad allontanarci dai prezzi medi registrati in Europa e' anche l'aumento del prezzo di carburanti e lubrificanti: tra ottobre 2010 e ottobre 2011 la variazione e' stata del 17,4%, vale a dire 3,3 punti in piu' rispetto al 14,1% dell'area Euro. In particolare, da novembre 2010 ad oggi, la benzina senza piombo ha fatto registrare un rincaro del 15,3%, mentre il prezzo del gasolio auto e' salito, nello stesso periodo, del 22,1%. Differenze fra Italia ed Eurozona anche per il capitolo trasporti: negli ultimi 12 mesi - segnala ancora l'ufficio studi della Confartigianato - i prezzi in Italia hanno mostrato un'impennata del 7,7%, vale a dire 3,2 punti in piu' rispetto all'aumento del 4,5% dell'area Euro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TREDICESIME IN CALO, E' LA PRIMA VOLTA DA 20 ANNI - Per la prima volta in venti anni "diminuisce di 0,8 miliardi di euro, con un calo del 2,2%, il monte tredicesime 2011". Lo sottolineano in una nota le associazioni dei consumatori Adusbef e Federconsumatori, calcolando che il complesso delle gratifiche di fine anno si attesterà a quota 35 miliardi di euro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Quasi l'80% delle tredicesime - rilevano i presidenti di Adusbef, Elio Lannutti, e Federconsumatori, Rosario Trefiletti - delle tredicesime verrà 'mangiato' da tasse, mutui, bolli, canoni, rimborso di debiti pregressi". Solo il 20,2%, dunque appena un quinto, sarà "destinato a risparmi, regali, viaggi, consumi alimentari".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le due associazioni invitano il governo ad "evitare l'aumento dell'Iva e il ritorno dell'Ici sulla prima casa". Le tredicesime andranno per 10,2 miliardi di euro ai pensionati (-1,92%); 9,2 miliardi ai lavoratori pubblici (-1,07%); 15,6 miliardi (-3,1%) ai dipendenti privati dei settori agricoltura, industria e terziario. Adusbef e Federconsumatori prevedono poi "un Natale durissimo sul fronte dei consumi, destinati a calare del 6,9% perché almeno tre famiglie su quattro taglieranno le spese per l'incerta situazione economica".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le due associazioni si appellano al governo affinché venga evitato un nuovo aumento dell'Iva o il ritorno dell'Ici sulla casa di abitazione "potendo reperire maggiori risorse nei capitali scudati che, con un prelievo straordinario del 20%, darebbero un gettito immediato di 21 miliardi di euro, varando un urgente contestuale decreto per una tassa sui patrimoni oltre 1 milione di euro".&lt;br /&gt;IndietroStampa    Invia      Scrivi alla redazione precedentesuccessivaBollette sempre più care, calo per le tredicesime 26 novembre, 23:50 Ritorna alla news&lt;br /&gt;© Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati&lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe width="460" height="325" src="http://www.youtube.com/embed/LhPg6ZFZ3TQ" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2385666803458178832-8335126043992183357?l=intercciperversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/8335126043992183357'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/8335126043992183357'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://intercciperversi.blogspot.com/2011/11/bollette-sempre-piu-care-calo-per-le.html' title='Bollette sempre più care, calo per le tredicesime'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/LhPg6ZFZ3TQ/default.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2385666803458178832.post-582484975449776408</id><published>2011-11-15T23:51:00.000-08:00</published><updated>2011-11-17T07:05:11.484-08:00</updated><title type='text'>Gelmini, per non dimenticare</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-oAuSDnMl8j0/TsNsJb8rcZI/AAAAAAAAS68/KSo2Yf641M4/s1600/249131_203174053053569_203173906386917_483068_6118877_n.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 216px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-oAuSDnMl8j0/TsNsJb8rcZI/AAAAAAAAS68/KSo2Yf641M4/s320/249131_203174053053569_203173906386917_483068_6118877_n.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5675498864793842066" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;.pubblicata da BERLUSCONI chi è? &lt;br /&gt;il giorno mercoledì 16 novembre 2011&lt;br /&gt; alle ore 7.33.di Mila Spicola&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;S'ode a destra uno squillo di tromba. Evviva evviva se ne sono andati. Spero dunque che questo mio di oggi sia l'ultimo post dedicato a Maria Stella Gelmini e a quelli come lei. Immaginate con quale sollievo.&lt;br /&gt;23 agosto 2008, Maristella Gelmini, ministro da pochissimi mesi, annunciò alla platea di Cortina d'Ampezzo che l'aveva invitata ad un dibattito pubblico, la strategia per migliorare la scuola italiana: “Corsi ai prof del Sud; taglio di 85.000 insegnanti; riduzione degli sprechi”,&lt;br /&gt;Essì, il primo pensiero fu per noi, docenti del sud, chi se lo dimentica? Era passato un mese da quando il leader del Carroccio, dal palco del congresso nazionale della Liga Veneta a Padova, aveva gridato dal  microfono che era l'ora di finirla di far "martoriare i nostri figli da gente che non viene dal Nord”, destando non poco scalpore.&lt;br /&gt;Pensammo: adesso la ministra vedrai come ci difenderà…ovviamente. Poveri illusi, poco sapevamo circa. Anche se , alcuni avveduti, avevano letto, tra le indicazioni della ormai celeberrima finanziaria dei 9 minuti dei primi di agosto del 2008, il taglio di ben 8 miliardi alla pubblica istruzione.&lt;br /&gt;"La scuola deve alzare la propria qualità abbassata dalle scuole del Sud", disse quel pomeriggio in montagna e il vento freddo arrivò dritto dritto a Palermo "Organizzeremo dei corsi intensivi per gli insegnanti del Meridione: sembra che un test elaborato da Ocse-Pisa - l'Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema Educativo di Istruzione e di Formazione - vede la nostra scuola al 37esimo posto con un trend decrescente di anno in anno. E' una realtà - disse - a cui bisogna porre rimedio". La malattia la conoscevamo benissimo, aspettavamo ed aspettiamo una cura adeguata. Non la morte.&lt;br /&gt;Il "rimedio", il fu (ma quanto godo nello scrivere “fu”?!) ministro lo decretò con i corsi agli insegnanti del Sud (mai concretizzatisi in nulla, per fortuna, se non in quelle dichiarazioni deliranti) e il taglio di 85 mila docenti tra il 2009 e il 2011 (ahimè quelli assai reali e approssimati per difetto: sono stati circa 150.000 i docenti non riconfermati da quell’agosto ad oggi). "Chi critica la riduzione dei professori, indichi una strada diversa" (ce ne avesse dato la possibilità…).&lt;br /&gt;La Gelmini concluse quel giorno, Cortina D’Ampezzo, 23 agosto 2008,  con un’altra delle sue barzellette involontarie: aumentare le ore di lavoro dei docenti. "E' giusto dare agli insegnanti di più, gli strumenti per svolgere il proprio ruolo e un riconoscimento sociale. Reinvestiremo i soldi recuperati dagli sprechi e dal taglio sulle spese per il personale, premiando chi raggiungerà i migliori risultati".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Magari qualcuno lo facesse!! Aumentare le ore!! Per aumentare le ore si dovevano alzare gli stipendi, con quali soldi? Dove pensavi di trovarli? I tagli dovevano servire a pagare altro: l’Alitalia, l’ICI, …non certo pagare i docenti. Povera Gelmini: ma quante stupidaggini hai potuto dire? Ricordate? I grembiulini, il maestro unico (balla colossale), le lavagne interattive. Fino ad arrivare ai neutrini. E intanto due scuole su tre sono a rischio.&lt;br /&gt;Con i tagli nella scuola nessuno è stato premiato per nulla, il ruolo dei docenti è stato, con cadenza regolare, svilito e offeso e il riconoscimento sociale è arrivato ai minimi storici. Ma fosse stato solo il ruolo dei docenti: con esso è crollato il ruolo sociale della scuola. Il ruolo del sapere. Il ruolo della conoscenza. “Coi libri non si mangia”: altra frase epocale, questa volta in bocca a Tremonti. Giusto per spiegare come la si potesse trascurare e martoriare, la scuola. Fino alla famosa dichiarazione di Berlusconi in persona “sui falsi valori inculcati dai docenti italiani della scuola statale”. Falsi valori. Noi. Lui no. E giù risate. Oggi le nostre, allora le sue.&lt;br /&gt;Nessun riconoscimento dunque né economico, né sociale, né morale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli stipendi bloccati per non si sa ancora quanti anni. Mancato riconoscimento di lavoro usurante nonostante i dati preoccupati riguardanti la salute dei docenti consiglierebbero il contrario. Aumento dell’età pensionabile e cioè del lavoro in classe fino ai 67 anni. In barba a qualunque desiderio delle famiglie, dei docenti, del buon senso di avere insegnanti giovani, freschi e motivati. I tagli nella scuola dovevano salvare il paese. Il paese è stato affondato nonostante quei tagli. Chi pagherà per quel disastro? Chi restituirà ai ragazzi il mal tolto?&lt;br /&gt;Nessuno si levò contro in quei giorni, non dico dalle opposizioni, ma dal "paese che conta", non gli intellettuali, non la ricca borghesia, non la Marcegaglia del baratro dei tempi odierni, non l’uomo comune del “che lavorassero di più i prof, non lo sanno fare quel mestiere”, né parlò, vada detto, il Mario Monti che adesso dovrebbe aiutarci ad uscirne. Anzi, lo ricordo benissimo, le disse: “Brava”. Encomiabile. Il servizio statale non è facile a difendersi. Specie dal rettorato di una università privata. Spero comunque che qualcuno stavolta parli forte.&lt;br /&gt;S'ode a destra uno squillo di tromba. E a sinistra?&lt;br /&gt;Mila Spicola &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.facebook.com/pages/La-scuola-sè-rotta-il-libro-sulla-scuola-dellera-Gelmini/203173906386917"&gt;http://www.facebook.com/pages/La-scuola-sè-rotta-il-libro-sulla-scuola-dellera-Gelmini/203173906386917&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;.&lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;Daniel Walker Wandell Rustici&lt;br /&gt;Mila ti seguo sia qui sia sull'Unità e apprezzo molto il tuo lavoro. Spero che con la fine dell'era Gelmini non molli la presa, con Monti al governo continuerà l'opera di demolizione dell'istruzione pubblica ( basta leggere le dichiarazioni del professore su Mariastella, le voci su un rettore di università privata ministro dell'istruzione, ecc). Il tuo partito mi ha profondamente deluso nell'appoggiare il governo tecnico, confido almeno in te:) saluti!&lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2385666803458178832-582484975449776408?l=intercciperversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/582484975449776408'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/582484975449776408'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://intercciperversi.blogspot.com/2011/11/gelmini-per-non-dimenticare.html' title='Gelmini, per non dimenticare'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-oAuSDnMl8j0/TsNsJb8rcZI/AAAAAAAAS68/KSo2Yf641M4/s72-c/249131_203174053053569_203173906386917_483068_6118877_n.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2385666803458178832.post-1667040138613860762</id><published>2011-11-10T08:26:00.001-08:00</published><updated>2011-11-17T07:05:33.685-08:00</updated><title type='text'>L'INTRALLAZZO DEL GIORNO</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;Costanzo D'agostino:&lt;br /&gt;Cosa conteneva il computer che il deputato del PDL si è portato via? Forse prove compromettenti di tangenti e fatti di corruzione? Ci sono altri uomini politici coinvolti date le numerose cricche che si sono formate nel Paese col governo Berlusconi? Prossimamente potremmo saperlo. Intanto andiamo ai fatti. &lt;br /&gt;L’ex presidente di Banca popolare di Milano Massimo Ponzellini e... il suo braccio destro Antonio Cannalire sono indagati dalla procura per associazione per delinquere e ostacolo alle funzioni di vigilanza. Oltre a loro due, c'è una terza persona, il cui nome però non compare nel decreto di perquisizione. Secondo quanto appreso, tuttavia, il suo ruolo nella vicenda sarebbe marginale. L’inchiesta è nata da un rapporto ispettivo di Bankitalia sui finanziamenti erogati al gruppo Atlantis-Bplus Giocolegale.&lt;br /&gt;Secondo la procura, Ponzellini e gli altri indagati avrebbero dato vita a una “associazione affaristica criminale”. Per l’approvazione del finanziamento ad Atlantis e anche di altri finanziamenti, Ponzellini si sarebbe speso “personalmente in maniera del tutto anomala”. Cannalire, uomo legato al business delle macchine da gioco, avrebbe trattato - si legge nel decreto di sequestro - in una posizione di “supremazia” coi dirigenti di Bpm.&lt;br /&gt;ANTONIO CANNALIRE - L' ex braccio destro di Massimo Ponzellini risulta in contatto con "personaggi di rilievo istituzionale", tra i quali Marco Milanese. Nel corso dell'indagine condotta dalla procura di Napoli, infatti, una delle persone interrogate ha avuto modo di descrivere Cannalire come un soggetto "da una parte in stretti rapporti con Ponzellini, su cui esercitava una forte influenza e con cui avrebbe curato pratiche di finanziamento chiaramente anomale, dall'altra parte con personaggi di rilievo istituzionale come Milanese.&lt;br /&gt;Per gli inquirenti milanesi Cannalire potrebbe essere "il terminale di un fascio di interessi di origine politico-imprenditoriale che attraverso lui hanno accesso presso Bpm. Si tratta di interessi diretti ad ottenere finanziamenti, indipendentemente dalle ragioni di merito creditizio o addirittura in contrasto con queste". Insomma Cannalire, sostengono ancora gli inquirenti "potrebbe essere la persona che favorisce o gestisce i guadagni illeciti di Ponzellini, procurandose al contempo di propri". Ed e' sempre Cannalire ad avere forti legami con Marco Dell'Utri (figlio di Marcello Dell'Utri) soprattutto in attività imprenditoriali legate al gioco, ma anche in altri settori.&lt;br /&gt;PERQUISIZIONI - Nell’ambito dell’inchiesta, coordinata dai pubblici ministeri Roberto Pellicano e Mauro Clerici, sono in corso 9 perquisizioni negli uffici milanesi di Impregilo e nelle sedi milanesi e romane di Bpm, ma anche in abitazioni private. Perquisizioni solo relative alla posizione di Ponzellini. I finanzieri del nucleo di polizia tributaria, quando si sono presentati a Roma, in piazza di Spagna, nella casa-ufficio di Francesco Corallo, il titolare effettivo della società Atlantis, che avrebbe ottenuto un finanziamento irregolare da quasi 150 milioni di euro dalla Bpm, su indicazione, secondo l’accusa, dell’ex presidente Massimo Ponzellini. &lt;br /&gt;Corallo, che non è indagato nell’inchiesta dei pm Roberto Pellicano e Mauro Clerici, davanti ai militari si è dichiarato, da quanto si è saputo, ambasciatore di un Paese caraibico per conto della Fao, invocando l’immunità. Mentre inquirenti e investigatori facevano controlli presso il ministero degli Esteri, da cui è risultato che Corallo non è mai stato accreditato come ambasciatore, è arrivato il parlamentare del Pdl Laboccetta e, sostenendo che un computer che i militari volevano sequestrare nella casa di Corallo fosse il suo, lo ha preso e lo ha portato via.&lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2385666803458178832-1667040138613860762?l=intercciperversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/1667040138613860762'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/1667040138613860762'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://intercciperversi.blogspot.com/2011/11/lintrallazzo-del-giorno.html' title='L&apos;INTRALLAZZO DEL GIORNO'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2385666803458178832.post-6615620305357504482</id><published>2011-11-05T03:34:00.001-07:00</published><updated>2011-11-17T07:06:41.089-08:00</updated><title type='text'>I RISTORANTI SONO TUTTI PIENI,,,,,</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-6bQ7JijaYNY/TrUW1Hnu8ZI/AAAAAAAASfA/appBmbvS3ss/s1600/RIST.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-6bQ7JijaYNY/TrUW1Hnu8ZI/AAAAAAAASfA/appBmbvS3ss/s400/RIST.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5671464407577588114" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt; LA MENSA DELLA CARITAS &lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-M8cjLOa0lKY/TrUSdudo1MI/AAAAAAAASec/sCRCexQl0Ac/s1600/MENSA.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-M8cjLOa0lKY/TrUSdudo1MI/AAAAAAAASec/sCRCexQl0Ac/s400/MENSA.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5671459607640855746" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;Bianca Scalera:&lt;br /&gt;Chi pensa sia giusto che la BCE debba essere in mano alle 7-8 famiglie che si spartiscono TUTTE le banche in Europa e nel mondo?&lt;br /&gt;Perchè non si parte da qui?&lt;br /&gt;CHI può permettersi di stabilire che NON SIA LA POLITICA BANCARIA IL PRIMO TASSELLO DA METTERE A POSTO, DATA LA CRISI ???&lt;br /&gt;CHI può permettersi di definire l'evasione il primo obbiettivo (giustissimo) se però le banche possono e vogliono impedire il libero afflusso del denaro verso i paradisi fiscali ?&lt;br /&gt;Sentite parlare di queste cose????? &lt;br /&gt; &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-qEb1p_QPXV4/TrURvXFXWAI/AAAAAAAASeQ/QUZkrarHb8c/s1600/311399_2593615240741_1265475915_33039791_83901767_n.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 275px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-qEb1p_QPXV4/TrURvXFXWAI/AAAAAAAASeQ/QUZkrarHb8c/s400/311399_2593615240741_1265475915_33039791_83901767_n.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5671458811091048450" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Alberto Magnani :&lt;br /&gt;Dove sono i tricolori sulla bara e i ministri commossi?&lt;br /&gt; Dove sono i funerali di Stato e le dirette televisive? &lt;br /&gt;Dove sono le lacrime e gli editoriali delle "grandi firme" del caso Boffo e dei "senza bavaglio"? &lt;br /&gt;Forse è meglio così, gli eroi muoiono in silenzio.&lt;br /&gt; Con il giubbotto della Portezione civile.&lt;br /&gt; Era SANDRO USAI, volontario morto a Monterosso nell'alluvione del 25 ottobre.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;-----------------------------&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;Paolo Rocco :&lt;br /&gt;DOBBIAMO DARE ATTO AL NANO DI ARCORE delle BELLISISME PAROLE TRASUDANTI DI SOLIDARIETA' E PIETA' UMANA, NONCHE' CONSAPEVOLEZZA E IMPEGNO &lt;br /&gt;PAROLE ALL'ALTEZZA DEL SUO UFFICIO : IN ENTRAMBE LE ULTIME VICENDE ALLUVIONALI CON DIVERSI MORTI di LIGURIA/TOSCANA e GENOVA. ECCO IL TESTO INTEGRALE  SUL QUALE DOBBIAMO RIFLETTERE:&lt;br /&gt;Per i MORTI E DISASTRI in LIGURIA/TOSCANA ha detto: ..................&lt;br /&gt;IERI SERA HA DETTO:.........................&lt;br /&gt;QUESTO ACCADE QUANDO IN UN UOMO C'E'............  IL NULLA &lt;br /&gt; &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-kkIEYp2hbpw/TrUVfMIHMwI/AAAAAAAASeo/yeqBcsINObk/s1600/384120_10150386460788826_688243825_8307672_600565782_n.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-kkIEYp2hbpw/TrUVfMIHMwI/AAAAAAAASeo/yeqBcsINObk/s400/384120_10150386460788826_688243825_8307672_600565782_n.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5671462931318387458" /&gt;&lt;/a&gt;Alessandro Giari..&lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2385666803458178832-6615620305357504482?l=intercciperversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/6615620305357504482'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/6615620305357504482'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://intercciperversi.blogspot.com/2011/11/bianca-scalera-chi-pensa-sia-giusto-che.html' title='I RISTORANTI SONO TUTTI PIENI,,,,,'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-6bQ7JijaYNY/TrUW1Hnu8ZI/AAAAAAAASfA/appBmbvS3ss/s72-c/RIST.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2385666803458178832.post-7779795527190840925</id><published>2011-10-30T19:12:00.000-07:00</published><updated>2011-11-17T07:07:10.602-08:00</updated><title type='text'>INCHINO O STRANGOLAMENTO????</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;Gabriella Giulia Ugolini:&lt;br /&gt;Bersani si deve esprimere sulla posizione del sen. ICHINO che fa sponda con il governo per distruggere lo statuto dei lavoratori ! Se Bersani tace vorrà dire che questa è anche la posizione del PD e la cosa sarebbe molto grave ! VOGLIAMO UNA RISPOSTA DA BERSANI! &lt;br /&gt;--&gt; Ichino (PD) fa sponda con il governo per distruggere lo statuto dei lavoratori: ha tanta voglia di discutere perché la proposta scandalo è stata partorita da lui stesso. In caso di licenziamento non è previsto il reintegro. il licenziamento per crisi aziendale già esiste ed è perfettamente armonizzato che non si deve toccare. Se le aziende potranno licenziare senza la riassunzione obbligatoria avranno ottenuto il via libera al ricatto … ti licenzio tanto al massimo ti risarcisco.&lt;br /&gt; MA STIAMO SCHERZANDO ????&lt;br /&gt;Ichino e quella proposta «choc» sull'articolo 18 &lt;br /&gt;www.ilsole24ore.com&lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2385666803458178832-7779795527190840925?l=intercciperversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/7779795527190840925'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/7779795527190840925'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://intercciperversi.blogspot.com/2011/10/inchino-o-strangolamento.html' title='INCHINO O STRANGOLAMENTO????'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2385666803458178832.post-5301351806462650798</id><published>2011-10-29T23:13:00.000-07:00</published><updated>2011-11-17T07:07:27.458-08:00</updated><title type='text'>Diritto alla Salute</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;Dori De Micheli&lt;br /&gt;SPORTELLO DEI DIRITTI CUTROFIANO&lt;br /&gt;Allarme sugli ingredienti usati per ammorbidire il gusto del tabacco. Test rivela che la dose degli aromi e dello zucchero contenuto nelle sigarette è superiore di dieci volte il valore consentito.&lt;br /&gt;10/2011&lt;br /&gt;... In assenza di regolamenti i produttori utilizzano aromi per ammorbidire il gusto del tabacco sfuso, soprattutto nelle versioni aromatizzate che coprono il carattere inizialmente un po' sgradevole del fumo. L'inaspettato ingrediente rende più attraente la sigaretta anche per i giovanissimi favorendo il passaggio dal sapore delle caramelle al fumo. Lo denunciano due organizzazione francesi, il Comitato nazionale contro il fumo (CTSC) ed il mensile '60 milioni di consumatori' che hanno promosso un'indagine ad hoc secondo la quale nel tabacco sfuso le sostanze per addolcire arrivano al 10% ed al 37% in quello sfuso per narghilè.&lt;br /&gt;L'analisi condotte in laboratorio hanno interessato venti prodotti in questione, in particolare sono state valutate 7 tipi di sigarette in pacchetto che rispettano i limiti e i divieti previsti in Francia, sia nel contenuto che nella carta. Diversa la situazione per il tabacco da pipa e da sigaretta, che contengono anche quantità elevate di aromi come la vaniglia o il mentolo, molto apprezzato dalle fumatrici. Secondo le associazione dei consumatori occorre "vietare tutti i tipi di aromi che rendono più attraenti i prodotti" e "una maggiore trasparenza nelle etichette": oggi il consumatore è "più informato sugli ingredienti di uno yogurt che sulle sostanze nocive contenute nel tabacco".&lt;br /&gt;Secondo Giovanni D'Agata componente del Dipartimento Tematico Nazionale "Tutela del Consumatore" di Italia dei Valori e fondatore dello "Sportello dei Diritti"l'obiettivo è quello di sedurre i bambini a sostituire la caramella con la sigaretta per poi assuefare i soggetti al consumo del tabacco classico. A rischio questi adolescenti che l'industria del tabacco cerca di reclutare per fare profitti ed arricchire ancora di più i signori delle multinazionali.&lt;br /&gt;A questo punto i dati mostrano la necessità di una regolamentazione che riguardi tutti i prodotti del tabacco per colmare il vuoto giuridico, non solo dunque per le sigarette in pacchetto. L'indagine ha acclarato: più lo zucchero o il sapore è maggiore, più è alto il potere di attrazione del prodotto, maggiore il rischio di dipendenza per i giovani che iniziano a fumare molto presto. Infatti, in sede di valutazione del rischio, è emerso che la soglia dei giovani fumatori è abbassata all'età di 12 anni.&lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe width="460" height="335" src="http://www.youtube.com/embed/fAHszvdDD6M" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2385666803458178832-5301351806462650798?l=intercciperversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/5301351806462650798'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/5301351806462650798'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://intercciperversi.blogspot.com/2011/10/diritto-alla-salute.html' title='Diritto alla Salute'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/fAHszvdDD6M/default.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2385666803458178832.post-454378710796130067</id><published>2011-10-29T23:01:00.000-07:00</published><updated>2011-11-17T07:07:51.737-08:00</updated><title type='text'>ECCO COME SI RIESCE A FAR FUORI LA GENTE CHE ORAMAI NON SERVE PIU.</title><content type='html'>Dori De Micheli:&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;SPORTELLO DEI DIRITTI CUTROFIANO&lt;br /&gt;Allarme farmaci: richiamo da parte della Eli Lilly Nederland B.V. dello Xigris 5 e 20 mg - polvere di soluzione per infusione con ritiro immediato di tutti gli stock distribuiti I pazienti attualmente in trattamento con Xigris devono sospendere il trattamento. Nessun trattamento deve essere iniziato a nuovi pazienti.&lt;br /&gt;Tutela della salute&lt;br /&gt;10/2011&lt;/strong&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;... La Eli Lilly and Company di Indianapolis (U.S.A.), che si colloca tra le prime società farmaceutiche mondiali, ha deciso in data odierna di ritirare dal mercato tutti gli stock del farmaco Xigris distribuiti a seguito di provvedimento dell'Agenzia europea dei medicinali. Questa decisione è stata presa viene, in seguito a nuove scoperte effettuate con prove cliniche che mostrano una mancanza di efficacia e rimettono in discussione il profilo rischio-beneficio del prodotto. In particolare, questo si riferisce ai risultati di uno studio, dove nel giro di 28 giorni la mortalità in pazienti trattati con Xigris (N = 846) era del 26,4% rispetto al 24,2% nel gruppo di controllo con placebo (N = 834). I pazienti attualmente in trattamento con Xigris devono sospendere il trattamento. Nessun trattamento deve essere iniziato a nuovi pazienti.&lt;br /&gt;Lo Xigris è una polvere contenuta in un flaconcino che va diluita in soluzione per fleboclisi (iniezione lenta in vena). Il principio attivo è il drotrecogin alfa (attivato). Xigris viene usato negli adulti affetti da sepsi grave, ovvero per dalla presenza di batteri nel circolo sanguigno che producono sostanze nocive (tossine). Le tossine causano un'insufficienza funzionale dei vari organi (cuore, polmoni, reni, ecc.). Xigris viene usato in caso di insufficienza multiorganica (di almeno due organi) e in aggiunta alle migliori terapie previste per il caso specifico. Xigris va usato principalmente se la terapia può essere iniziata entro 24 ore dall'insorgenza dell'insufficienza. Xigris è un medicinale per terapie di breve durata.&lt;br /&gt;Il 22 agosto 2002 la Commissione europea ha rilasciato alla Eli Lilly Nederland B.V. un'autorizzazione all'immissione in commercio per Xigris, valida in tutta l'Unione europea.&lt;br /&gt;Lo Xigris è prescritto anche in Italia e per questo motivo Giovanni D'Agata componente del Dipartimento Tematico "Tutela del Consumatore" di Italia dei Valori e fondatore dello "Sportello dei Diritti" sollecita il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, a seguire l'esempio dell'Agenzia francese.&lt;/blockquote&gt;&lt;/strong&gt;...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2385666803458178832-454378710796130067?l=intercciperversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/454378710796130067'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/454378710796130067'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://intercciperversi.blogspot.com/2011/10/ecco-come-si-riesce-far-fuori-la-gente.html' title='ECCO COME SI RIESCE A FAR FUORI LA GENTE CHE ORAMAI NON SERVE PIU.'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2385666803458178832.post-4103742182242897766</id><published>2009-07-11T12:59:00.001-07:00</published><updated>2009-07-11T13:02:56.981-07:00</updated><title type='text'>Montecatini.... Edison...Novamont.... etcetc.</title><content type='html'>&lt;object width="400" height="320"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/2QihPU3a2GY&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/2QihPU3a2GY&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="400" height="320"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;Origini: Montecatini ed Edison &lt;br /&gt; Montedison nacque nel 1966 dalla fusione tra Montecatini ed Edison; la Montecatini fu costituita nel 1888 a Montecatini Val di Cecina (PI) per lo sfruttamento delle locali miniere di rame; negli anni ’10 del ‘900 entrò nel settore chimico e nei decenni successivi diventò, a colpi di brevetti e di acquisizioni, la maggior azienda chimica italiana, pressoché monopolista in alcune produzioni come l’acido solforico, i concimi, i coloranti (tramite la controllata ACNA); nel 1936, in collaborazione con l’AGIP, costituì l’ Anic (Azienda Nazionale Idrogenazione Carburanti), con lo scopo di produrre benzina sintetica, e che sarebbe stato il primo nucleo dell’industria petrolchimica italiana. La Edison nacque nel 1895 a Milano e fu una delle prime aziende a sfruttare in Italia quell’energia idroelettrica che fu alla base della prima industrializzazione italiana, costruendo dighe lungo l’arco alpino, in particolare in Lombardia; già ai primi del ‘900 la Edison era uno dei gruppi industriali dominanti in Italia, suddividendosi il controllo del mercato elettrico nell’Italia del Nord con la SIP, concentrata in Piemonte e Liguria, e la SADE, forte nel Nord Est.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Il dopoguerra e la fusione  &lt;br /&gt;Già nell’immediato dopoguerra in Italia si ipotizzava la nazionalizzazione dell’industria elettrica, fino ad allora in mano ad aziende private come la stessa Edison; la prospettiva di subire un esproprio delle proprie attività indusse le aziende elettriche a diversificare: la Edison scelse di investire prevalentemente nella petrolchimica, attratta anche dagli incentivi concessi dallo Stato. Negli anni ’50 così gli interessi della Edison entrarono in collisione con quelli della Montecatini, in difficoltà finanziarie per i forti investimenti richiesti dalla costruzione del polo petrolchimico di Brindisi, ma all’avanguardia nella ricerca sui nuovi materiali (il polipropilene isotattico), grazie all’industrializzazione dei brevetti derivanti dalle ricerche del chimico Giulio Natta, premio Nobel nel 1962. Nel 1962, con la costitiuzione dell’Enel, la nazionalizzazione dell’industria elettrica ebbe effettivamente luogo; le aziende private dovettero conferire i loro impianti al neonato ente elettrico, ricevendo in cambio dei cospicui indennizzi.La stessa Montecatini nel 1963 acquisì l’ex azienda elettrica SADE, con il solo scopo di appropriarsi degli indennizzi; ma il dissesto finanziario della Montecatini trovò soluzione solo nel 1966 con la fusione con la Edison, anch’essa forte degli indennizzi ricevuti dallo stato in seguito alla nazionalizzazione; la fusione fu progettata da Mediobanca, che affidò la guida della Montedison ai dirigenti della “vecchia” Edison. Nel 1968, sempre con la supervisione di Mediobanca, la Sogam (finanziaria a controllo congiunto IRI-ENI) rastrellò in borsa un pacchetto di azioni pari al 15-20% del capitale, sufficiente a garantire la qualifica di azionista di riferimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Gli anni Settanta  &lt;br /&gt;Nel 1971 Eugenio Cefis, già presidente dell’ENI, fu nominato presidente della Montedison, carica che avrebbe mantenuto fino al 1977; la stampa dell’epoca vedeva la Montedison più come uno strumento di Cefis per realizzare non meglio precisati disegni politici (anche di tipo golpistico) che non come un gruppo industriale collegato con l’ENI, che ne deteneva congiuntamente all’IRI il pacchetto di controllo. Il sospetto era avvalorato dall’acquisizione del quotidiano Il Messaggero e dalle mire di Cefis sul Corriere della Sera: i quotidiani sarebbero dovuti servire per aumentare il peso politico di Cefis e del suo referente politico Amintore Fanfani. A prescindere da ciò, negli anni ’70 la Montedison infilò una lunga serie di bilanci in rosso, appena mitigati da proventi finanziari ricercati proprio con lo scopo di “abbellire” i risultati fiaccati dal cattivo andamento della gestione industriale. Nonostante la presenza dell’ENI nel capitale, la Montedison ne era di fatto autonoma, comportandosi con l’ente petrolifero come un concorrente, entrandovi in collisione specialmente per l’assegnazione dei cospicui aiuti pubblici che in quegli anni erano erogati a fronte degli investimenti industriali nel Mezzogiorno. All’IRI Montedison poté cedere alcune aziende alimentari (come la Pai e la Pavesi) acquistate dalla Edison nel decennio precedente, mentre approfittò della creazione dell’EGAM per cedergli le poco redditizie attività minerarie ereditate dalla Montecatini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Gli anni Ottanta  &lt;br /&gt;Nel 1981 ebbe luogo la “riprivatizzazione” della Montedison: sotto la regia di Mediobanca un consorzio partecipato dai gruppi Agnelli, Pirelli, Bonomi e Orlando acquisì il pacchetto di controllo in mano agli enti pubblici. Grazie anche ad una congiuntura favorevole i conti della Montedison andarono migliorando, ed il presidente Mario Schimberni se ne avvantaggiò perseguendo una politica di autonomia dai maggiori azionisti, compiendo operazioni come l’acquisizione della compagnia assicurativa Fondiaria, nonostante il parere contrario di Mediobanca. Anche per questo i maggiori soci uscirono progressivamente dall’azionariato, mentre vi entrarono gruppi “emergenti” come il gruppo Varasi (vernici), la Inghirami (abbigliamento), la Maltauro (costruzioni) ed il gruppo Ferruzzi (agroalimentare); quest’ultimo, guidato da Raul Gardini, venne ad assumere una posizione via via predominante tramite gli acquisti in Borsa e nel 1987 deteneva più del 40% del capitale, diventando il socio di comando. Il disegno imprenditoriale del gruppo Ferruzzi, attivo soprattutto nei settori dello zucchero, dei cereali e dei semi oleosi, non è ancora del tutto chiaro: secondo alcuni l’acquisto del colosso chimico era dovuto semplicemente alla “megalomania” del carismatico Gardini, mentre secondo altri la Ferruzzi aveva cominciato ad intuire le potenzialità della “chimica verde” (ad esempio nei biomateriali o nelle bioenergie), intravvedendo possibili sinergie con le proprie attività nell’agroalimentare con quelle dell'Agrimont, la controllata che si occupava dei prodotti per l'agricoltura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; La nascita di Enimont &lt;br /&gt;Nel 1988 ENI e Montedison conferirono alla joint venture Enimont (40% ENI, 40% Montedison, 20% flottante) le proprie attività chimiche: si realizzava così quell’alleanza tra chimica pubblica e chimica privata che molti auspicavano da anni. La vita di Enimont fu breve e travagliata: nel 1990 Gardini sembrava mirare alla maggioranza assoluta del capitale, ma nel 1991 finì col cedere la totalità delle attività chimiche all’ENI, ricevendo in cambio un prezzo valutato in seguito come esorbitante e probabilmente gonfiato dalle tangenti pagate ai partiti politici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Gli anni Novanta  &lt;br /&gt;Con l’uscita quasi totale dal settore chimico e con la riorganizzazione del gruppo Ferruzzi, la Montedison era diventata una semplice holding di partecipazioni che controllava (attraverso un sistema di “scatole” societarie complicatissime) aziende come la Eridania Beghin Say (zucchero), la Fondiaria (assicurazioni), la Cereol (semi oleosi) e la Carapelli (olio d’oliva), nonché la “nuova” Edison, capogruppo per le attività nell’energia ricostituita nel 1991 per sfruttare le opportunità prospettate dalle tendenze emergenti verso la liberalizzazione dei mercati energetici. Nel 1993 Montedison si trovava con un indebitamento insostenibile che costrinse i Ferruzzi a cedere il controllo del gruppo alle banche creditrici, capeggiate dalla “solita” Mediobanca. Il decennio fu caratterizzato dal risanamento societario e dalle cessioni e riorganizzazioni finalizzate alla riduzione dell’indebitamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; L’OPA di EDF e la fine della Montedison  &lt;br /&gt;Ancora una volta gli azionisti “di controllo” della Montedison non avevano forza per proteggere la società da scalatori di borsa. Nella primavera del 2001 furono il finanziere Romain Zaleski e l’ente elettrico francese EDF a rastrellare azioni Montedison; EDF arrivò a detenere il 30% circa del capitale, ma il governo italiano si oppose alla presa di potere del colosso francese, adducendo a pretesto la mancanza di “reciprocità” per le aziende italiane di scalare le aziende energetiche francesi. In effetti ciò che interessava ad EDF erano le centrali elettriche e le quote di importazione per il gas di Edison, nella prospettiva di liberalizzazione del mercato energetico italiano. Lo stallo che si era creato fu risolto con la costituzione della holding Italenergia, partecipata da Fiat, EDF e Zaleski e che controllava la maggioranza di Montedison, che nel 2002 mutò nome in Edison e cedette tutte le partecipazioni ereditate dalla vecchia Montedison, diventando a tutti gli effetti un gruppo energetico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Le attività ex-Montedison  &lt;br /&gt;A partire dalla vicenda Enimont e proseguendo con la crisi finanziaria del gruppo Ferruzzi, la Montedison cedette molte attività, ciascuna delle quali seguì destini diversi; negli anni Duemila vi sono tuttora alcune aziende che portano nel nome la loro precedente appartenenza al gruppo Montedison:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Edison: scomparsa dopo la fusione del 1966, la denominazione fu ripresa nei primi anni ’90 come filiale della Montedison per le attività energetiche, e sostituì la SELM; dopo avere assorbito le attività elettriche nel gruppo Falck, nel 2001 era diventato l’asset più importante del gruppo ed era ciò a cui in realtà mirava EDF quando scalò la Montedison. Ha ereditato dalla “vecchia” Edison la sede storica di Foro Buonaparte a Milano. &lt;br /&gt;Tecnimont: operante nel settore dell’ingegneria civile ed industriale, nel 2005 è stata ceduta dalla Edison al gruppo Maire Engineering (già Fiat Engineering), dando origine a Maire Tecnimont. &lt;br /&gt;Novamont: con sede a Novara, è un’azienda specializzata nella produzione di bioplastica a partire dal mais, che ha ottenuto riconoscimenti a livello internazionale per la sua produzione di materiali biodegradabili.[1] &lt;br /&gt;Montefibre: nome del vecchio raggruppamento Montedison attivo nella produzione di tecnofibre; conferita alla Enimont passò successivamente all’EniChem; nel 1997 la proprietà fu rilevata dal gruppo tessile Orlandi. L’azienda porta ancora il vecchio nome ed è quotata in Borsa. &lt;br /&gt;Altre attività sono state invece cedute e quindi assorbite da altri gruppi industriali, da cui il cambio della denominazione. La maggior parte delle attività chimiche “tradizionali” in effetti passarono all’EniChem nel 1991, dopo la vicenda Enimont; non così però le attività tecnologicamente più avanzate, come quelle raggruppate in Ausimont ed Himont, che rimasero “in pancia” a Montedison fino al 2002, quando l’azienda completò il processo di rifocalizzazione sull’energia:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Agrimont (già Fertimont): la società dei prodotti per l’agricoltura è stata conferita nel 1991 all’EniChem, la quale conferirà a sua volta le attività alla controllata EniChem Agricoltura: &lt;br /&gt;-il ramo agrofarmaci (insetticidi, erbicidi, fungicidi) è stato ceduto nel 1992 ad una società neocostituita, la Isagro, tuttora attiva e quotata in Borsa;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-il ramo fertilizzanti fu ceduto alla Norsk Hydro nel 1996;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Montedipe e Montepolimeri: anche queste società specializzate nelle produzioni chimiche di base e nelle materie plastiche passarono nel 1991 all’EniChem, che mantenne parte delle attività (oggi facenti capo a Syndial ed a Polimeri Europa) e ne dismise invece altre (come la Vinavil, rilevata poi dal gruppo Mapei). &lt;br /&gt;Ausimont: specializzata nella chimica del fluoro e delle tecnoplastiche, rimase controllata dal gruppo Montedison fino al 2002, quando fu ceduta ed assorbita dal gruppo chimico Solvay. &lt;br /&gt;Himont: joint-venture tra Montedison e l’americana Hercules, l’azienda, che produceva polipropilene, era considerata uno dei “gioielli” tecnologici del gruppo, che infatti non volle conferila ad Enimont al momento della sua costituzione; subentrata alla Hercules la Shell (da cui la denominazione Montell), la Montedison la cedette completamente nel 1997. Successivamente, dopo l'entrata di BASF nel 2000 divenne Basell). Nel 2005, sia Basf sia Shell vendettero l'azienda ad una cordata di aziende, tra cui Access Industries e Chatterjee Group per circa 4,4 miliardi di euro[2]. Attualmente (Dicembre 2007), dopo l'ennesima fusione (stavolta con l'americana Lyondell) ha acquisito il nome di LyondellBasell. &lt;br /&gt;Farmitalia: neanche il polo farmaceutico della Montedison entrò nell’affare Enimont, ma fu comunque ceduto pochi anni dopo alla Pharmacia (oggi Pfizer); Montedison ne conservò però il ramo aziendale denominato Antibioticos, specializzato nella sintesi di principi attivi antibiotici, che fu venduto alla Fidia Farmaceutici solo nel 2003. &lt;br /&gt;Singoli stabilimenti specializzati in produzioni di nicchia sono stati assorbiti da aziende chimiche emergenti come quello di Pallanza (già Montefibre), che tuttora produce PET e che venne rilevato nel 1989 dal gruppo Mossi &amp; Ghisolfi, o quello di Novara (già Montedipe), che produce principalmente fibre poliammidi e che passò invece al gruppo Radici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Aree ex-Montedison  &lt;br /&gt;L’ “avventura” industriale della Montedison non ha però lasciato solo attività produttive, ma anche numerosi impianti che sono stati chiusi o notevolmente ridimensionati, creando aree “ex-Montedison” in tutta Italia:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Milano: l’area situata nel quartiere di Rogoredo, dove fino al 1970 si produceva l’insetticida Rogor, è in fase di riqualificazione come area residenziale (progetto Santa Giulia-Montecity); un’altra area ex-Montedison si trova in zona Sempione, dove è prevista la costruzione di un grattacielo da 24 piani. Il grattacielo di largo Donegani che ospitava la sede della Montecatini è oggi sede delle emittenti Radio 105 e Radio Montecarlo.[3] &lt;br /&gt;Ferrara &lt;br /&gt;Porto Recanati &lt;br /&gt;Pescara &lt;br /&gt;Assisi &lt;br /&gt;Crotone &lt;br /&gt;Porto Empedocle &lt;br /&gt;Castellanza &lt;br /&gt;Brindisi &lt;br /&gt;In ognuno di questi siti la cessazione dell’attività ha determinato per le popolazioni difficoltà occupazionali e la complessa ricerca di soluzioni per destinare a nuovi usi le enormi aree dismesse, che richiedono anche interventi di bonifica dall’inquinamento di origine industriale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Storia del logo  &lt;br /&gt;Esistono varie versioni sull'origine del logo che identificava la Montedison e le sue filiali:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il sito della Edison ([2]) riporta che fu creato appositamente dalla società statunitense Landor nel 1972 per identificare la Montedison e tutte le altre società del gruppo; &lt;br /&gt;un'altra versione sostiene che il logo sia stato realizzato casualmente: scarabocchiando l'interno di un fermaglio per fogli in vari punti, un grafico notò il suo alto valore comunicativo e pensò che potesse essere quello il logo per rappresentare la Montedison; &lt;br /&gt;una terza versione sostiene che il logo del gruppo Montedison, fu disegnato durante una riunione generale nel Petrolchimico Nord di Porto Marghera dall'ingegner Cesare Niero (classe 1925), caporeparto ai fertilizzanti azotati ed al nitrico e nitrico concentrato (Dipa: Agrimont,Fertimont,Montecatini (ex Fiat) Azotati), disegnando 4 fermagli da fogli, disposti a 45 gradi quasi ad indicare "un'aquila che spicca il volo", ricordata poi come L'aquila (il più regale tra i volatili) della Montedison, la più regale industria nel settore chimico e di raffineria. &lt;br /&gt;Nel 1992, quando la Montedison era già nei suoi ultimi anni, il suo logo era riportato sulla fiancata de Il Moro di Venezia, la barca di Raul Gardini, prodotta presso Tencara che arrivò fino alla finale dell'America's Cup. Inoltre esso servì per alcuni anni a identificare la Standa, quando essa fu di proprietà Montedison.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Presidenti &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giorgio Valerio (1966-1970) &lt;br /&gt;Cesare Merzagora (1970) &lt;br /&gt;Pietro Campilli (1970) &lt;br /&gt;Eugenio Cefis (1971-1977) &lt;br /&gt;Giuseppe Medici (1977-1981) &lt;br /&gt;Mario Schimberni (1981-1987) &lt;br /&gt;Raul Gardini (1987-1991) &lt;br /&gt;Giuseppe Garofano (1991-1992) &lt;br /&gt;Arturo Ferruzzi (1993) &lt;br /&gt;Guido Rossi (1993-1995) &lt;br /&gt;Luigi Lucchini (1995-2001) &lt;br /&gt;Umberto Quadrino (2001-2002) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Voci correlate  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Personaggi  &lt;br /&gt;Enrico Bondi fu amministratore delegato della Montedison negli anni '90 &lt;br /&gt;Enrico Cuccia incoraggiò la fusione tra Montecatini ed Edison &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Luoghi  &lt;br /&gt;Marghera &lt;br /&gt;Stabilimento chimico di Pallanza &lt;br /&gt;Polo chimico di Ferrara &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Aziende del gruppo Montedison  &lt;br /&gt;ACNA &lt;br /&gt;Agrimont, ora Yara &lt;br /&gt;Alimont &lt;br /&gt;Ausimont &lt;br /&gt;Ausidet &lt;br /&gt;Ausind &lt;br /&gt;Dutral &lt;br /&gt;Antibioticos &lt;br /&gt;Carlo Erba &lt;br /&gt;Châtillon &lt;br /&gt;DIPA &lt;br /&gt;Enimont &lt;br /&gt;Eridania-Beghin Say &lt;br /&gt;Farmitalia &lt;br /&gt;Farmoplant pesticida Rogor &lt;br /&gt;Fertimont, ex FIAT Fertilizzanti Azotati &lt;br /&gt;Fiat Vetrocoke, poi Società Italiana Vetro (SIV), ora Pilkington &lt;br /&gt;Himont &lt;br /&gt;Istituto Guido Donegani &lt;br /&gt;Mapei, gruppo Vinavil &lt;br /&gt;Merak &lt;br /&gt;Metalmont &lt;br /&gt;Montedipe &lt;br /&gt;Montefibre &lt;br /&gt;Società Italiana Nailon &lt;br /&gt;Società Italiana Poliestere &lt;br /&gt;SIPA - Società Italiana Prodotti Acrilici &lt;br /&gt;Montefluos, poi Montesolvay, ora Solvay Fluor Italia &lt;br /&gt;Montepolimeri &lt;br /&gt;Monteshell &lt;br /&gt;Montevecchio, detta anche Zinco-Piombo &lt;br /&gt;Moplefan &lt;br /&gt;Montoil, già Olimont &lt;br /&gt;Neofil &lt;br /&gt;Novamont &lt;br /&gt;Polymer &lt;br /&gt;Rhodiatoce &lt;br /&gt;SELM - Servizi ELettrici Montedison &lt;br /&gt;Standa &lt;br /&gt;Taban, ex settore Nailonplast della Montefibre &lt;br /&gt;Tecnimont &lt;br /&gt;Tencara &lt;br /&gt;Vinavil &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Note  &lt;br /&gt;^ La costituzione di Novamont risale al 1990, quando Montedison era controllata da Ferruzzi; ciò fa pensare che effettivamente esistessero delle possibili sinergie tra i due gruppi, anche se il settore delle bioenergie era all'epoca ancora agli albori. Vedi anche il sito web di Novamont(&lt;br /&gt;^ *Notizia dell'acquisto su Polimerica.it &lt;br /&gt;^ http://www.bathroomdesign.it/CS12-BATHROOM.pdf &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Bibliografia &lt;br /&gt;Franco Briatico, Ascesca e declino del capitale pubblico in Italia. Vicende e Protagonisti, Il Mulino, 2004 &lt;br /&gt;G. Baldi, I potenti del sistema, Arnoldo Mondadori, 1976 &lt;br /&gt;N. Crepax, Storia dell'industria in Italia, Il Mulino, 2002 &lt;br /&gt;M. Mucchetti, Licenziare i padroni?, Feltrinelli, 2004 &lt;br /&gt;C. Peruzzi, Il caso Ferruzzi, Il Sole 24 ore editore, 1987&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2385666803458178832-4103742182242897766?l=intercciperversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/4103742182242897766'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/4103742182242897766'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://intercciperversi.blogspot.com/2009/07/blog-post.html' title='Montecatini.... Edison...Novamont.... etcetc.'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2385666803458178832.post-9194105441390512024</id><published>2009-06-05T19:59:00.000-07:00</published><updated>2009-06-26T22:34:23.987-07:00</updated><title type='text'>c'è una inchiesta a bari...</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Roma - C’è un’inchiesta, a Bari, che anziché restare riservata finisce sui giornali perché riguarda indirettamente un premier e/o persone a lui vicine presumibilmente in contatto con alcune prostitute. E c’è un’altra inchiesta, a Roma, che invece resta «sconosciuta» per quasi dieci anni e che riguarda l’entourage di un altro premier in contatto sicuramente con una scuderia di prostitute d’alto bordo. Il doppiopesismo mediatico-giudiziario cui si fa riferimento concerne un’inchiesta avviata nel 1999 dal pm capitolino Felicetta Marinelli e conclusasi il 4 ottobre 2000 con il patteggiamento a un anno della maîtresse R.F. che secondo l’accusa inviava sue «squillo» ai fedelissimi dell’allora presidente del Consiglio, Massimo D’Alema, per ottenere ritorni economici di vario genere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono svariati i nomi eccellenti che tornano nei verbali d’interrogatorio e nelle intercettazioni disposte a seguito dei pedinamenti fin sull’uscio di Montecitorio da parte degli agenti della Squadra mobile: si va da Francesco «Franco» Mariani, un tempo responsabile dei trasporti del Pci-Pds e ora presidente dell’autorità portuale di Bari (revocato dal ministro Matteoli e reinsediato dal Tar) ai due ex soci del leader Massimo nella compravendita della barca Ikarus: innanzitutto, Roberto De Santis, pugliese ed eminenza grigia del leader Ds, già vicepresidente della finanziaria London Court, quindi nel cda della Spa portuale «Marina Blu» e poi in quello della società d’energia «Avelar Energy»; dopodiché Vincenzo Morichini, ex amministratore delegato del consorzio Ina-Assitalia, fondatore dell’Assonautica romana, da sempre vicinissimo a D’Alema. Nei brogliacci delle telefonate sbobinate a piazzale Clodio si fa anche esplicito riferimento ad alcuni episodi dove viene citato l’allora «segretario particolare di D’Alema», ovvero Nicola Latorre, oggi parlamentare del Pd. Nelle informative c’è spazio infine per i ruoli ricoperti dall’ex deputato Ds, Michele Giardiello e da un paio di funzionari ancor oggi nel partito di Franceschini. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le persone di fiducia di D’Alema finite agli atti del procedimento numero 10498/99, a eccezione di Latorre, sono state prese a verbale come persone informate dei fatti direttamente negli uffici della Settima sezione della questura di Roma. Obiettivo degli inquirenti era infatti quello di capire se effettivamente la maîtresse facesse ricorso a ragazze a pagamento per «convincere» persone importanti a dare una mano alla sua agenzia di pubblicità nella gestione di eventi, convegni (la donna ne ha organizzato un paio per la Camera dei deputati) appalti e pubblicazioni per strutture come Alitalia, Banca di Roma, Enel, Eurostar, Ina-Assitalia, Acea, Inpdap, eccetera. Se l’allora dirigente della Mobile, Nicolò D’Angelo, era pressoché convinto dell’andazzo corruttivo («la donna che inequivocabilmente procura ragazze a molte persone organizzando incontri sessuali - scriveva in una informativa - utilizza tale “chiave di accesso” per ottenere dai destinatari di queste “attenzioni” che sembrano essere tutti ai vertici di strutture pubbliche o private, favori e indebite pressioni al fine di ottenere benefici economici nella forma di ghiotti appalti o incarichi ben remunerati») il pm Marinelli rimarcava: «Dalla lettura dei verbali emerge che R.F. utilizza le ragazze per organizzare incontri di carattere chiaramente sessuale con personaggi, di cui alcuni facenti parte del mondo politico, o aventi cariche in enti pubblici». &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2385666803458178832-9194105441390512024?l=intercciperversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/9194105441390512024'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/9194105441390512024'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://intercciperversi.blogspot.com/2009/06/blog-post.html' title='c&apos;è una inchiesta a bari...'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2385666803458178832.post-8955503256863885133</id><published>2009-06-03T01:13:00.000-07:00</published><updated>2009-06-26T21:07:52.467-07:00</updated><title type='text'>il G8..E LA MONTEDISON</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Disastro ambientale ed avvelenamento delle acque destinate al consumo umano sono i reati collegati alla scoperta della più grande discarica abusiva d’Italia, scoperta dalla forestale in Abruzzo.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SfQYbDCQYvI/AAAAAAAAQyg/KAprjG2pL3g/s1600-h/3108_1125287219740_1453925300_314060_6897771_n.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 183px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SfQYbDCQYvI/AAAAAAAAQyg/KAprjG2pL3g/s400/3108_1125287219740_1453925300_314060_6897771_n.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5328911112036442866" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SfQYTITFiOI/AAAAAAAAQyQ/Sq8T9bznsKQ/s1600-h/3108_1125288099762_1453925300_314061_4090335_n.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 183px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SfQYTITFiOI/AAAAAAAAQyQ/Sq8T9bznsKQ/s400/3108_1125288099762_1453925300_314061_4090335_n.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5328910976010258658" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SfQYPbcb6JI/AAAAAAAAQyI/KhSJtaPo3F4/s1600-h/3108_1125283419645_1453925300_314048_4965005_n.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 266px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SfQYPbcb6JI/AAAAAAAAQyI/KhSJtaPo3F4/s400/3108_1125283419645_1453925300_314048_4965005_n.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5328910912430270610" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;185 mila metri cubi di sostanze tossiche e pericolose &lt;br /&gt;sono state  sepolti a 5-6 metri di profondità vicino &lt;br /&gt;a Bussi (Pescara) in un terreno vicino al fiume Pescara. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono cloroformio, tetracloruro di carbonio, esacloroetano, &lt;br /&gt;tricloroetilene, triclorobenzeni e metalli pesanti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dai primi rilievi, Forestale e Procura ritengono &lt;br /&gt;che l’inizio dell’utilizzo del terreno – nel 1999&lt;br /&gt;ceduto dalla Montedison ad una società immobiliare&lt;br /&gt;di Milano riconducibile sempre alla Montedison – &lt;br /&gt;come discarica risalga a diversi decenni fa, molto&lt;br /&gt;prima dello stabilimento della Solvay, di cui si esclude &lt;br /&gt;un coinvolgimento.&lt;br /&gt;Per bonificare al zona bisognerà rimuovere 240 mila le &lt;br /&gt;tonnellate di terra e il costo stimato di tale operazione&lt;br /&gt;si aggira intorno ai 58 milioni di euro (che al momento&lt;br /&gt;non si sa dove recuperare). Bisognerà anche trovare una &lt;br /&gt;discarica sicura (che non faccia percolare nella falda &lt;br /&gt;altre schifezze) e grande abbastanza da contenere la&lt;br /&gt;massa  enorme del terreno da smaltire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Disastro ambientale ed avvelenamento delle acque destinate&lt;br /&gt;al consumo umano sono i reati collegati alla scoperta &lt;br /&gt;della più grande discarica abusiva d’Italia, scoperta dalla&lt;br /&gt;forestale in Abruzzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;185 mila metri cubi di sostanze tossiche e &lt;br /&gt;pericolose sono state sepolti a 5-6 metri di profondità &lt;br /&gt;vicino a Bussi (Pescara) in un terreno vicino al fiume Pescara.&lt;br /&gt;Ci sono cloroformio, tetracloruro di carbonio, esacloroetano,&lt;br /&gt;tricloroetilene, triclorobenzeni e metalli pesanti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Dai primi rilievi, Forestale e Procura ritengono che &lt;br /&gt;l’inizio dell’utilizzo del terreno – nel 1999 ceduto &lt;br /&gt;dalla Montedison ad una società immobiliare di Milano&lt;br /&gt;riconducibile sempre alla Montedison – come discarica&lt;br /&gt;risalga a  diversi decenni fa&lt;/u&gt;,  molto prima dello&lt;br /&gt;stabilimento della Solvay, di cui si esclude un &lt;br /&gt;coinvolgimento.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per bonificare al zona bisognerà rimuovere 240 mila&lt;br /&gt;le tonnellate di terra e il costo stimato di tale&lt;br /&gt;operazione si aggira intorno ai 58 milioni di euro &lt;br /&gt;che al momento non si sa dove recuperare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bisognerà anche trovare una discarica sicura (che non&lt;br /&gt;faccia percolare nella falda altre schifezze) e grande&lt;br /&gt;abbastanza da contenere la massa enorme del terreno &lt;br /&gt;da smaltire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;leggi qui:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/03_Marzo/13/discarica.shtml"&gt;http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/03_Marzo/13/discarica.shtml&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://abruzzo.indymedia.org/article/6186"&gt;http://abruzzo.indymedia.org/article/6186&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.crimeblog.it/post/720/lo-scandalo-della-discarica-tossica-montedison-in-abruzzo"&gt;http://www.crimeblog.it/post/720/lo-scandalo-della-discarica-tossica-montedison-in-abruzzo&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.tuttoabruzzo.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=13077&amp;Itemid=754"&gt;http://www.tuttoabruzzo.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=13077&amp;Itemid=754&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.site.it/aaa-celano-25-ettari-di-discarica-abusiva-offresi/03/2009/"&gt;http://www.site.it/aaa-celano-25-ettari-di-discarica-abusiva-offresi/03/2009/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;io credo che prima ancora di una ricostruzione frettolosa,&lt;br /&gt;si debbe salvaguardare la salute delle persone e la &lt;br /&gt;salubrità dell'acqua che dovranno bere per i prossimi &lt;br /&gt;anni, costruire case nuove su delle fondamenta marce, &lt;br /&gt;tossiche, pericolose ed estremamente cancerogene,&lt;br /&gt;è una follia tutta italiana che non può e non deve &lt;br /&gt;essere contemplata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si può continuare a nascondere una verità così &lt;br /&gt;grave, e la montedison deve essere processata e &lt;br /&gt;deve assolutamente risarcire i danni ambientali &lt;br /&gt;ed essere incriminata per disastro ambientale e &lt;br /&gt;attentato alla salute pubblica dei cittadini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;vedete anche i video e inorridite perchè in &lt;br /&gt;due settimane di parole e sciacallaggi mediatici, &lt;br /&gt;nessuno ne ha mai parlato, spero che iniziate &lt;br /&gt;a chiedervi il perchè...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=FN9oh7f1NBI"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=FN9oh7f1NBI&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=VTDomGRahro"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=VTDomGRahro&lt;/a&gt;http://www.youtube.com/watch?v=9A83boWKWLA&amp;feature=related&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VIVA FERRARA..E POI MILANO.....................&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.telestense.it/flv/popup.php?file=http://telestense.smil.weebo.it/20090415_02.xml"&gt;http://www.telestense.it/flv/popup.php?file=http://telestense.smil.weebo.it/20090415_02.xml&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*******************************&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; VERITA' SCOMODE..........&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/R1rp3M8u9po&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/R1rp3M8u9po&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2385666803458178832-8955503256863885133?l=intercciperversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/8955503256863885133'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/8955503256863885133'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://intercciperversi.blogspot.com/2009/04/il-g8e-la-montedison.html' title='il G8..E LA MONTEDISON'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SfQYbDCQYvI/AAAAAAAAQyg/KAprjG2pL3g/s72-c/3108_1125287219740_1453925300_314060_6897771_n.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2385666803458178832.post-6234881293400440168</id><published>2009-06-02T07:55:00.000-07:00</published><updated>2009-06-02T08:02:33.262-07:00</updated><title type='text'>DISASTRO AEREO DELL'AIR FRANCE</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SiU95N8jnTI/AAAAAAAAQ7U/Nrm_yqfQTNU/s1600-h/Ilha_de_Fernando_de_Noronha_Brasil_001.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 267px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SiU95N8jnTI/AAAAAAAAQ7U/Nrm_yqfQTNU/s400/Ilha_de_Fernando_de_Noronha_Brasil_001.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5342744586150452530" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SiU91gaF6FI/AAAAAAAAQ7M/T4km3_aRrh0/s1600-h/Fernando+de+Noronha.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SiU91gaF6FI/AAAAAAAAQ7M/T4km3_aRrh0/s400/Fernando+de+Noronha.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5342744522386696274" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La scoperta dell'arcipelago è segnata da molte controversie. Venne avvistato da diverse spedizioni negli anni 1501, 1502 e 1503 e gli venne attribuito il nome di Ilha da Quaresma (Isola della Quaresima). Ma il visconte di Santarém ne attribuì la scoperta a Gaspar de Lemos, capitano della nave appoggio della flotta di Pedro Álvares Cabral, rimandato in Portogallo con la notizia della scoperta del Brasile. Gli storici moderni, comunque, accreditano della scoperta dell'arcipelago la spedizione del 1501 - 1502 condotta dall'esploratore portoghese Fernão de Noronha, cui infatti è intitolato. Il primo a descrivere l'arcipelago di Fernando de Noronha fu il navigatore fiorentino Amerigo Vespucci, nel 1503.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molto tribolata fu anche la storia dell'arcipelago: nel 1534 le isole vennero invase dall'esercito inglese, mentre fra il 1556 e il 1612 fu un possedimento francese. Nel 1628 venne occupato dagli olandesi, sconfitti due anni più tardi da una spedizione militare congiunta spagnolo-portoghese, agli ordini di Rui Calaza Borges.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli olandesi occuparono nuovamente le isole nel 1635 per impiantarvi un ospedale per le proprie truppe che avevano occupato la costa nord-orientale del Brasile. L'arcipelago venne ribattezzato Pavonia, in onore di Michiel de Pauw, uno dei direttori della Compagnia Olandese delle Indie Occidentali. Dopo altri 20 anni vennero riconquistate dai portoghesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1736, trovando l'arcipelago disabitato e completamente abbandonato, la Compagnia Francese delle Indie Orientali lo occupò e lo ribattezzò Isle Dauphine. Solo nel 1737, con l'espulsione dei francesi, le isole vennero definitivamente occupate dal Portogallo, che decise di fortificarle. Per questo scopo vennero costruite 10 fortezze nei punti strategici dell'arcipelago, dove era prevedibile che sarebbe avvenuto un eventuale sbarco di invasori: 9 furono edificate sull'isola principale e una sull'Ilha de São José. Le fortezze vennero interconnesse da strade in pietra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1770 venne fondato il primo insediamento permanente, Vila dos Remédios. Il villaggio era diviso in due parti: nella metà superiore si trovavano gli edifici amministrativi, mentre nella metà inferiore era la chiesa con gli altri edifici a carattere religioso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con l'indipendenza del Brasile dal Portogallo, ottenuta nel 1822, le cose per l'arcipelago non cambiarono un gran che. Agli inizi del XX secolo gli inglesi fornirono cooperazione tecnica per i collegamenti telegrafici. Più tardi il loro posto venne preso dai francesi e dagli italiani dell'Italcable.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1942, durante la seconda guerra mondiale, l'arcipelago divenne un territorio federale che comprendeva anche l'Atol das Rocas e l'Arquipélago de São Pedro e São Paulo, e i prigionieri ordinari e politici vennero mandati nella locale prigione. Nel 1988 il 70% dell'arcipelago venne dichiarato parco nazionale marittimo, per preservare ciò che restava dell'ambiente terrestre e marino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 5 ottobre 1988 il territorio federale venne dissolto ed aggiunto allo stato di Pernambuco (eccezion fatta per l'Atollo Rocas, aggiunto allo stato del Rio Grande do Norte).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi l'economia di Fernando de Noronha dipende dal turismo, regolamentato per la delicatezza del suo ecosistema. Nel 2001 l'arcipelago è stato inserito nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO, insieme all'Atollo Rocas.&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SiU9xi_Iq_I/AAAAAAAAQ7E/la3I6HbJSd0/s1600-h/2612807570060091974fKIbAi_fs.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SiU9xi_Iq_I/AAAAAAAAQ7E/la3I6HbJSd0/s400/2612807570060091974fKIbAi_fs.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5342744454359460850" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SiU9ueyX4rI/AAAAAAAAQ68/HmciwdvM5i0/s1600-h/2524718330089267937xXpPYW_fs.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SiU9ueyX4rI/AAAAAAAAQ68/HmciwdvM5i0/s400/2524718330089267937xXpPYW_fs.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5342744401692582578" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SiU9qolzb2I/AAAAAAAAQ60/9PmtH9f9uFY/s1600-h/2428885150060091974oIiLOI_fs.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SiU9qolzb2I/AAAAAAAAQ60/9PmtH9f9uFY/s400/2428885150060091974oIiLOI_fs.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5342744335604739938" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.skyscraperlife.com/brazil/18386-fernando-de-noronha.html"&gt;http://www.skyscraperlife.com/brazil/18386-fernando-de-noronha.html&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2385666803458178832-6234881293400440168?l=intercciperversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/6234881293400440168'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/6234881293400440168'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://intercciperversi.blogspot.com/2009/06/disastro-aereo-dellair-france.html' title='DISASTRO AEREO DELL&apos;AIR FRANCE'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SiU95N8jnTI/AAAAAAAAQ7U/Nrm_yqfQTNU/s72-c/Ilha_de_Fernando_de_Noronha_Brasil_001.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2385666803458178832.post-8442215644808593355</id><published>2009-04-27T22:40:00.000-07:00</published><updated>2009-06-27T22:42:47.082-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SkcCs7mkqZI/AAAAAAAART8/4RZdkKm4TD4/s1600-h/bank.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 216px; height: 144px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SkcCs7mkqZI/AAAAAAAART8/4RZdkKm4TD4/s400/bank.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5352249653090101650" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;'BankSecrets':&lt;br /&gt;"Svelati i segreti &lt;br /&gt;di 13 delle più &lt;br /&gt;importanti banche &lt;br /&gt;del mondo"&lt;br /&gt;Ieri alle 11.45&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da oggi attivo un sito web 'sentinella':&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;a href="http://www.banksecrets.eu/ "&gt;http://www.banksecrets.eu/ &lt;/a&gt;consuntabile da tutti anche in lingua italiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;27 Giugno 2009 -- Messi a nudo i collegamenti tra le maggiori banche del mondo, tra cui Intesa Sanpaolo e Unicredit, e imprese producono armi, danneggiano l'ambiente, sostengono regimi autoritari. L'iniziativa è della rete europea Banktrack, cui fa capo anche la Campagna per la riforma della banca mondiale. Probabilmente continueranno a farlo, ma dovranno renderne conto all'opinione pubblica internazionale e, speriamo, anche ai loro correntisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da oggi infatti c'è un sito web, 'BankSecrets', che rende pubblici gli investimenti fatti dalle 13 banche più grandi del mondo. Un sito che evidenzia i collegamenti tra queste banche e imprese note perché hanno sostenuto dittatori, causato danni ambientali irreversibili, prodotto armamenti messi al bando, come le munizioni a grappolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le banche in questione sono Banco Santander, Barclays, BBVA, BNP Paribas, Citigroup, Credit Agricole, Deutsche Bank, ING, Intesa Sanpaolo, HSBC, RBS, Société générale e Unicredit. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A gestire il nuovo sito 'sentinella' è il network europeo Banktrack composto da Campagna per la riforma delle Banca mondiale (Italia), Friends of the Earth (Francia), Netwerk Vlaanderen (Belgio), Platform (Regno Unito), SETEM (Spagna) e Urgewald (Germania).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Recenti ricerche di Banktrack hanno evidenziato che i 13 istituti di credito hanno investito un totale di 39,6 miliardi di euro in pratiche e compagnie a dir poco discutibili. Dal 2005 al 2009 hanno finanziato imprese come la Textron, che produce le letali munizioni a grappolo, o come la Petrochina e la Vedanta Resources, che detengono dei record nella distruzione dell'ambiente. Dei 39,6 miliardi di euro, 11,4 sono stati concessi sotto forma di prestiti e 10,5 di obbligazioni, mentre ammonta a 17,7 miliardi il totale delle azioni delle compagnie "a rischio" che le banche detengono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Investimenti così dannosi non possono più essere tollerati - sottolinea Andrea Baranes della Crbm. Pensiamo che le istituzioni finanziarie debbano tenere nella dovuta considerazione le norme ambientali e sociali allorché devono decidere su come impiegare il loro denaro». Aggiunge Mathias Bienstman del Netwerk Vlaanderen: «Gli investitori non devono attendere di essere dichiarati legalmente responsabili per violazioni dei diritti umani e danni ambientali. Devono evitare di registrare profitti a causa di queste attività così controverse. Le banche hanno un grande potere e di conseguenza possono contribuire a un cambiamento in positivo».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque 'BankSecrets' è uno strumento di cittadinanza attiva che, restando nel segmento delle banche, va ad aggiungersi a 'BancheArmate'&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.banchearmate.it/ "&gt;http://www.banchearmate.it/ &lt;/a&gt;il sito della campagna - promossa dalle riviste Nigrizia, Missione Oggi, Mosaico di pace - che da dieci anni monitora i comportamenti degli istituti di credito in relazione al finanziamento del commercio delle armi.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2385666803458178832-8442215644808593355?l=intercciperversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/8442215644808593355'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/8442215644808593355'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://intercciperversi.blogspot.com/2009/04/banksecrets-svelati-i-segreti-di-13.html' title=''/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SkcCs7mkqZI/AAAAAAAART8/4RZdkKm4TD4/s72-c/bank.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2385666803458178832.post-7860455935272641177</id><published>2009-03-30T20:28:00.000-07:00</published><updated>2009-03-30T20:28:36.777-07:00</updated><title type='text'>stampa estera</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Berlusconi riesce sempre a cavarsela &lt;br /&gt;Pubblicato sabato 28 marzo 2009 in Olanda &lt;br /&gt;[de Volkskrant] &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sorprendente come i cittadini e i media accettino in massa le sue bugie&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da corrispondente in Italia mi sento spesso come Keanu Reeves nel film The Matrix, o Jim Carrey nel Truman Show. È una sensazione spaventosa: vivere e lavorare in una democrazia dell’Europa Occidentale che fu tra i fondatori dell’Unione Europea e fa parte di prominenti forum internazionali come il G8, e ciò nonostante sentirsi come i personaggi che lottano in angosciosi film su illusione e realtà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma l’Italia di Silvio Berlusconi ne dà tutto il motivo. Quindici anni dopo l’ingresso di Berlusconi nella politica italiana, il paese si allontana sempre piú dai valori democratici essenziali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Neo (Reeves) e Truman Burbank (Carrey) in The Matrix e The Truman Show si rendono conto che il loro intero ambiente vive secondo la sceneggiatura di un regista onnipotente. Però non vedono la loro sorpresa e preoccupazione al riguardo riflessa in alcun modo nella reazione delle persone che li circondano; tutti si comportano esattamente come se non succedesse niente di strano, o semplicemente non se ne rendono conto. Chi cerca di seguire e di capire la politica e la società in Italia inevitabilmente avrà la stessa esperienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Corrotto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il raffronto si è imposto all’attenzione molto chiaramente il mese scorso. Nel pomeriggio di martedì 17 febbraio è apparsa sui siti dei principali giornali italiani una notizia dal titolo: ‘David Mills è stato corrotto’: condannato a 4 anni e sei mesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riguardava una notizia esplosiva: il tribunale di Milano aveva riconosciuto l’avvocato britannico David Mills colpevole di corruzione per aver accettato 600 mila dollari da Silvio Berlusconi negli anni novanta, in cambio di rendere falsa testimonianza in due processi per corruzione istituiti contro l’imprenditore-politico. La sentenza contro Mills era altamente incriminante anche per il premier italiano dell’Italia, perchè se c’è un corrotto ci deve essere anche un corruttore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cose strane&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma in Italia sono successe un paio di cose strane con questa notizia. Per iniziare diversi giornali hanno scritto la sentenza tra virgolette, come se si trattasse non di un fatto giuridico ma semplicemente di un’opinione personale da poter contestare con facilità. Ciò infatti è immediatamente successo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel sito web del Corriere della Sera, un giornale di riguardo in Italia, vari lettori hanno messo in dubbio la sentenza del tribunale milanese. “Perchè questa sentenza arriva giusto 24 ore dopo le elezioni in Sardegna?” si chiede uno di loro. Il partito di Berlusconi, Popolo delle della Libertà (PdL), aveva vinto quelle elezioni regionali con una schiacciante maggioranza; l’isola italiana è tornata dopo lungo tempo in mano della destra, cosa che ha provocato una grande euforia negli ambienti del PdL.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I giudici hanno deliberatamente cercato di rovinare la festa con la loro sentenza, riteneva il lettore sopracitato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un altro ha fatto un ulteriore passo in avanti. Quella “ennesima sentenza fatta per rovinare la festa”, avverte i giudici, “servirà solo a rafforzare il nostro premier e la sua coalizione, quindi soprattutto continuate così e sparirete automaticamente, ciao ciao”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di per se queste reazioni si potevano archiviare come rigurgiti emotivi di accaniti sostenitori di Berlusconi. Ma stranamente i media italiani gli hanno dato del tutto ragione. Mentre la notizia veniva esaminata a fondo su emittenti straniere come la CNN e la BBC, l’interessante notizia é stata data di striscio dai telegiornali italiani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su RaiUno e RaiDue l’argomento è stato incastrato a stento in un minuto verso la fine dell’edizione serale. Su due delle tre reti commerciali di Berlusconi la sentenza è stata completamente ignorata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sentenza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E sul canale che ha sì riferito la sentenza, il cronista ha ancora definito l’accertato episodio di corruzione un “supposto pagamento” fatto dalla ditta Fininvest di Berlusconi, e ha chiuso il suo mini servizio con una lunga citazione di un parlamentare del partito di Berlusconi, il quale diceva che il presidente del tribunale di Milano “è chiaramente antagonista della persona di Silvio Berlusconi dal punto di vista politico”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come può succedere tutto ciò? Come si può negare e deformare così facilmente e massivamente la realtà? Da anni la stampa internazionale addita il gigantesco conflitto di interessi del premier.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti conoscono Silvio Berlusconi come il grande uomo dietro più di settanta aziende, raggruppate in mega holdings come la Mondadori (la principale casa editrice di giornali, libri e riviste in Italia), Mediaset (la più grande holding televisiva del paese), Mediolanum (servizi finanziari) e la squadra di calcio AC Milan.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Groviglio di interessi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Berlusconi controlla buona parte dei media italiani e viene perciò chiamato da molti giornali stranieri ‘imprenditore-politico’ o ‘premier-magnate dei media’. Ciononostante questi termini dicono troppo poco sul modo in cui questo groviglio d’interessi influisce sulla società italiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In generale Berlusconi viene considerato l’uomo dalla parlantina facile e dal sorriso scolpito, il marpione rifatto con il brevetto sulle battute imbarazzanti (come quella su Barack Obama, che definì “giovane, bello e anche abbronzato”‘ un paio d’ore dopo l’elezione di quest’ultimo a presidente degli Stati Uniti). Come premier dell’Italia è perciò agli occhi di molti un buffone da non prendere troppo seriamente. Ma queste qualità da birbantello nascondono alla vista il suo illimitato potere e influenza che intaccano persino il DNA dell’Italia - e purtroppo non in senso positivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le sue emittenti commerciali, il suo settimanale d’opinione “Panorama”, il quotidiano “Il Giornale” (del fratello Paolo) e una lunga lista di giornali di famiglia, si schierano quotidianamente con il loro padrone senza vergogna. Questo servilismo raggiunge forme così elevate che il giornalista televisivo nonchè capo-redattore dell’emittente Rete4 può emozionarsi in diretta leggendo la notizia della vittoria elettorale di Berlusconi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per la maggioranza degli italiani la televisione è la principale fonte di informazione, ed è quasi completamente sotto il controllo di fedelissimi di Berlusconi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Modi sgarbati&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allo stesso tempo i membri dell’opposizione vengono buttati a terra in modo insolitamente sgarbato. Il più combattivo oppositore di Berlusconi, Antonio Di Pietro, da tempo viene chiamato ‘il boia’, o ‘il trebbiatore’ nel corso delle varie rubriche di attualità, che continuano a far vedere le sue foto meno lusinghiere, che immortalano il corpulento Di Pietro sul trattore, in pantaloncini corti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo bizzarro approccio ‘giornalistico’ non scaturisce da una specie di naturale lealta’ dei dipendenti, ma da precisi ordini di servizio. Il giornalista italo-americano Alexander Stille cita nella sua biografia di Berlusconi “Il sacco di Roma” (tradotta in olandese come “Silvio Berlusconi/De inname van Rome), un ex vice-caporedattore de “Il Giornale”, che spaziava su come Berlusconi dava ordini alla redazione negli anni novanta: “Dobbiamo cantare in armonia sui temi importanti per noi (…) Voi, caporedattori, dovete capire che dobbiamo iniziare un’offensiva mirata con tutti i nostri mezzi contro chiunque ci spari addosso. Se quelli che ci attaccano ingiustamente vengono puniti usando tutti i diversi media del nostro gruppo, l’aggressione finisce”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RAI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel ruolo di premier, Silvio Berlusconi esige più o meno la stessa apatia dagli impiegati statali, soprattutto all’interno dell’emittente statale RAI. Durante il conflitto in Irak, che aveva l’appoggio del precedente governo Berlusconi, i giornalisti della RAI non potevano definire gli oppositori della guerra “dimostranti per la pace” o “pacifisti”, ma dovevano chiamarli “insubordinati”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;‘Sei un dipendente dello stato!’ gridò Berlusconi contro il critico giornalista televisivo Michele Santoro un paio d’anni fa durante una trasmissione televisiva, riportandolo all’ordine. Santoro voleva togliere la parola a Berlusconi, che era in linea telefonicamente, perchè questi rifiutava di rispondere alle domande del giornalista, e voleva solo criticare il modo di lavorare di Santoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Criminoso&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante una conferenza stampa in Bulgaria Berlusconi accusò Santoro e due altri giornalisti di aver fatto un ‘uso criminoso della televisione pubblica’. I tre avevano osato fare una trasmissione critica sul premier. In quello che da allora è diventato famoso come ‘l’editto bulgaro’, il premier esigeva che la direzione dell’emittente ‘non permettesse più che accadessero certe cose’. Qualche mese dopo i tre erano spariti dallo schermo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Italia come paese democratico sta molto peggio di quanto molti credano. Ciò dimostrano le misure per la limitazione della libertà che questo governo sta prendendo o preparando (come la prigione per i giornalisti che pubblicano le intercettazioni telefoniche degli indiziati; pressione politica su medici e insegnanti per denunciare gli immigranti illegali alla polizia; limitazione dell’indipendenaza del potere giudiziario).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma lo stato preoccupante delle cose si rivela soprattutto nel modo apatico in cui stampa e pubblico ultimamente reagiscono a questo genere di piani. L’Italia si abbandona sempre di più alla realtà altamente colorata con cui viene abbindolata dall’apparato di potere di Berlusconi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Duramente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo, giornali e riviste di opinione come La Repubblica, l’Unità e l’Espresso continuano ad andare duramente contro il premier quando è necessario. Ma sono predicatori nel deserto: i due principali giornali italiani hanno insieme una tiratura di solo 1,3 milioni, su una popolazione di quasi 60 milioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La televisione è per la stragrande maggioranza degli italiani la fonte di informazione principale, e ora è quasi tutta sotto monitoraggio di gente fidata di Berlusconi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre, anche i giornali al di fuori dell’impero di Berlusconi sentono il suo braccio forte. Come il giornale torinese La Stampa, proprietà della Fiat. ‘Vista la situazione in cui versa la Fiat, La Stampa non si trova nella posizione di esprimere critiche nei confronti di Berlusconi, e ciò è altrettanto valido per numerosi altri giornali’, cosí il caporedattore Giulio Anselmi a Stille nel Sacco di Roma. ‘Oltre ai giornali che possiede, c’é tutto un cerchio concentrico di giornali che dipendono direttamente o indirettamente da lui’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il guastafeste&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il leader dell’opposizione Antonio Di Pietro racconta nel suo libro Il guastafeste [in italiano con traduzione nel testo, ndt], come sia stato apostrofato “assassino’ da due ragazzi, mentre passeggiava in Piazza Duomo a Milano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un tempo Di Pietro era l’eroe del paese per milioni di italiani, nella sua funzione di pubblico ministero dell’ampia operazione anti-corruzione Mani Pulite, che spazzò via un’intera generazione di politici e imprenditori imbroglioni all’inizio degli anni novanta. ‘Questo incidente’, dice Di Pietro a proposito dell’accaduto a Piazza Duomo a Milano, ‘dimostra che quei ragazzi a casa sono bombardati con falsa informazione dalla televisione’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo un decennio e mezzo, questo moderno indottrinamento sta dando così tanti frutti che Berlusconi osa negare persino le più incontestabili verità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proteste&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per esempio, l’anno scorso durante la massale protesta studentesca contro i tagli pianificati nell’istruzione. Gli studenti avevano occupato facoltà di diverse università, con grande irritazione di Berlusconi. ‘Oggi darò al Ministro degli Interni istruzioni dettagliate su come intervenire usando le unità mobili’, disse il premier nel corso di una conferenza stampa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando l’opposizione gridò allo scandalo, Berlusconi il giorno dopo disse bellamente di non aver mai minacciato con le unità mobili. Ancora una volta era stato erroneamente citato dai giornalisti. Però tutti avevano potuto vedere e sentire che il premier l’aveva veramente detto; i suoi commenti erano stati trasmessi da radio e tv.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante quella prova schiacciante Berlusconi si ostinò sulla sua posizione. E con successo. Giacchè cosa dissero la sera i telegiornali? ‘Il premier dice di essere stato citato erroneamente’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Democrazia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In una democrazia sana i giornalisti in servizio avrebbero come minimo fatto velocemente rivedere le immagini della conferenza stampa in questione, così da permettere ai telespettatori di concludere da sè se il premier fosse rimbecillito o no. Ma no. ‘Eventualmente, potrete rivedere la nostra trasmissione di ieri su internet’, ha sussurrato il redattore politico di RaiUno alla fine del servizio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Considerando la situazione alla Matrix in cui versa l’Italia, il suo commento suonava quasi come un eroico atto di resistenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eric Arends è il corrispondente del Volkskrant a Roma&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2385666803458178832-7860455935272641177?l=intercciperversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/7860455935272641177'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/7860455935272641177'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://intercciperversi.blogspot.com/2009/03/stampa-estera.html' title='stampa estera'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2385666803458178832.post-8785741614460534175</id><published>2009-03-29T22:55:00.001-07:00</published><updated>2009-03-30T01:46:25.064-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SdCGtQyRY5I/AAAAAAAAQrA/hMiIVnan0eU/s1600-h/santagiulia.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 380px; height: 232px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SdCGtQyRY5I/AAAAAAAAQrA/hMiIVnan0eU/s400/santagiulia.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5318899272082613138" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Caccia grossa all'evasore.&lt;br /&gt;Oggi alle 7.26&lt;br /&gt;di Paolo Biondani e Vittorio Malagutti&lt;br /&gt;Un lista misteriosa. Con 552 "nomi grossi". Sono tutti noti industriali e professionisti del nord-est. Che hanno gabbato l'erario italiano. Grazie a un avvocato svizzero. Finito a San Vittore &lt;br /&gt;Kerrville è una cittadina del Texas. Poche case, poca gente e poche strade in un paesaggio desolato. Bisogna partire da qui, dal Far West americano, per raccontare una storia di malaffare molto italiana. Ci sono centinaia di milioni di euro in fuga dal fisco e un codazzo eterogeneo di protagonisti: un avvocato svizzero specializzato in società off shore, un commercialista d'alto bordo con frequentazioni vip e un plotone di imprenditori in cerca di una scorciatoia per risparmiare sulle tasse. Serve un indirizzo fuori mano dove parcheggiare il denaro? Ecco Kerville, Texas, dove ha sede la finanziaria Wmk group, la cassaforte dell'organizzazione.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SdCFecNh7sI/AAAAAAAAQqw/I3OeOjPnO8A/s1600-h/_thumb490x380_pic_46c064e177494473ce6bc827e9af9afd.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 310px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SdCFecNh7sI/AAAAAAAAQqw/I3OeOjPnO8A/s400/_thumb490x380_pic_46c064e177494473ce6bc827e9af9afd.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5318897917940068034" /&gt;&lt;/a&gt;Per anni il sistema ha funzionato a meraviglia: riservatezza assoluta e soldi a palate per tutti. Poi, l'imprevisto. Nel primo weekend dello scorso febbraio, entra in scena la Guardia di finanza. Con un'operazione preparata da mesi, la squadra di polizia giudiziaria delle Fiamme gialle di Milano mette le mani su una lista di oltre 500 nomi, per l'esattezza 552. Ci sono imprenditori e aziende, con tanto di coordinate bancarie, società di copertura e una serie infinita di fatture emesse dall'Italia verso l'estero. Soldi che lasciano la Penisola e approdano nei paradisi fiscali. Per la procura di Milano, è una miniera di informazioni di straordinario valore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La lista dei 552 era custodita in un file del computer portatile dell'avvocato svizzero Fabrizio Pessina, classe 1946. Un professionista di lungo corso con base a Chiasso, pochi metri oltre il confine. Sbarcato a Malpensa di ritorno da una breve vacanza a Marbella, Pessina viene arrestato con l'accusa di riciclaggio. Nell'inchiesta è coinvolto un suo cliente importante, l'imprenditore milanese Giuseppe Grossi. Ma l'analisi dei dati memorizzati per anni in quel computer mostra agli investigatori che Grossi in realtà è solo un nome tra i tanti. In tre decenni di onorata carriera l'avvocato svizzero specializzato in paradisi fiscali si è costruito un network di contatti molto ramificato. Fanno riferimento a lui un gran numero di industriali e professionisti, concentrati soprattutto nell'area del Nord-Est, in quella fascia ad alta densità di piccole e medie aziende che va da Brescia fino a Treviso. Clienti come il gruppo Greggio, griffe dell'argento con base in provincia di Padova. Oppure la famiglia veronese Cordioli, che produce e lavora alluminio, zinco e rame. E ancora, sempre a titolo di esempio, il bresciano Innocente Aderenti. Decine e decine di personaggi, per lo più poco noti al grande pubblico, che però, nell'insieme, riescono a muovere centinaia di milioni di euro. &lt;br /&gt;I principali referenti bancari di Pessina sono ovviamente i giganti del credito svizzero, a cominciare dall'Ubs. In Italia, invece, in molte operazioni registrate nella lista dell'avvocato di Chiasso viene citato il nome della Banca Mb, un piccolo istituto nato da poco a Milano per iniziativa di alcune decine di imprenditori di seconda fila. Tra i promotori spicca un nome storico della finanza nazionale come Giuseppe Garofano, il manager, presidente Montedison ai tempi dei Ferruzzi, da sempre vicino all'Opus Dei. Clienti di Pessina sono i primi azionisti della banca. E come amministratore della Mb, dal 2003 fino al marzo 2006, spunta il commercialista Siro Zanoni, storico collaboratore dello stesso Pessina. &lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SdCFp4k8j2I/AAAAAAAAQq4/jP1KPCLJBg0/s1600-h/sky.png"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 99px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SdCFp4k8j2I/AAAAAAAAQq4/jP1KPCLJBg0/s400/sky.png" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5318898114533035874" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma non è solo questione di banche. Da almeno dieci anni l'avvocato di Chiasso ora agli arresti fa coppia fissa con Mario Merello, un professionista di gran successo, almeno a giudicare dal patrimonio personale. Residenza a Sankt Moritz, ma di casa anche a Montecarlo, Merello l'estate scorsa ha inaugurato il suo nuovo yacht da 50 metri battezzato Marcelita in onore della moglie, la cantante Marcella Bella. Il suo tesoro, quello vero, è però un patrimonio smisurato di contatti e relazioni, alcuni ad altissimo livello, famiglie e imprenditori di cui gestisce i capitali. Il socio di Pessina naviga da anni nel mondo dello spettacolo, tra i vip veri o presunti frequentati nelle occasioni mondane insieme alla consorte Marcella. A Milano, invece, l'attivissimo Merello è ben introdotto nel giro della Borsa e dell'alta finanza. Conosce da tempo, per esempio, la famiglia Ligresti. E si racconta che il suo maestro fu Silvano Pontello, il banchiere, morto nel 2002, a sua volta cresciuto allo scuola del bancarottiere Michele Sindona e in seguito salito al vertice della Banca Antonveneta. Tempi lontani, quelli. Da allora Merello ha fatto molta strada, giostrando con grande abilità capitali e amicizie tra Lugano, Milano e Montecarlo. In una carriera tanto fortunata va registrato un solo incidente di percorso. Nel 1998 la Sec americana lo pizzicò per una storia di insider trading (abuso di informazioni riservate in Borsa) a Wall Street. Tutto si chiuse con una semplice multa. Poca cosa per un tipo come Merello, che ormai viaggiava a tutta velocità. E infatti, tempo qualche anno, eccolo al volante della Wmk del Texas. Questa holding statunitense tira le fila di una struttura più complessa. C'è una Wmk con base in Lussemburgo, che a sua volta ha aperto un ufficio a Lugano. Alla consociata lussemburghese, secondo l'ultimo bilancio reso pubblico (datato 2007), fa capo un patrimonio di circa 300 milioni di euro. Investito, come recita la documentazione ufficiale, in non meglio precisati "valori mobiliari".&lt;br /&gt;Ora, dopo l'arresto dell'avvocato-contabile Pessina, tutti gli affari del gruppo Wmk verranno passati al setaccio dalla Guardia di finanza, come quelli del suo partner Merello. L'inchiesta penale della Procura di Milano, affidata ai pm Laura Pedio e Gaetano Ruta, è solo al primo capitolo, ma promette sorprese clamorose. L'unico cliente di Pessina per cui sia già possibile tirare le somme è proprio Grossi, che con la sua Green Holding spa ha gestito la bonifica ambientale di Montecity, l'area milanese dove l'immobiliarista Luigi Zunino sta costruendo il nuovo quartiere di Santa Giulia. L'avvocato svizzero è stato arrestato con l'accusa di aver riciclato 14 milioni e mezzo di euro creati proprio gonfiando i costi di quella bonifica. Ma ora i documenti sequestrati nelle perquisizioni hanno già fatto lievitare i fondi neri a 25 milioni. E negli ultimi interrogatori in carcere, Pessina ha dichiarato di aver versato quei soldi su una rete di conti esteri intestati a familiari, dirigenti e prestanome dello stesso Grossi, che a questo punto è a sua volta indagato per frode fiscale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma ora le indagini della Procura vanno molto al di là del caso Grossi. Nel mirino della Guardia di finanza c'è l'interminabile lista di clienti e società scoperta nel computer di Pessina. Questo elenco di 552 nominativi può essere paragonato, come ordine di grandezza, all'ormai famosa lista degli italiani con il conto a Vaduz. Con alcune importanti differenze. La lista di Vaduz, resa pubblica nel marzo scorso dai vertici dell'Agenzia delle Entrate (quelli nominati dal governo Prodi e poi rimossi), era stata comprata dai servizi segreti tedeschi pagando un anonimo funzionario che, nel 2002, aveva copiato di nascosto gli archivi informatici della banca del Liechtenstein in cui lavorava. Quei depositi esteri, quindi, erano datati e in molti casi erano già stati regolarizzati sfruttando i due scudi fiscali varati tra il 2001 e il 2003 dal ministro Tremonti. Il computer di Pessina, invece, contiene dati recentissimi, aggiornati fino a venerdì 31 gennaio 2009, anzi probabilmente anche nel weekend dell'arresto. La lista di Vaduz, inoltre, conteneva 390 nomi, quasi tutti del Centro-Nord, che però erano in gran parte riuniti in gruppi familiari o societari, per cui corrispondevano solo a 157 posizioni bancarie: il totale dei depositi era di 1 miliardo e 337 milioni di euro. I clienti del fiduciario svizzero che ora è a San Vittore sono invece concentrati tra la Lombardia e il Veneto. I loro identikit professionali sono equivalenti a quelli dei soggetti comparsi nella lista di Vaduz. Ma questa volta il numero sembra calcolato per difetto. Secondo quanto risulta a 'L'espresso', infatti, a molti dei 552 nominativi corrisponde più di un conto estero e più di una società schermo. Alcuni nomi e cognomi coincidono con familiari di banchieri di rango, finanzieri d'assalto, dirigenti di aziende lombarde, imprenditori soprattutto del Nord-Est, ma ogni conclusione è prematura: le indagini sono alle primissime battute e la polizia giudiziaria sta ancora lavorando per ricostruire l'effettiva identità dei clienti, evitando errori o casi di omonimia.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SdCGy4h7uOI/AAAAAAAAQrI/dMKTGLUNDNs/s1600-h/2gsemhc.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 296px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SdCGy4h7uOI/AAAAAAAAQrI/dMKTGLUNDNs/s400/2gsemhc.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5318899368650848482" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le operazioni annotate nel computer di Pessina sono migliaia. Ci sono accrediti registrati a partire dal 1996. Per altri clienti le informazioni coprono solo gli anni più recenti. Ma il dato più interessante forse è un altro: in quel laptop compaiono anche i nomi di altri fiduciari. Che potrebbero quindi rimandare a ulteriori piramidi e sotto-piramidi di clienti italiani con i conti all'estero. In questo quadro, è l'altissimo livello dei contatti personali e professionali di Merello, il socio forte di Pessina, a far ipotizzare sviluppi eccellenti. I conti esteri per cui la Procura di Milano ha già contestato l'accusa di frode fiscale sono intestati a società off shore dei più vari paradisi fiscali, da Madeira al Delaware, che di fatto però servono solo a gestire depositi in banche svizzere. L'arresto di Pessina ha creato grande imbarazzo nella Confederazione, già scossa dalle recenti polemiche internazionali sul segreto bancario. Pessina è stato per due anni, dal 1991 al 1993, presidente dell'ordine degli avvocati del Canton Ticino. E a San Vittore, ha da poco ricevuto la visita ufficiale di un diplomatico: il console svizzero.&lt;br /&gt;(26 marzo 2009)&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SdCFISkHfmI/AAAAAAAAQqg/XPbwZzkEL2c/s1600-h/santagiulia11jg8.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 319px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SdCFISkHfmI/AAAAAAAAQqg/XPbwZzkEL2c/s400/santagiulia11jg8.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5318897537393327714" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Indagine Montecity, imprenditore parte lesa &lt;br /&gt;Per il gip di Milano Fabrizio D’Arcangelo che ha emesso un ordine di custodia cautelare in carcere per l’avvocato Fabrizio Pessina, Giuseppe Anastasi e Paolo Pasqualetto con l’accusa di riciclaggio, “la sovrafatturazione dei costi di bonifica” del progetto Montecity-Santa Giulia, nell’ hinterland milanese, “risulta comprovata dalla presenza di numerosi contratti di consulenza, intermediazione, procacciamento di clienti, apparentemente funzionali alle operazioni di trasporto, stoccaggio e smaltimento dei rifiuti prodotti nell’ambito del progetto Montecity-Santa Giulia, che prevedono la remunerazione, effettivamente avvenuta, di prestazioni non volute“. Le tre persone arrestate rispondono di riciclaggio “senza essere concorsi nei delitti presupposti di appropriazione indebita e truffa commessi ai danni delle societa’ appartenenti al raggruppamento temporaneo di imprese incaricate dal progetto Montecity Spa“, che fa capo all’imprenditore Luigi Zunino, della bonifica, appunto, dell’area Rogoredo-Santa Giulia. Le indagini erano scaturite da una richiesta di assistenza dell’autorita’ giudiziaria tedesca che aveva indagato sei cittadini tedeschi in relazione alle operazioni di smaltimento di rifiuti speciali provenienti, in particolare, dall’ ex area industriale Montecity-Rogoredo. (Apcom)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2385666803458178832-8785741614460534175?l=intercciperversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/8785741614460534175'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/8785741614460534175'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://intercciperversi.blogspot.com/2009/03/caccia-grossa-allevasorecondividi-oggi.html' title=''/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SdCGtQyRY5I/AAAAAAAAQrA/hMiIVnan0eU/s72-c/santagiulia.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2385666803458178832.post-909164309670359410</id><published>2009-03-28T01:11:00.000-07:00</published><updated>2009-03-30T01:31:43.066-07:00</updated><title type='text'>baci e bacetti</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SdCDGPglqTI/AAAAAAAAQqI/r0mt3jqzCXs/s1600-h/8ConAngelinoAlfano.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 266px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SdCDGPglqTI/AAAAAAAAQqI/r0mt3jqzCXs/s400/8ConAngelinoAlfano.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5318895303190227250" /&gt;&lt;/a&gt;Il bacio pericoloso di Alfano&lt;br /&gt;Repubblica — 05 febbraio 2002 pagina 1 sezione: PALERMO &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un altro bacio, un altro matrimonio «imbarazzante», ancora relazioni pericolose con uomini di Cosa nostra. Ma questa volta l' ospite eccellente non è un «vecchio» della politica, come Andreotti o Mannino, ma un giovane delfino, Angelino Alfano, deputato nazionale di Forza Italia, pupillo di Gianfranco Miccichè. Una carriera folgorante la sua che adesso rischia di essere adombrata da un bacio: quello con Croce Napoli, capomafia di Palma di Montechiaro, morto l' anno scorso. Un bacio con il boss al matrimonio della figlia Gabriella, sposatasi nell' estate del ' 96 quando Alfano era stato appena eletto deputato regionale. Lui, oggi, nega di aver mai conosciuto Croce Napoli e tantomeno ricorda di aver partecipato al matrimonio della figlia. Ma una videocassetta delle nozze lo smentisce. Corsi e ricorsi storici. Nei guai giudiziari dei politici, nei pericolosi rapporti con boss e uomini d' onore, quasi sempre c' è di mezzo un bacio, un regalo e una partecipazione a un matrimonio della figlia o del figlio di un capomafia. Il "bacio" per eccellenza è quello presunto, raccontato dal pentito Balduccio Di Maggio, tra l' ex presidente del Consiglio Giulio Andreotti e Totò Riina, e il regalo, anch' esso presunto, quello destinato ad Angela Salvo, figlia dell' esattore di Salemi Nino Salvo in occasione delle sue nozze con Gaetano Sangiorgi. Poi c' è la partecipazione dell' ex ministro Calogero Mannino al matrimonio di un figlio del boss Caruana. Episodio al centro del processo contro il leader dc che è stato recentemente assolto.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SdCDNRkbuAI/AAAAAAAAQqQ/iEDu0VMMVZM/s1600-h/alfano.bmp"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 240px; height: 280px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SdCDNRkbuAI/AAAAAAAAQqQ/iEDu0VMMVZM/s400/alfano.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5318895424002308098" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora spunta un altro matrimonio, un regalo e il bacio allo sposo e alla sposa. E al padre di lei, il boss di Palma di Montechiaro, Croce Napoli, morto un anno fa. L' ospite d' onore di quel matrimonio, tra Gabriella Napoli, figlia del boss, e Francesco Provenzani, celebrato nell' estate del 1996, è il pupillo di Gianfranco Miccichè, agrigentino, Angelo Alfano, ex deputato regionale e capogruppo all' assemblea regionale, attualmente deputato nazionale. Il bacio e il regalo alla sposa, allo sposo e al boss, è documentato da un filmato (con audio) di oltre un' ora che comincia con gli ultimi ritocchi al trucco e al vestito della sposa e prosegue con la cerimonia religiosa, il banchetto in un grande albergo all' ombra della Valle dei templi, il ballo tra gli sposi, i ringraziamenti con bomboniere e sacchetti di confetti a tutti gli invitati. La presenza di Angelo Alfano viene registrata a metà cerimonia, poco dopo che gli sposi hanno tagliato la torta nuziale. Il deputato di Forza Italia si fa spazio tra la folla che attornia gli sposi e ha in mano un pacco, il suo regalo di nozze agli sposi. L' arrivo dell' onorevole è salutato da un coro di «che onore, che onore~». Lo sposo e la sposa sono emozionati alla presenza del fresco deputato di Forza Italia. Alfano bacia prima la sposa, si complimenta con lei, poi bacia lo sposo. Infine l' abbraccio e il bacio con il padre della sposa, il capomafia Croce Napoli, titolare di una fedina penale di tutto rispetto: arrestato per associazione mafiosa, concorso in sequestro di persona, in omicidio e indicato dagli investigatori come «capo dell' omonima cosca mafiosa facente capo a Cosa nostra, operante in Palma di Montechiaro e nei centri limitrofi». Non proprio uno sconosciuto. Poi il deputato consegna il regalo nelle mani della sposa e si scusa per il ritardo a quel matrimonio: «Mi dispiace, ma non ho fatto in tempo, ero a Milano e sono arrivato ad Agrigento soltanto da poco». Alfano viene attorniato da altri invitati che lo ringraziano della presenza, parlano del più e del meno e dopo un po' , dopo essersi congratulato con la sposa e con lo sposo, saluta e va via. Ma di questo matrimonio, Angelo Alfano, che alle elezioni regionali del '96 ha ottenuto quasi 9 mila voti, risultando il primo degli eletti nella provincia di Agrigento, dice di non ricordare nulla. «Io non ho mai partecipato a matrimoni di mafiosi o dei loro figli, non conosco la sposa, Gabriella, né ho mai sentito parlare del signor Croce Napoli che lei mi dice essere stato capomafia di Palma di Montechiaro». &lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SdCDWE5--7I/AAAAAAAAQqY/0Ev2YLKdnLo/s1600-h/stor_4729462_41110.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 230px; height: 192px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SdCDWE5--7I/AAAAAAAAQqY/0Ev2YLKdnLo/s400/stor_4729462_41110.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5318895575221861298" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E quando gli diciamo che c' è un video che prova la sua partecipazione al matrimonio della figlia del boss e il bacio al capomafia, Alfano ribatte: «Non ho nessuna memoria o ricordo di questo matrimonio, attenti a pubblicare notizie del genere». Le immagini, però, sembrano chiare: il matrimonio, il regalo, il bacio agli sposi e al capomafia di Palma di Montechiaro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2385666803458178832-909164309670359410?l=intercciperversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/909164309670359410'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/909164309670359410'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://intercciperversi.blogspot.com/2009/03/baci-e-bacietti.html' title='baci e bacetti'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SdCDGPglqTI/AAAAAAAAQqI/r0mt3jqzCXs/s72-c/8ConAngelinoAlfano.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2385666803458178832.post-4490091224296798935</id><published>2009-01-26T02:08:00.000-08:00</published><updated>2009-04-26T02:14:29.838-07:00</updated><title type='text'>L'INDUSTRIA CHIMICA IN ITALIA.......</title><content type='html'>&lt;object width="415" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/9R2BfkLQQKk&amp;hl=it&amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/9R2BfkLQQKk&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="415" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CONCLUSIONI &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli studiosi Petroni e Dormio nella più recente opera collettiva sulla storia della chimica in Italia (del 2006), citata nelle fonti, sottolineano il "fenomeno del tutto straordinario che in particolare nell'ultimo decennio del secolo scorso, ha investito il sistema industriale italiano e che è consistito nella liquidazione, avvenuta in pochissimi anni, della maggior parte della struttura produttiva chimica del Paese. La straordinarietà dell'evento va identificata nella circostanza che in nessun altro dei paesi europei ed extraeuropei ad elevata intensità di industrializzazione, si è registrato un simile abbandono"&lt;br /&gt;La tesi sostenuta dagli autori è che prima della nascita di Montedison fossero già presenti i germi della malattia che porterà poi alla scomparsa di questa grande impresa.&lt;br /&gt;L'Italia sotto la spinta della ricostruzione e poi del boom economico "riesce a dotarsi di un apparato industriale chimico molto rilevante nel quale tuttavia prevalgono le produzioni di origine petrolchimica". Questo viene considerato un elemento di squilibrio rispetto ad altri paesi europei, insieme alla scarsa presenza a livello internazionale dell'industria chimica italiana.&lt;br /&gt;Nei venti anni successivi alla seconda guerra mondiale la Montecatini fa una "politica autarchica" rifiutando offerte di collaborazione e scambi con altre grandi imprese internazionali per evitare concorrenza e basandosi sulla sua posizione di predominio. Questa chiusura la mette però in una situazione di isolamento facendole perdere terreno.&lt;br /&gt;Un ulteriore elemento di debolezza è stato la presenza di differenti culture aziendali in Edison e Montecatini (cfr. anche l'opera curata da Amatori e Bezza, del 1990, citata nelle fonti) e la loro mancata integrazione.&lt;br /&gt;Troppe risorse finanziarie verranno assorbite da impianti petrolchimici onerosi e il prevalere della "cultura degli ingegneri" rispetto alla "cultura dei chimici" contribuisce alla propensione ai grandi impianti. Oltre ai problemi già elencati, dal periodo in cui Cefis, a capo dell'ENI, scala la Montedison, ci sono pesanti ingerenze da parte della politica: la logica dei grandi poli petrolchimici è incoraggiati dalla classe politica, per cui vi sono, oltre ai poli Montedison, analoghi poli Anic e Sir. Tutto ciò comporta una polarizzazione degli investimenti in questa logica erronea (non suffragata da adeguate indagini di mercato). &lt;br /&gt;La pressione dei debiti comporterà infine il taglio di progetti promettenti o il loro mancato sviluppo&lt;br /&gt;"Si sarebbero dovuti attendere ancora trenta anni per vedere valorizzate alcune competenze esistenti presso i laboratori di ricerca e le ex-fabbriche Montedison allorché in qualche modo si sarebbe recuperata la cultura della sintesi chimica". Gli autori citano alcune realtà che hanno portato a compimento queste interessanti innovazioni tra cui Novamont, Isagro e altre.&lt;br /&gt;Avviene che interessanti nuovi prodotti sviluppati per esempio dal Donegani non abbiano poi avuto una fase di industrializzazione. La qualità di queste conoscenze science-based è attestata dagli sviluppi successivi. Ancora una volta sono citate Novamont e Isagro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;F. Amatori contribuisce all'opera del 2006 sulla storia della chimica in Italia solo con un breve intervento. Egli è però uno dei curatori dell'opera più completa scritta finora sulla storia della Montecatini fino al 1966. Incentra quindi il suo intervento sulla Montecatini. Questa azienda ha fatto dell'Italia un polo chimico all'altezza degli altri paesi europei ma non ha saputo, dopo il periodo fascista, che le aveva fornito condizioni particolarmente favorevoli, affrontare fino in fondo la nuova situazione mondiale. Osserva in modo critico che la Montecatini, ai tempi in cui grazie alla collaborazione con Natta brevettava il polipropilene, estraeva ancora lignite da Ribolla. Come considerazione finale, rileva come un fatto positivo che in Italia siano rimaste le medie imprese chimiche, che spesso sono eredi del know how della Montecatini e ne rappresentano in qualche modo una continuazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa valutazione non è però condivisa da L. Gallino, autore di La scomparsa dell'Italia industriale (2003), il quale, utilizzando l'argomento secondo cui le medie imprese chimiche derivano dal patrimonio di conoscenze accumulate dalla Montecatini, osserva che queste imprese non avranno però la dimensione per fare ricerca in modo adeguato e quindi il fenomeno positivo di una classe di chimici formati alla ricerca non si ripeterà per le generazioni a venire. Questa visione concorda con quanto abbiamo appreso nel corso di alcune delle nostre interviste, quella al dr. Gambetti, per esempio, che ricorda positivamente sia la sua esperienza di ricercatore al Donegani e il clima fecondo che vi regnava sia in generale la ricchezza professionale della sua esperienza alla Montedison con tutti i settori in cui era possibile mettersi alla prova. Il parere negativo del prof. Gallino può ai nostri occhi essere parzialmente temperato dalle informazioni da noi raccolte sulla Novamont che attestano essere questa una realtà che valorizza la massimo la ricerca, al punto da consacrarle una parte significativa del suo budget.&lt;br /&gt;Cavallone, un altro degli autori che contribuisce all'opera del 2006 con un saggio dal titolo La deriva della grande chimica in Italia e il declino dell'industria nazionale, cita come una condizione negativa per la storia dell'industria chimica italiana, il prevalere della concezione finanziaria sugli interessi specificamente produttivi.&lt;br /&gt;Una tesi in parte simile è stata proposta per la prima volta da Scalfari e Turani. Questi due giornalisti sono gli autori del famoso libro Razza padrona, che è stato scritto mentre gli eventi erano in corso, quando Cefis (che Cavallone presenta piuttosto negativamente) è ancora saldamente ai vertici della Montedison. La loro interpretazione degli eventi è che manager come Cefis che non provengono dal mondo industriale ma da quello politico, ambiscano soprattutto al potere e considerino l'attività economica come uno strumento per ottenerlo.&lt;br /&gt;Scalfari e Turani, nel loro lavoro, caratterizzano nel modo seguente la mentalità di questo tipo: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a differenza del capitalismo che "considera la politica come uno dei tanti strumenti e delle tante variabili da mettere al servizio dell'obiettivo unico, che rimane quello del profitto […] viceversa le forze delle quali Cefis è l'espressione non hanno il profitto come obiettivo (e quando qui si parla di profitto s'indica la categoria economica, non le ricchezze individuali, all'appropriazione delle quali la nuova razza padrona tende in modi ancor più avida dell'antica) per la semplice ragione che non sono forze "proprietarie". Esse hanno come obiettivo il potere. E il potere e il suo esercizio sono anzitutto un fatto politico, per realizzare pienamente il quale la struttura industriale e l'attività economica in genere rappresentano una variabile dipendente. Ecco il punto che fa irrimediabilmente diversi i due mondi di Agnelli e di Cefis."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell'opera da cui abbiamo tratto questa citazione è presente un'analisi più articolata di quella proposta da Cavallone, ma le conclusioni convergono. Cavallone inoltre cita Gallino, La scomparsa dell'Italia industriale, in cui si trova una valutazione sostanzialmente analoga a quella di Turani e Scalfari, che evidenzia gli stessi aspetti negativi da questi evidenziati (predominio dell'aspetto finanziario e particolari caratteristiche del management). Luciano Gallino si è occupato anche di globalizzazione, definendola come il predominio dell'aspetto finanziario dell'attività economica rispetto a quello produttivo e ciò su scala mondiale. Egli la considera come un fenomeno pericoloso e che dovrebbe essere attentamente governato. A proposito della chimica italiana, Gallino osserva che tutte le vicende societarie che coinvolgono la Montecatini dal 1966 in poi sono dettate dalla ferma volontà di evitare la concorrenza, accordandosi altrimenti. L'autore nota con amara ironia quanto questo modo di comportarsi sia contrario alle regole formalmente riconosciute del capitalismo. Osserva inoltre che le fusioni spesso non raggiungono i risultati sperati quando si tratta di far convivere tra loro mentalità troppo diverse. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amatori F., Intervento in Pizzorni G. J. (a cura di), L'industria chimica italiana nel novecento, Milano, Franco Angeli, 2006&lt;br /&gt;Cavallone S., La deriva della grande chimica in Italia e il declino dell'industria nazionale, in in Pizzorni G. J. (a cura di), L'industria chimica italiana nel novecento, Milano, Franco Angeli, 2006&lt;br /&gt;Gallino L., La scomparsa dell'Italia industriale, Torino, Einaudi, 2003,&lt;br /&gt;Petroni G., Dormio I., Il "lungo addio" dell'industria chimica italiana, in in Pizzorni G. J. (a cura di), L'industria chimica italiana nel novecento, Milano, Franco Angeli, 2006&lt;br /&gt;Scalfari E., Turani G., Razza padrona, Milano, Feltrinelli,1974&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2385666803458178832-4490091224296798935?l=intercciperversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/4490091224296798935'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/4490091224296798935'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://intercciperversi.blogspot.com/2009/01/lindustria-chimica-in-italia.html' title='L&apos;INDUSTRIA CHIMICA IN ITALIA.......'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2385666803458178832.post-2701710814528348860</id><published>2009-01-12T04:29:00.000-08:00</published><updated>2009-04-26T04:30:43.594-07:00</updated><title type='text'>DAL ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA'</title><content type='html'>Il 12 gennaio scorso è arrivata la notizia che l'Istituto Superiore di Sanità ha confermato le analisi effettuate dal WWF e dal dall'Abruzzo Social Forum e dai comitati civici. In una nota l'ISS afferma che "l'esistenza di discariche di rifiuti tossici nelle aree a monte delle zone di captazione delle acque (...) configura una situazione di rischio per la salute umana (...). Superamenti dei valori di sicurezza nella misura indicata nei dati trasmessi da codesta associazione evidenziano in ogni caso una situazione di non conformità tale da rendere l'acqua non idonea per il consumo umano". La lettera dell'ISS è disponibile sul sito dell'Abruzzo Social Forum ( qui il in .pdf) e diversi commenti sulla vicenda sono disponibili sul sito PrimaDaNoi.it. Da tempo il WWF documenta la grave situazione dei fiumi abruzzesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dante Caserta, presidente del WWF Abruzzo, denuncia "il completo fallimento di un intero sistema di prevenzione e controllo, aggravato dal fatto che si sapeva da anni e nessuno, fino alla nostra denuncia, è intervenuto". Augusto De Sanctis, responsabile acque del WWF Abruzzo, aggiunge che "quanto scrive l'ISS è impressionante, se si pensa che l'acqua dei Pozzi S. Angelo è stata utilizzata dagli anni '80, rifornendo oltre 400mila cittadini per circa 25 anni fino a 40 giorni fa". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma per una vertenza che, esclusi i prevedibili strascichi giudiziari, si avvia verso la fine, un'altra simile rischia di aprirsi. Nella discarica di Serre, vicino Lanciano, che dovrebbe ospitare anche almeno 15 tonnellate di rifiuti provenienti dalla Campania, sono stati rilevati rifiuti tossici che hanno inquinato le falde acquifere. A seguito del ritrovamento, il sindaco di Lanciano il 16 febbraio, ha disposto un'ordinanza con la quale "dispone il divieto di utilizzo delle acque dei pozzi e dei corsi superficiali nelle aree in prossimità e a valle della ex discarica comunale di contrada Serre". Paola Marrollo, responsabile del circolo di Lanciano di Legambiente, afferma che "è una tragedia annunciata e da anni questa associazione, e non solo, ha denunciato i rischi della discarica." Luzio Nezzi, componente della segreteria regionale di Legambiente, puntualizza che "Grazie alla spazzatura - da quella della Campania a quella di L'Aquila e Teramo - il Comune di Lanciano da decenni introita "oro" che poi restituisce con un modesto 15,30% di raccolta differenziata alla comunità".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altra questione che continua a minacciare il territorio abruzzese è la costruzione della nuova parallela alla SS16, che devasterebbe il lido Postilli-Riccio di Ortona. In un comunicato stampa del 4 febbraio Fabrizia Arduini, portavoce del Coordinamento per la tutela della costa teatina, ha riassunto alcuni dei punti sollevati negli scorsi mesi di "un triste copione", come ha definito l'intera vicenda, che "vede tante risorse economiche sperperate". Un'opera che viola "tanti vincoli esistenti in quella zona così fragile e con specie vegetali e faunistiche tutelate da leggi regionali, nazionali e internazionali e leggi che "inibiscono qualsiasi uso insediatorio e turistico-ricettivo pesante, figuriamoci un troncone infrastrutturale". Nella denuncia Fabrizia Arduini sottolinea come il progetto sia fermo da mesi "a parte una piccolissima ruspa che va su e giù per il tracciato a spostare il pietrisco". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una situazione che fa pensare siano stati azzerati i fondi a disposizione e il progetto sia in realtà ormai fermo. Si chiede quindi ai consiglieri comunali di "fare luce quanto prima sullo stato dell'arte dei lavori, e il blocco definitivo di questa, a parer nostro, ennesima e dannosa Tela di Penelope" e di "ammodernare e sanare i servizi preesistenti alla litoranea per i residenti, il ritorno alla condizione preesistente del tratto nord con la restituzione delle terre ai legittimi proprietari, quest'ultimi, ricordiamo, espropriati con 4 soldi".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In occasione della convocazione del 5 febbraio scorso del Servizio Opere Marittime e Qualità delle Acque Marine, il WWF Abruzzo ha elaborato un vero e proprio decalogo per "una svolta decisa nella gestione della costa". L'Associazione rileva come siano state abbandonate le conclusioni del progetto RICAMA, finanziato con fondi LIFE dell'Unione Europea, e "la rigenerazione e riqualificazione costiera sono rimaste inapplicate, così come l'arretramento dell'urbanizzato" mentre, al contrario si appoggiano progetti devastanti come "il Centro Oli dell'ENI ad Ortona o l'ampliamento del porto e dello Stabilimento della Fox petroli a Vasto". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vertenza del Centro Oli resta una delle più calde. Nelle ultime settimane la sezione distaccata di Pescara del TAR ha rinviato la decisione sul ricorso presentato a Dicembre, investendo della questione la sezione principale regionale de L'Aquila. Intanto la Conferenza dei Servizi convocata dalla Direzione Parchi, Territorio, Ambiente, Energia della Regione Abruzzo continua a slittare. Dopo un primo rinvio dal 1 al 18 febbraio, è stata sospesa in attesa del pronunciamento del TAR. La Conferenza inizialmente aveva suscitato speranze nel fronte dei contrari alla realizzazione del Centro Oli. Si sperava potessero emergere le loro motivazioni, in un confronto nel quale il presidente della Regione Del Turco e il sindaco di Ortona Fratino sarebbero rimasti isolati rispetto ai dirigenti degli altri Enti Locali. L'ordine del giorno della conferenza si è invece rivelato deludente, essendo centrato sull'installazione di una centralina per il rilevamento delle sostanze inquinanti (prevista in realtà dalla legge) e sulle tecnologie impiantistiche da utilizzare nell'insediamento, dandone comunque per inamovibile la realizzazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Alessio Di Florio&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2385666803458178832-2701710814528348860?l=intercciperversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/2701710814528348860'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/2701710814528348860'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://intercciperversi.blogspot.com/2009/01/dal-istituto-superiore-di-sanita.html' title='DAL ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA&apos;'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2385666803458178832.post-5129783789196615175</id><published>2008-12-08T21:49:00.001-08:00</published><updated>2008-12-08T21:51:26.283-08:00</updated><title type='text'>D'AVANZO------&gt;  PRIMO PASSO</title><content type='html'>PRIMO PASSO, MA NON BASTA&lt;br /&gt;Repubblica — 07 dicembre 2008   pagina 1   sezione: PRIMA PAGINA &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bisogna subito dire che - anche se inconsueta e per alcuni impropria - l' iniziativa del capo dello Stato (ha chiesto notizie e atti delle inchieste di Salerno e Catanzaro) ha il merito di aver restituito senso istituzionale a un conflitto che aveva assunto l' intensità di una incontrollabile rissa da marciapiede. La mossa di Napolitano ha costretto il Consiglio superiore della magistratura a intervenire senza l' abituale passo lento, pesante, burocratico. Le immediate audizioni dei capi dei due uffici - il procuratore di Salerno e il procuratore generale di Catanzaro - hanno mostrato a una commissione disciplinare, turbata e sbigottita, prassi stupefacenti. I magistrati di Catanzaro sono stati costretti dai magistrati di Salerno a denudarsi nei loro appartamenti durante perquisizioni che non hanno risparmiato nemmeno gli zaini dei figli minori. Alle operazioni, con i due sostituti titolari dell' inchiesta De Magistris, hanno partecipato altri quattro pubblici ministeri senza alcuna delega formale, come per una forma privata «di sostegno ai colleghi», con l' incarico di tenere d' occhio, ognuno, un magistrato indagato - come abitualmente un pm non fa nemmeno nelle azioni antimafia. L' iniziativa di Salerno, si è accertato, è stata alimentata dalle dichiarazioni di Luigi De Magistris, ascoltato per sessantacinque volte (65) senza alcuna convocazione. A quel che si capisce, ogni volta che aveva la voglia o la necessità di mettere a verbale una nuova circostanza, suggestione, sospetto o ricordo del complotto che lo avrebbe fermato, De Magistris entrava nella stanza dei pubblici ministeri e rendeva la sua testimonianza. Una fortuna e un' attenzione che pochi «denuncianti» ricevono nelle procure italiane. Ai torti di Salerno non si oppongono le ragioni delle toghe di Catanzaro. Che, umiliate dall' invasività dell' irruzione, reagiscono a loro volta con un dispregio, con un oltraggio. Il procuratore generale di Catanzaro, a quel punto, sa di essere indagato da Salerno e tuttavia ordina un controsequestro negli uffici di Salerno, in una condizione di assoluta incompatibilità. Questo quadro di regole violate, con ogni probabilità incompleto, ha convinto in poche ore la commissione disciplinare ad avviare contro il procuratore di Salerno e il Procuratore generale di Catanzaro, i condottieri - diciamo così - delle "bande togate", un procedimento di trasferimento d' ufficio per incompatibilità ambientale: non possono più amministrare giustizia nella sede che occupano «nelle condizioni richieste dal prestigio dell' ordine giudiziario». E' soltanto un provvedimento amministrativo e non può bastare per la catastrofe cui si è assistito. Ora, se si vuole dare ascolto alle preoccupazioni del presidente della Repubblica, deve muoversi con la stessa tempestività del Csm il procuratore generale della Corte di Cassazione, titolare dell' azione disciplinare. Soltanto una severa e rapida verifica delle responsabilità e irresponsabilità può restituire fiducia in un ordine (potere) dello Stato. Perché alla fine dei conti il problema è questo. Vogliamo credere in un giudice che, senza timore e senza speranza, rispettoso della legge, coerente con la sua intelligenza e sapere giuridico, in virtù del suo status istituzionale, sia garante di ogni persona. Ma se ci sono giudici che non rispettano nemmeno i loro doveri per aggredire e punire altri giudici, che ne sarà dei diritti dei più deboli, dei meno protetti, dei disgraziati come noi? Per restituire questa fiducia al cittadino e rafforzare la convinzione che una magistratura è giusta soltanto se autonoma e indipendente da ogni altro potere esterno e interno, i protagonisti di questa avvilente mischia devono essere messi nella condizione di non nuocere più allo Stato, alla magistratura, ai cittadini, a se stessi. E bisognerà sorvegliare che, sull' esito di questa tragedia, non pesino le pressioni delle lobby togate, gli accordi tra le correnti, i mediocri compromessi e patteggiamenti che hanno pregiudicato spesso la funzione del Consiglio superiore della magistratura. Naturalmente poi resta da chiarire il merito delle inchieste Why not e Poseidone. Di che cosa si tratta? E' davvero stata raccolta una sufficiente documentazione per dire che siamo di fronte a una sistema di potere opaco e guasto, abitato da massonerie, consorterie d' affari, politici corrotti ad ogni livello e di ogni colore? A dir la verità, il lavoro di De Magistris - anche prima dell' interruzione - è apparso inadeguato a dimostrare accuse costruite soprattutto e quasi esclusivamente con i tabulati telefonici raccolti dal suo misterioso e discusso consulente tecnico, Gioacchino Genchi, forse il vero dominus delle inchieste calabresi. Comunque sia, un tale distillato di veleni e miasmi non può restare senza un serio accertamento perché poi salta su un Berlusconi, imputato "prescritto", amnistiato, in salvo per leggi ad personam che hanno cambiato in corso d' opera il processo o il reato, lo stesso uomo che definisce un mafioso «un eroe», salta su Berlusconi - ripeto - per dire che esiste una «questione morale» che riguarda tutti. E' davvero troppo. Se esiste quel sistema marcio di potere, lo si accerti. Vengano fuori i nomi degli attori e dei complici. Si ricostruisca un' attendibile radiografia penale di quel network, se non si vuole che, nella notte, tutte le vacche appaiano nere. Oggi Why Not e Poseidone, incompetenti Catanzaro e Salerno, incompetente Napoli (lavora lì De Magistris) finiranno alla procura di Roma. L' ufficio della Capitale non ha proprio una grande storia da vantare nelle indagini contro i Poteri. In ogni caso, nessuno può dubitare che il capo dello Stato, con la stessa efficiente solerzia con cui ha fermato la guerra tra bande togate, saprà vigilare che si verifichi l' esistenza di quel "mostro" che ha scosso la serenità di Luigi De Magistris e la nostra. - GIUSEPPE D' AVANZO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--------------------------&lt;br /&gt;-------------------&lt;br /&gt;------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CAMPANE D' ALLARME E TROMBE STONATE&lt;br /&gt;Repubblica — 07 dicembre 2008   pagina 1   sezione: PRIMA PAGINA &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non c' è un solo allarme rosso sul quale occorra tener fisso lo sguardo per comprenderne le cause e prevederne gli effetti con quotidiano monitoraggio. Ce ne sono tre, che insidiano la nostra vita dei prossimi mesi alimentando le nostre incertezze e i nostri timori. Due hanno dimensioni nazionali e sono l' allarme sul funzionamento della giustizia e quello che viene definito la questione morale. Il terzo ha dimensione mondiale ed è la crisi dell' economia, la recessione americana diffusa ormai su tutto il pianeta, il pericolo che la recessione si trasformi in deflazione e che questa degradi ulteriormente in depressione. La stampa americana parla ormai correntemente di «great depression, part 2» riferendosi a quella del ' 29, le cui conseguenze devastarono gli Stati Uniti e l' Europa per otto anni. Ce ne vollero poi altri due affinché cominciasse un nuovo ciclo di crescita economica il cui mostruoso motore fu l' industria degli armamenti e la guerra scoppiata nel 1939, con i suoi milioni e milioni di morti, compresi quelli di Hiroshima e Nagasaki e lo sterminio dell' Olocausto. Proprio per queste sue terrificanti dimensioni comincerò queste mie note domenicali dal terzo allarme rosso. Me ne sto occupando ormai da alcuni mesi ma ogni giorno accadono fatti nuovi e un aggiornamento critico è dunque necessario. Negli undici mesi fin qui trascorsi dal gennaio 2008 gli Stati Uniti sono in recessione, dapprima sottotraccia, poi esplosa a giugno con la crisi immobiliare. I sei mesi passati da allora hanno visto i listini di Wall Street perdere più del 50 per cento del loro valore e poiché i cittadini di quel paese hanno una familiarità con la Borsa sconosciuta nel resto del mondo ne è derivato un impoverimento, in parte virtuale ma in parte reale, che ha inciso sui consumi e sugli investimenti. L' effetto, in un paese ad economia liberista, si è ripercosso sull' occupazione ed è stato un crescendo di mese in mese. Allo stato attuale dei fatti sono andati distrutti in undici mesi un milione e centomila posti di lavoro, dei quali 200.000 in ottobre e 536.000 in novembre. Un' accelerazione spaventosa che, secondo le previsioni più aggiornate, supererà nel primo semestre del 2009 i quattro milioni di persone. Quando Obama e i suoi consiglieri affermano che il peggio deve ancora venire pensano esattamente a questo: lo spettro della disoccupazione di massa e quindi una diminuzione del reddito, specie nei ceti e per le etnie più deboli, ma non soltanto. Il saldo tra questa distruzione del reddito e l' apparente beneficio della discesa dei prezzi (dovuta appunto al crollo della domanda) sarà fortemente negativo, deprimerà i consumi e gli investimenti, manderà in fallimento decine di migliaia di aziende come in parte sta già accadendo. Tra tanti germi negativi che l' America ha già disseminato nel resto dell' Occidente, l' effetto principale sta nel fatto che il motore americano si è ingolfato e così resterà a dir poco fino al 2011. Ma poi ricomincerà a tirare come prima? Joseph Stiglitz in un' intervista pubblicata ieri sul nostro giornale, dà risposta negativa a questa domanda. Il capitalismo americano (e sul suo modello tutto il capitalismo internazionale) ha vissuto da decenni sulle bolle speculative. Sono state le bolle a far battere al massimo i pistoni del motore americano, locomotiva di tutto il resto del mondo. Le bolle, cioè il credito facile, cioè la speculazione. Ma le bolle, dice Stiglitz, dopo la durissima crisi che stiamo vivendo non si ripeteranno più. Non nella dimensione che abbiamo visto all' opera negli ultimi anni. E quindi non esisterà più un capitalismo come quello che abbiamo conosciuto, basato per quattro quinti sui consumi. Subentrerà probabilmente un capitalismo basato sugli investimenti e su una redistribuzione della ricchezza mondiale e, all' interno dei vari paesi, della ricchezza tra i vari ceti sociali. Si capovolgerà lo schema (finora imperante) che vede la redistribuzione del reddito e della ricchezza come una conseguenza dipendente dalla produzione del reddito e dei profitti. Sarà invece la redistribuzione a mettere in moto la produzione e i pistoni del motore economico. Ricordo a chi non lo sapesse o l' avesse dimenticato che fu l' allora giovane liberale Luigi Einaudi a propugnare (era il 1911) un' imposta unica basata sui consumi e un' imposta patrimoniale di successione che al di là d' una certa soglia di reddito passasse i patrimoni con un' aliquota del 50 per cento da impiegare per ridistribuire socialmente la ricchezza. Forse, con un secolo di ritardo, ci si sta dirigendo verso soluzioni di questo tipo. Lo chiameremo ancora capitalismo? Oppure come? * * * Il nostro governo e il nostro ministro dell' Economia sostengono che in Italia le cose andranno meglio perché le banche qui da noi sono più solide che altrove e i conti pubblici «sono in sicurezza». Salvo il debito pubblico, ma la colpa di quella voragine fu creata negli anni Ottanta e quindi riguarda la precedente generazione. Quest' ultimo punto del ragionamento è esatto; che le nostre banche siano solide è una fondata speranza; ma che le nostre prospettive siano migliori degli altri paesi è una bufala delle tante che il governo ci propina. Noi non stiamo meglio, stiamo decisamente peggio, ci tiene ancora a galla l' euro senza il quale staremmo da tempo sott' acqua. Stiamo peggio perché non abbiamo un soldo da spendere. Quelli che avevamo venivano da una forte azione di recupero dell' evasione fiscale che ci dette nel 2006-7 più di 20 miliardi da spendere. Questa fonte si è inaridita. Il fabbisogno è aumentato, l' abolizione dell' Ici ha distrutto un reddito tributario di 3 miliardi e mezzo l' anno; l' Alitalia tricolore è costata all' erario 3 miliardi (se basteranno). Sicché Tremonti non ha un soldo. Per mandare avanti il motorino italiano ha dovuto redigere nel luglio scorso una legge finanziaria gremita di tagli. Per far sopravvivere il sistema ha concesso la settimana scorsa un' elemosina di 6 miliardi "una tantum" alle famiglie e alle imprese; con qualche spicciolo aggiuntivo per far tacere le invettive del Papa e dei vescovi per i tagli alle scuole cattoliche (ma quelli alla scuola statale e all' Università sono rimasti tutti ferocemente in piedi). Anche in Italia tuttavia, come altrove, la crisi finora ha soltanto graffiato la pelle ma non ha ferito né i muscoli né i tendini. Si consuma un po' meno, si investe poco o nulla (ma questa latitanza degli investimenti privati e pubblici è da anni una costante). Il peggio deve venire dice Tremonti ed ha purtroppo ragione. La diagnosi è giusta. La terapia non c' è per ragioni di forza maggiore determinati dagli errori commessi sei mesi fa. Come uscirne dovrebbero dircelo il premier e il ministro dell' Economia. Certo non se ne esce con gli inviti ai risparmiatori a sottoscrivere i Bot. Tanto meno facendone colpa all' opposizione. Per Tremonti la via d' uscita sembrerebbe quella di metter le mani sul risparmio postale della Cassa depositi e prestiti. Si sperava che il presidente della Cdp, Franco Bassanini, si opponesse a quel progetto così arrischiato, ma sento dire che ne è stato addirittura uno degli ispiratori. Se fosse vero ne sarei stupefatto. * * * Tratterò insieme i due allarmi rossi nazionali: la crisi della giustizia e la questione morale. Il presidente del Consiglio, in un comizio di ieri a Pescara, ha scandito che «nel Pd c' è una questione morale». Il Corriere della Sera con un articolo di fondo in prima pagina del vicedirettore Battista, ha inneggiato all' Espresso che ha pubblicato un' inchiesta sulle indagini giudiziarie di alcuni assessori del Comune di Firenze e alcune attendibili voci su una sorta di comitato d' affari sugli appalti in terra di Napoli. Il Tg1 di venerdì sera ha anch' esso registrato tra le primissime notizie l' inchiesta dell' Espresso ed ha intervistato in presa diretta il direttore di quel giornale, Daniela Hamaui. Un' attenzione simile, del resto più che meritata dall' amica e collega che dirige il settimanale del nostro gruppo e dai suoi collaboratori, è del tutto insolita da parte d' un giornale che scia a slalom sui fatti e i misfatti e di un telegiornale che si fa giusto vanto di essere "super partes" anche se molti dei suoi ascoltatori non se ne accorgono. Non ho mai letto un editoriale del Corriere e mai visto sugli schermi del Tg1 un collega di Repubblica o dell' Espresso complimentato o chiamato ad illustrare i servizi pubblicati, quando quei servizi documentavano la questione morale nei partiti e nei personaggi del centrodestra a cominciare dallo stesso Berlusconi. Non parlo di giudizi politici, parlo di inchieste sul malaffare. In questi anni ne abbiamo scritti a centinaia ma nessuno di essi ha avuto la possibilità di imporsi alla pubblica opinione al di fuori di quanti ci leggono (che per fortuna sono tanti). È un vanto dei giornalisti del nostro gruppo di non guardare in faccia ai colori di bandiera di questo o di quello quando si parla di malaffare. Giuseppe D' Avanzo è un nome per tutti. Ma è sospetto e sospettabile il rilievo che viene dato dalla stampa cosiddetta indipendente e dal servizio pubblico televisivo solo quando le inchieste riguardano la sinistra riformista e mai quando riguardano i personaggi del centrodestra. Quanto ai giornali e ai giornalisti di centrodestra è inutile cercare qualche loro articolo che metta sotto esame i colori della propria parte. Non sono certo pagati per questo dai loro padroni. C' è una questione morale che riguarda alcune persone del Pd che rivestono cariche pubbliche. Personalmente non ritengo che riguardi il sindaco di Firenze che per protestare la sua innocenza si è voluto incatenare davanti al cancello d' ingresso dell' edificio dove lavorano tutti i giornalisti del nostro gruppo. Incatenarsi mi sembra un gesto che sa di retorica ma capisco la sua sofferenza e le sue motivazioni. Ciò detto, sentenzieranno i magistrati la loro verità. Il partito cui gli indagati appartengono non ha sovranità sugli incarichi istituzionali elettivi, non può obbligare alle dimissioni un governatore di Regione o un sindaco che derivano dagli elettori i propri poteri. Ma può (secondo me deve) sospendere dal partito in attesa di accertamenti le persone inquisite. A Firenze dovrebbe sospendere gli inquisiti dalle elezioni primarie alla carica di sindaco. A Napoli dovrebbe sospendere gli inquisiti, se e quando ne conosceremo i nomi, di un' inchiesta giudiziaria in corso. Così pure dovrebbe sospendere il governatore della Campania, anche lui da tempo sotto inchiesta. Di quanto bolle in pentola alla Procura napoletana per ora non si sa molto. D' Avanzo ne ha ampiamente parlato in due recenti articoli dai quali deduco che ci sarebbe una sorta di "comitato d' affari" formato da politici tra i quali importanti nomi di centrodestra e di centrosinistra in combutta tra loro e, come referente napoletano, Antonio Saladino, che non ha niente a che vedere con il feroce Saladino delle gloriose figurine del cioccolato Perugina, ma è stato dal 1995 al 2006 (cioè per undici anni) il presidente per il Mezzogiorno della Società delle Opere, filiazione in affari di Comunione e Liberazione. Dove si vede che le (supposte) mele marce ci sono dovunque e quando si avvistano vanno messe da parte affinché non contagino le buone. Questo ci si aspetta da un partito guidato da persone perbene. Questo, anzi lo si reclama. Dall' altra parte politica ci si aspetta poco o niente perché lì il malaffare sta al vertice il quale ovviamente non può bonificare gli altri suoi compagni di viaggio visto che, per definizione, non può bonificare se stesso. * * * Delle Procure di Salerno e di Catanzaro e della crisi della giurisdizione che in quelle Procure ha avuto in questi giorni la sua immagine più inquietante, ha detto tutto con parole tanto sobrie quanto severe il presidente della Repubblica. Sembra che ci sia stata in quegli ambienti una sorta di ventata di follia, di vanità, di ripicca, di megalomania che ha fatto crollare in poche ore la credibilità dell' intero ordine giudiziario e del suo potere diffuso. Il ministro Guardasigilli Alfano chiede ora una riforma costituzionale bipartisan. Vedremo come si condurrà nelle prossime settimane. Sarebbe auspicabile che l' aggettivo "bipartisan" non venisse confuso con l' incitamento all' opposizione di approvare un manufatto della maggioranza con la sola facoltà di cambiare un paio di virgole e qualche punto esclamativo. Finora è stato così e questo spiega la risposta sempre negativa dell' opposizione. C' è un punto che non richiede modifiche costituzionali e che a mio avviso dovrebbe essere affrontato: riportare in capo al procuratore del tribunale e al procuratore della corte d' appello l' esercizio dell' azione penale oggi diffusa in capo ai sostituti. Buona parte delle discrasie in corso nella magistratura inquirente derivano da questa parcellizzazione estremamente pericolosa che va a mio avviso abolita. - EUGENIO SCALFARI&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2385666803458178832-5129783789196615175?l=intercciperversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/5129783789196615175'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/5129783789196615175'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://intercciperversi.blogspot.com/2008/12/davanzo-primo-passo.html' title='D&apos;AVANZO------&gt;  PRIMO PASSO'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2385666803458178832.post-2921115520175782838</id><published>2008-10-19T10:01:00.000-07:00</published><updated>2008-10-19T14:15:02.614-07:00</updated><title type='text'>raul gardini &amp; company</title><content type='html'>&lt;strong&gt;GIALLI D'ITALIA&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/W9wiu1jpjb0&amp;hl=it&amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/W9wiu1jpjb0&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;--------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA STORIA &lt;br /&gt;Raul Gardini (Ravenna, 7 giugno 1933 – Milano, 23 luglio 1993) è stato un imprenditore italiano. &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SPtwhexUEUI/AAAAAAAAKoo/8ttSUUZB1Kw/s1600-h/GARDINI.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SPtwhexUEUI/AAAAAAAAKoo/8ttSUUZB1Kw/s320/GARDINI.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5258920710383079746" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Raul Gardini (Ravenna, 7 giugno 1933 – Milano, 23 luglio 1993) è stato un imprenditore italiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Gli inizi  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cresce professionalmente nell'azienda dell'imprenditore ravennate Serafino Ferruzzi, che fa fortuna producendo e commerciando granaglie e cemento, di cui diventa genero sposandone la figlia Idina. Alla morte del suocero, Gardini diventa l'amministratore delle società del gruppo, su delega dei quattro figli dell'imprenditore ravennate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; La scalata alla Montedison&lt;br /&gt;  Negli anni ottanta diventa celebre per la scalata alla Montedison, che diventa un'azienda contendibile per effetto di alcune spregiudicate operazioni finanziarie dell'amministratore Mario Schimberni destinate nelle sue intenzioni a fare della Montedison una public company indipendente dal controllo esercitato da Mediobanca. La contendibilità della Montedison spinge Gardini ad acquistarne le azioni, con il benestare di Enrico Cuccia che ha perso il controllo della società petrolchimica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; La nascita e il fallimento di Enimont &lt;br /&gt;In seguito Gardini realizza con l'ENI la fusione delle attività chimiche dei due gruppi, fondando Enimont, di cui ENI e Montedison possiedono il 40% ciascuno, mentre il restante 20% è nelle mani del mercato azionario. Il tentativo di Gardini di acquistare il 20% delle azioni sul mercato porta alla rottura dei rapporti con ENI e alla decisione di vendere a quest'ultima il proprio 40%.&lt;br /&gt;Una parte dell'ingente quantità di denaro incassato viene usato per versare tangenti al sistema politico che, decidendo di defiscalizzare le plusvalenze della Montedison derivanti dall'attribuzione di parte delle attività ad Enimont, ha reso possibile la nascita dell'Enimont stessa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="400" height="320"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/3VuJ5fvyfw4&amp;hl=it&amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/3VuJ5fvyfw4&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; La morte &lt;br /&gt;In seguito, Gardini è protagonista di speculazioni finanziarie poco fortunate e di scelte imprenditoriali infelici che prima lo portano a lasciare le cariche all'interno del gruppo Ferruzzi-Montedison e poi, una volta scoperte le tangenti generate dalla vendita del 40% di Enimont, al suicidio. Lo trovarono morto nella sua casa di Milano il 23 luglio del 1993. Le indagini conclusero che si fosse sparato un colpo di pistola alla testa, ma sulle ragioni e la dinamica della morte dell'imprenditore restano ancora molti dubbi (la pistola fu ritrovata riposta sul comodino, lontana dal cadavere).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Gardini e lo sport  &lt;br /&gt;La figura di Gardini è anche legata allo sport e in particolare all'America's Cup, di cui il Moro di Venezia, la barca voluta da Gardini e finanziata dalla Montedison, fu protagonista nel 1992. Vinta la Louis Vuitton Cup, l'equipaggio del Moro, affidato a Paul Cayard, venne sconfitto da America³ a San Diego (USA). Ma anche il mondo della pallavolo ravennate deve molto a Raul Gardini e al gruppo Ferruzzi: dalla storica epopea della Olimpia Teodora di Manu Benelli e Sergio Guerra (l'olio di soia "Teodora" veniva prodotto dalla Italiana Olii &amp; Risi, società del gruppo Ferruzzi) nel volley femminile, agli anni straordinari de Il Messaggero Volley di Steve Timmons e Karch Kiraly (il quotidiano Il Messaggero era di proprietà di Montedison), fino alla costruzione del bellissimo palazzo dello sport intitolato a Mauro De André, dirigente del gruppo Ferruzzi tragicamente scomparso nonché fratello del noto cantautore Fabrizio De André, che si trova sulla strada che dalla città porta verso Marina di Ravenna.&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/dpfyzGZaq8k&amp;hl=it&amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/dpfyzGZaq8k&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SPtw0ecsMCI/AAAAAAAAKow/uIMGdAawGI8/s1600-h/iil+moro.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SPtw0ecsMCI/AAAAAAAAKow/uIMGdAawGI8/s400/iil+moro.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5258921036714094626" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Le barche che recano il nome Moro di Venezia sono nove: le prime tre erano bianche con la linea di galleggiamento verde. Altre cinque hanno gareggiato nel 1992 in Coppa America, ed una Maxi di 24 Mt. costruita in materiali compositi in Australia in seguito chiamato - Il Moro IX.&lt;br /&gt;La storia di queste inbarcazioni famose risale al 1976 anno in cui Raul Gardini con l’avallo del genero, il ricco Serafino Ferruzzi, da’ inizio alla realizazzione del primo 20.41 Mt-armato a Sloop.&lt;br /&gt; &lt;object width="400" height="320"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/00buQgEF5_0&amp;hl=it&amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/00buQgEF5_0&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;All’apice della notorieta’ conquistata grazie al Moro di Venezia, Gardini si trovo’ convolto in due gravissimi reati nella fusione delle Societa’ (Enimont-Statale) e Montedison amministrata da Gardini.&lt;br /&gt; Gardini avrebbe pagato ai politici la somma di 152 Miliardi, e lui stesso avrebbe beneficiato di una supervalutazione incassata direttamente di 800 Miliardi.&lt;br /&gt;Questo scandalo e altri risvolti portarono alla prematura scomparsa di Raul Gardini.&lt;br /&gt;Richiamandosi alle sue imprese marinare, la rivista Americana ”TIME” (1993) commentera cosi la sua scomparsa: Egli sara ricordato come un brillante simbolo del suo tempo, un capitano d’industria e un marinaio di livello mondiale.&lt;br /&gt;Per questa storica imbarcazione di prestigio internazionale  e’ in corso in California, un restauro professionale per riportarla agli antichi splendori.  Sig. Aldo Caretti&lt;br /&gt;----------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CRONACA    Sequestrato il colosso del cemento: "Fondi neri per la mafia"&lt;br /&gt;Tra i fermati l'amministratore delegato, Mario Colombini&lt;br /&gt;Soldi ai boss, in cella &lt;br /&gt;i vertici Calcestruzzi&lt;br /&gt;dal nostro inviato SALVO PALAZZOLO &lt;br /&gt;Gli interni della società siciliana Calcestruzzi&lt;br /&gt;CALTANISSETTA - Diciannove giorni prima di morire, il 30 giugno 1992, era stato Paolo Borsellino a scoprire il segreto: "Alla Calcestruzzi spa è interessato Totò Riina", rivelò il pentito Leonardo Messina. Ma non restò altro tempo per indagare. Ci sono voluti ben sedici anni per far emergere i misteri del colosso italiano del cemento. E adesso, l'arresto dell'amministratore delegato dell'azienda bergamasca, Mario Colombini, suggerisce che questa non è solo una storia del passato, di quando Riina era in libertà. &lt;br /&gt;Secondo i magistrati nisseni, i vertici della Calcestruzzi avrebbero continuato a lavorare a fianco dei manager più fidati di Cosa nostra. Come ricompensa per i servizi e gli investimenti, il management della società avrebbe offerto ai padrini laute parcelle, prelevate dai fondi neri creati con una doppia gestione della produzione. Ovvero, il costo "mafia" sarebbe stato ammortizzato sul cemento destinato alle opere pubbliche: veniva dichiarata la consegna di una quantità, si caricava in betoniera molto meno. &lt;br /&gt;Un ex autista della Calcestruzzi arrestato nei mesi scorsi è il pentito che sta svelando ai magistrati tanti segreti, che non sarebbero solo siciliani. Per questa ragione, il gip Giovanbattista Tona ha disposto il sequestro dell'intera società e di un patrimonio che ammonta a 600 milioni di euro. Assieme a Colombini, sono finiti in manette anche Fausto Volante, direttore di zona per la Sicilia e la Campania di Calcestruzzi e due suoi ex predecessori, Francesco Librizzi e Giuseppe Laurino. &lt;br /&gt;Per tutti, le accuse sono di truffa, frode in pubbliche forniture e intestazione fittizia di beni, con l'aggravante di aver agevolato l'organizzazione mafiosa. Le indagini del reparto operativo dei carabinieri di Caltanissetta e del Gico della finanza hanno già acquisito una gran mole di documentazione dopo le ultime perquisizioni. &lt;br /&gt;Adesso, alla guida della Calcestruzzi c'è un amministratore giudiziario.&lt;br /&gt; Ma è già polemica nel mondo imprenditoriale. "Se l'azienda non si è adeguata alla ultime direttive di Confindustria, va subito estromessa", dice Vincenzo Divella, amministratore dell'omonima società e presidente della provincia di Bari: "Può essere un'occasione per fare pulizia. Al Sud, la mafia è ancora molto presente: quando entra in un'impresa non la lascia più". &lt;br /&gt;Così sarebbe stato per la Calcestruzzi. "Non pagava neanche il pizzo - ha spiegato Angelo Siino, il ministro dei lavori pubblici di Cosa nostra, oggi collaboratore di giustizia - la società era diretta emanazione dei Buscemi".&lt;br /&gt; Erano i manager prediletti di Riina e Provenzano, l'anello di collegamento con i dirigenti della Calcestruzzi in Sicilia: non è ancora chiaro quanto Raul Gardini avesse compreso le collusioni dei suoi manager. &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SPuU_iSqeOI/AAAAAAAAKpw/JpB8T4rxFg0/s1600-h/la_piovra_palermo.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SPuU_iSqeOI/AAAAAAAAKpw/JpB8T4rxFg0/s320/la_piovra_palermo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5258960809142941922" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;A Caltanissetta, è in corso da mesi un'altra inchiesta per scoprire le vere ragioni del suicidio del magnate di Ravenna, nel '93. Di certo c'è solo che i misteri di questa storia restano in un impianto di calcestruzzi nel cuore della Sicilia, a Riesi. &lt;br /&gt;Lì, il colosso del cemento arrivò negli anni Ottanta. Spiegano i pentiti: "Riina ordinò, non dobbiamo disturbarli". &lt;br /&gt;Oggi, Italcementi dice: "Piena collaborazione con la magistratura, rifiuto di qualsiasi contiguità. Da qualche tempo, individuate le irregolarità, avevamo già sospeso l'attività in Sicilia". &lt;br /&gt;(31 gennaio 2008) &lt;br /&gt;---------------------------------------&lt;br /&gt;Gardini e i padrini di Giuseppe Lo Bianco e Piero Messina&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due colpi esplosi dalla sua pistola. &lt;br /&gt;Le pressioni degli uomini di Riina. &lt;br /&gt;E il legame con l'uccisione di Borsellino.&lt;br /&gt; Ecco perché è stata riaperta l'inchiesta sulla morte  Totò Riina&lt;br /&gt;Quando negli ultimi giorni del giugno 1992 Leonardo Messina accettò di collaborare con il pm Paolo Borsellino, primo mafioso a pentirsi dopo la strage di Capaci, &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Raul Gardini era ancora il timoniere del Moro di Venezia:&lt;/strong&gt; l'imprenditore di successo che aveva tenuto gli italiani incollati davanti al televisore per le dirette notturne della Coppa America, trasmesse dalla 'sua' tv. &lt;br /&gt;Ma in quell'interrogatorio Messina, piccolo boss dalle rivelazioni sconvolgenti sulla rete planetaria di Cosa nostra, disse senza mezzi termini: &lt;br /&gt;"Totò Riina i suoi soldi li tiene nella calcestruzzi". &lt;br /&gt;All'inizio venne verbalizzato con la 'c' minuscola, come se si trattasse di una qualunque fabbrica di cemento, ma l'uomo d'onore precisò subito: &lt;br /&gt;"Intendo dire la Calcestruzzi spa". &lt;br /&gt;Ossia il colosso delle opere pubbliche, leader italiano del settore posseduto dall'ancora più potente famiglia Ferruzzi ma, secondo quel mafioso della provincia nissena, controllato in realtà dal padrino più feroce. &lt;br /&gt;Borsellino rimase colpito da quelle parole: &lt;br /&gt;all'indomani dell'uccisione di Giovanni Falcone aveva riaperto il dossier del Ros sul monopolio degli appalti. &lt;br /&gt;Una radiografia dell'intreccio tra cave e cantieri che costituisce il polmone di Cosa nostra: permette di costruire relazioni con i politici e con la borghesia dei professionisti, di creare posti di lavoro e marcare il dominio del territorio.&lt;br /&gt; E guadagnare somme sempre più grandi. "Ma se ci sono tante persone che possono riciciclare qualche miliardo di lire", dichiarò Borsellino all'indomani dell'interrogatorio di Messina, "quando bisogna investire centinaia di miliardi ci sono pochi disposti a farlo. &lt;br /&gt;Imprenditori importanti, di cui i mafiosi non si fidano ma non possono nemmeno fare a meno.&lt;br /&gt; È uno dei fronti su cui stiamo lavorando". &lt;br /&gt;Il magistrato siciliano non ebbe il tempo di andare avanti: 19 giorni dopo fu spazzato via dall'autobomba di via d'Amelio.&lt;br /&gt; Un anno più tardi, anche &lt;strong&gt;Gardini&lt;/strong&gt; uscì di scena.&lt;br /&gt; &lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;Due morti che, secondo la Procura di Caltanissetta, sono direttamente collegate. &lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;Per questo i magistrati nisseni hanno riaperto l'inchiesta sulla fine di Gardini. E lo hanno fatto con la convinzione che sia stata Cosa nostra a determinare la scomparsa del 'Contadino' che aveva sfidato la finanza e la politica, per poi mollare tutto dopo il fallimento &lt;strong&gt;dell'affaire Enimont.&lt;/strong&gt; I pubblici ministeri hanno ordinato agli investigatori della Dia di ripartire da zero, senza trascurare nulla. Chiedono una nuova perizia balistica, nella speranza che le tecnologie odierne possano ricostruire meglio la dinamica dello sparo. Lo fanno sottolineando un'ipotesi inquietante: la pistola esplose due colpi. Una modalità insolita per un suicidio. Tanto più che nessuno sentì le detonazioni: secondo la ricostruzione, solo dopo diversi minuti il corpo venne trovato in un lago di sangue dal maggiordomo. Accanto a lui, sul letto, l'arma. Sul mobile un biglietto: i nomi dei figli e della moglie, seguiti da una sola parola 'Grazie'. Un biglietto che, secondo un esperto, poteva anche essere stato scritto mesi prima. Ma tutta la scena del crimine era stata sconvolta dai soccorritori: impossibile trovare riferimenti certi. Per questo la Procura chiede che i periti chiariscano la questione dei proiettili. Ma vuole anche far risentire dalla Dia tutti i familiari e i protagonisti di quelle giornate del luglio 1993, l'estate del terrore quando tra stragi, crac finanziari, morti e arresti eccellenti cambiò la storia d'Italia. La prima a venire interrogata come teste sarà Idina Ferruzzi, la moglie che non ha mai creduto al suicidio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La strage di via D'Amelio&lt;br /&gt;La Procura nissena riparte da un'ipotesi vecchia, già percorsa invano con un'indagine ribattezzata 'Sistemi criminali' e chiusa con l'archiviazione: dietro le stragi del 1992-93 ci sarebbe stata la volontà di Cosa nostra di impedire ogni inchiesta sul monopolio degli appalti. Ora i pm di Caltanissetta disporrebbero di fatti nuovi, alcuni ancora segreti, a partire dagli sviluppi nella ricostruzione dei rapporti con i Buscemi, padrini di Passo di Rigano: il feudo di Salvatore Inzerillo, a loro affidato da Totò Riina per la fedeltà dimostrata in guerra e in affari. Già dieci anni fa si era scoperto che il gruppo Gardini e i Buscemi erano sostanzialmente soci: ciascuno controllava il 50 per cento della Finsavi, creata per fare affari nell'isola. Poi nel '97 la Compart, nata dal crollo della Ferruzzi, vende tutto a Italcementi. In Sicilia, però, secondo le indagini, le mani della mafia restano avvinghiate alla Calcestruzzi. Pochi giorni fa finiscono in carcere il capomafia di Riesi, Salvatore Paterna, impiegato della Calcestruzzi Spa; Giuseppe Ferraro, proprietario della cava Billiemi e Giuseppe Giovanni Laurino, detto 'ù Gracciato', responsabile locale dell'azienda. Possono personaggi così provinciali custodire segreti che hanno sconvolto il Gotha della finanza italiana? Alcuni dei più importanti pentiti nell'ultimo decennio, tra loro Giovanni Brusca e Angelo Siino, hanno sottolineato come la questione del calcestruzzo fosse strategica per i corleonesi. Anche Falcone e Borsellino si sarebbero mossi sulla stessa traccia. Nella richiesta di archiviazione dell'inchiesta 'Sistemi criminali' i pm scrivono: "Già le loro indagini nel 1991 avevano aperto scenari inquietanti e se fossero state svolte nella loro completezza e tempestività, inquadrandole in un preciso contesto temporale, ambientale e politico avrebbero avuto un impatto dirompente sul sistema economico e politico italiano ancor prima o contestualmente a Tangentopoli". In ballo c'erano investimenti miliardari e relazioni fondamentali per il potere mafioso, che andavano difese a tutti i costi. Ma se le bombe hanno eliminato i due uomini simbolo di Palermo, il pool di Milano è riuscito ad andare avanti. Fino al 23 luglio 1993, quando &lt;strong&gt;Gardini&lt;/strong&gt; si sarebbe dovuto presentare per rispondere alle accuse sul tangentone &lt;strong&gt;Enimont&lt;/strong&gt; e le relazioni tra Ferruzzi e partiti. Tutte cose che, dissero all'epoca i suoi avvocati, era pronto a fare: fino alla tarda serata aveva discusso della deposizione, mostrando la determinazione di sempre. La mattina dopo, invece, Gardini viene trovato morto. Possibile che le pressioni di Cosa nostra abbiano pesato su questo gesto? Possibile che si sia trattato di un omicidio? I pm chiedono alla Dia di usare ogni strumento per non lasciare dubbi. E di approfondire ogni possibile legame anche con la bomba di Milano, esplosa all'indomani dei funerali in via Palestro. Secondo gli atti del processo, gli attentatori sbagliarono bersaglio di alcune centinaia di metri. E Palazzo Belgioioso, residenza di Gardini, era poco lontano.&lt;br /&gt;(10 agosto 2006)&lt;br /&gt;---------------------------------------------&lt;br /&gt;Ottobre 2006&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I rapporti tra Raul Gardini e Cosa Nostra&lt;br /&gt;Quei legami troppo a lungo dimenticati&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Nicola Biondo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I magistrati di Caltanissetta, in possesso di nuovi elementi che confermerebbero la forte vicinanza tra la Ferruzzi di Raul Gardini – suicida nel 1993 – e Cosa Nostra, hanno recentemente chiesto alla Direzione investigativa antimafia di riprendere le indagini sulla morte dell’imprenditore. Infatti già dieci anni fa atti processuali e documenti dei reparti di eccellenza della Guardia di Finanza e della Polizia parlavano del connubio tra l’azienda ravennate e i boss siciliani &lt;br /&gt; --------------------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;C’è qualche legame che collega la parabola di Raul Gardini nel mondo dell’economia italiana e gli affari di Cosa Nostra?&lt;br /&gt;È questa la domanda a cui i giudici della Procura di Caltanissetta, che recentemente hanno aperto una nuova inchiesta sulla scomparsa di Gardini, il patron del Gruppo Ferruzzi, morto suicida il 23 luglio del 1993, devono rispondere. &lt;br /&gt;Una storia vecchia e al contempo attuale quella dei colletti bianchi della mafia, degli appalti truccati o in regime di monopolio, del riciclaggio di centinaia di milioni di euro attraverso i salotti buoni del capitalismo italiano. &lt;br /&gt;Una storia che porta lontano e che potrebbe fare luce anche sulla stagione stragista di Cosa Nostra, quella della ricerca di un nuovo patto con il potere politico nel momento in cui la Prima repubblica stava per crollare, e con essa i vecchi referenti della mafia. &lt;br /&gt;Perché la leggenda che vuole vedere a tutti i costi qualche legame tra il mondo patinato del finanziere ravennate e quello oscuro della mafia non si basa solo sui “si dice” né sulla parola dei pentiti. &lt;br /&gt;Ci sono atti processuali, una gran mole di documentazione, proveniente dai reparti di eccellenza della Guardia di Finanza e dallo Sco della Polizia, che raccontano davvero un’altra storia e che stringono legami assai forti tra Ravenna, capitale della Ferruzzi, e il cuore di Cosa Nostra, a Palermo e provincia, feudo dei Corleonesi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Calcestruzzi spa, la ditta nel cuore dei boss. &lt;br /&gt;La storia ha inizio negli anni 80. Una storia di cui erano a sicuramente a conoscenza Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, e che si è conclusa giudiziariamente solo nel 2002, con la condanna dell’ex manager della Ferruzzi Lorenzo Panzavolta per lottizzazione abusiva in concorso con esponenti mafiosi. &lt;br /&gt;Dopo il “golpe” all’interno della Cupola, i Corleonesi decisero una nuova strategia nell’ambito degli appalti pubblici e privati, affidandosi a una delle famiglie più fedeli, quella dei Buscemi-Bonura, proprietaria di una ditta, la Calcestruzzi Palermo spa, da sempre nel cuore e nel portafoglio dei capi di Cosa Nostra. Fu Riina in persona a farla entrare nel grande gioco degli appalti, e Binnu Provenzano un decennio fa la citava addirittura nei suoi (ormai celebri) pizzini.&lt;br /&gt;Il rapporto tra esponenti di Cosa Nostra e alcune aziende del gruppo Ferruzzi, a voler leggere le sentenze, partirebbe proprio da questa società all’inizio degli anni 80.&lt;br /&gt;Dall’inchiesta che ha visto condannati manager della holding ravennate, in concorso con affiliati di Cosa Nostra, è stato appurato che «i rapporti fra il gruppo di Ravenna e i Buscemi (per quanto attiene, la Calcestruzzi Palermo spa) hanno inizio nel 1982 allorché la Calcestruzzi di Ravenna, amministrata da Panzavolta Lorenzo, acquista da Buscemi Antonino il 40% del capitale sociale della Cava Occhio con sede in Palermo» Gip Renato Grillo, Procura di Palermo 2 ottobre 1997,&lt;br /&gt;---------------------------------------------------&lt;br /&gt;---------------------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Enimont, tutti condannati&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Finanziamento dei partiti: pene anche per Forlani, &lt;br /&gt;Pomicino e Martelli. A Sama e Garofano 4 anni e 8 mesi&lt;br /&gt;Enimont, tutti condannati&lt;br /&gt;Quattro anni a Craxi, otto mesi a Bossi e sei a La Malfa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;------------------------- PUBBLICATO ---------&lt;br /&gt; Finanziamento dei partiti: pene anche per Forlani, Pomicino e Martelli. A Sama e Garofano 4 anni e 8 mesi TITOLO: Enimont, tutti condannati Quattro anni a Craxi, otto mesi a Bossi e sei a La Malfa - - - -- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - MILANO . Tutti condannati per l' Enimont. Con una mossa a sorpresa, la quinta sezione del Tribunale ha pronunciato ieri la sentenza dribblando l' ultima opposizione. 4 anni per Bettino Craxi, 2 anni e 4 mesi per Arnaldo Forlani e Paolo Pomicino; un anno per Claudio Martelli. Otto mesi per Umberto Bossi e per il suo tesoriere Alessandro Patelli, per la bustarella da 200 milioni. Sei mesi a La Malfa. Pene dure per gli ultimi amministratori della Montedison Carlo Sama e Giuseppe Garofano: 4 anni e 8 mesi, piu' di quanto Di Pietro avesse chiesto nella requisitoria d' addio. Il dibattimento era bloccato da febbraio a causa delle istanze in Cassazione contro il presidente Romeo Simi De Burgis.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2385666803458178832-2921115520175782838?l=intercciperversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/2921115520175782838'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/2921115520175782838'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://intercciperversi.blogspot.com/2008/10/raul-gardini-company.html' title='raul gardini &amp; company'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SPtwhexUEUI/AAAAAAAAKoo/8ttSUUZB1Kw/s72-c/GARDINI.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2385666803458178832.post-4448334838426067795</id><published>2007-10-20T20:18:00.000-07:00</published><updated>2008-10-20T20:18:51.727-07:00</updated><title type='text'>la moglie</title><content type='html'>A dieci anni dalla morte di Raul Gardini, avvenuta il 23 luglio '93 a Milano in piena epoca di Tangentopoli, la vedova Idina Ferruzzi si e' raccontata al periodico 'Ravenna In Magazine', che dedica il numero di luglio e agosto al manager romagnolo, ripercorrendone in una serie di articoli l' uomo, il padre e il marito, l' imprenditore e lo sportivo. &lt;br /&gt;Idina Ferruzzi, che dopo la morte del marito si trasferi' a Lugano ma da quattro anni e' tornata a Ravenna, non parla mai di 'suicidio' o di 'morte', ma sulle circostanze della scomparsa di Gardini ha ancora "tanti dubbi. Sono piu' che convinta che non sia stato lui. In quel momento c' era Tangentopoli, non ho cercato di approfondire. Bisognerebbe farlo adesso, che sono passati dieci anni e con la possibilita' di venire in possesso di documenti e tabulati, ma... Lui era pronto per andare al funerale di Cagliari e poi, di colpo, questo fatto. Non era nella sua indole. Nella casa di Milano dove e' successo c'era solo Ivan (il figlio, ndr). Quando lo hanno chiamato, Raul era ancora vivo".I tre figli non hanno mai piu' parlato dell' accaduto. "Piu' nessuna parola, specialmente il maschio - ricorda Idina Ferruzzi - Gli ho chiesto piu' volte come lo avesse visto in quel frangente, come era la camera, che mi hanno riferito fosse sottosopra. E' un tipo molto chiuso, che ha voluto dimenticare e io non insisto piu'. Il loro papa' e la sua filosofia di vita sono impressi nei loro pensieri". La vedova di Gardini si sente con i tre figli ogni giorno (la piu' grande, Eleonora, vive a New York, Ivan Francesco sta a Roma, Maria Speranza, per tutti Coquette, abita alla periferia di Ravenna): "Sono la mia forza. Se non avessi avuto i figli mi sarei davvero ritirata in convento, ma non si puo' essere cosi' egoisti". &lt;br /&gt;"Mi capita - aggiunge nell' intervista - di essere fermata da persone che vogliono manifestarmi la loro gratitudine per quanto fece Raul in alcuni momenti di difficolta'. E' sempre stato un uomo molto generoso, molto umano. Faceva tante cose, senza dirmelo, come donazioni in beneficenza, delle quali sono venuto a conoscenza solo dopo. Manifestava la sua generosita' trovando lavoro per tutti. In particolare se si trattava di giovani in gamba e intelligenti. Considerava molto il loro futuro e non li abbandonava". -24 luglio 2003&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2385666803458178832-4448334838426067795?l=intercciperversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/4448334838426067795'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/4448334838426067795'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://intercciperversi.blogspot.com/2007/10/la-moglie.html' title='la moglie'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2385666803458178832.post-1390038605192293839</id><published>2007-09-20T20:21:00.000-07:00</published><updated>2008-10-20T20:22:56.752-07:00</updated><title type='text'>Sergio Cusani</title><content type='html'>Parla Sergio Cusani, ex consulente di fiducia del padrone della Montedison&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Vi racconto il mio amico Gardini Si sparò per proteggere i Ferruzzi"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Certo, era un orgoglioso. Certo, non voleva rassegnarsi all'umiliazione del carcere. Ma sono convinto che Raul Gardini si uccise soprattutto per prendere su di sé, con un gesto estremo di difesa, l'onta delle accuse che stavano per investire i Ferruzzi. E, in particolare, lo fece per amore nei confronti di sua figlia Eleonora. Erano legatissimi e anche lei stravedeva per il padre". Quel 23 luglio del 1993, un venerdì, Sergio Cusani perse un amico. E la sua vita venne sconvolta per sempre. Cominciò la giornata ai funerali di Gabriele Cagliari, l'ex presidente dell'Eni che tre giorni prima si era suicidato in carcere soffocandosi con un sacchetto di plastica. Durante le esequie, Cusani apprese che anche Gardini si era tolto la vita. E alle tre del pomeriggio, si trovò in carcere, su ordine della Procura di Milano. Dieci anni dopo, l'ex finanziere, l'uomo dei Ferruzzi, il gestore della maxi tangente Enimont ai partiti, ha finito di saldare il suo conto con la giustizia. Un prezzo salato. Di tutti i protagonisti della vicenda Enimont (banchieri, manager di Stato, industriali, politici) lui è quello che ha scontato la pena più pesante: 5 anni e 6 mesi, di cui quattro trascorsi in cella. Adesso, a dieci anni di distanza da quel colpo di pistola che spezzò la vita del suo amico Raul, Cusani ripercorre attraverso i suoi ricordi la strada che ha portato a quella tragica scelta. Racconta di guerre finanziarie e di ordinarie liti familiari. E dal suo punto di vista traccia un bilancio amaro dell'esperienza di Mani Pulite. Dottor Cusani, quando incontrò per l'ultima volta Gardini? &lt;br /&gt;"Pochi giorni prima del suicidio. Era un uomo provato, mentalmente e fisicamente. Lo tenevano sulla graticola." Chi? &lt;br /&gt;"La Procura di Milano. I magistrati si rifiutavano di incontrarlo. Altri imprenditori se la erano cavata con un incontro e un memoriale. A Gardini questo non fu permesso nonostante i suoi avvocati insistessero perché andasse a fare dichiarazioni spontanee come era accaduto per altri finanzieri e industriali". &lt;br /&gt;E perché ci sarebbe stato questo accanimento proprio verso Gardini? &lt;br /&gt;"Era considerato un anello debole del capitalismo italiano. Dopo la rottura con la famiglia Ferruzzi aveva perso molto del suo potere, non aveva coperture politiche e non possedeva mezzi di comunicazione di massa. Insomma era vulnerabile. D'altra parte colpendo Gardini si otteneva un grande effetto mediatico". &lt;br /&gt;Può spiegare meglio? &lt;br /&gt;"Proprio così. Raul era un personaggio di grande popolarità. Un po' per merito del Moro di Venezia e della Coppa America di vela. E poi per il suo carattere impetuoso. Nell'immaginario collettivo era l'imprenditore che aveva osato sfidare i partiti e un gigante come l'Eni". &lt;br /&gt;Sta dicendo che arrestare Gardini serviva ad alimentare giornali e televisioni? &lt;br /&gt;"Quello che ho percepito subito, ma ho maturato durante la mia detenzione, è che l'inchiesta di Mani Pulite era basata sull'effetto mediatico e ogni giorno andava fornita carne fresca". &lt;br /&gt;C'erano anche i reati, o no? " Sicuramente. Io stesso ho ammesso le mie responsabilità ed ero pronto a raccontare i rapporti perversi tra industria e politica. Mi è stato detto che non interessava. Che io dovevo rispondere di falso in bilancio e finanziamento illecito dei partiti. I processi, però, dovrebbero servire a perseguire i reati, ma anche a svelare i meccanismi della corruzione per impedire che si riproducano. Questo obiettivo, purtroppo, non è stato perseguito". &lt;br /&gt;Perché? &lt;br /&gt;"In parte perché anche la magistratura ha giocato una battaglia di potere. In parte perché magistrati come il dottor Antonio Di Pietro non avevano determinazione sufficiente e forse mancavano degli strumenti tecnico culturali, per capire quei meccanismi occulti. Un magistrato preparato come il dottor Francesco Greco, che invece quegli strumenti li possiede, fu di fatto messo da parte". &lt;br /&gt;Nelle settimane precedenti il suicidio Gardini stava cercando di rientrare in gioco unendo le sue attività con quelle dei Ferruzzi e di Sergio Cragnotti. Come andò? "Avevamo lavorato a lungo a quel progetto. L'obiettivo della gestione di Carlo Sama, diventato leader dei Ferruzzi dopo l'uscita di Gardini, era quello di riunire tutte le attività concentrandosi sull'agroalimentare. Eridania doveva diventare la holding di tutto il gruppo. Era un ritorno alle origini agroindustriali. Ma il sistema bancario, guidato da Mediobanca, ci negò il suo appoggio. In quei giorni tutti i principali istituti chiusero i fidi al gruppo Ferruzzi. Fu un segnale preciso: il nostro progetto doveva fallire. Persa quell'opportunità, fu il crollo ". &lt;br /&gt;Lei fu a fianco di Gardini durante tutta la vicenda Enimont. Che cosa significò per lui? &lt;br /&gt;"Fu una sconfitta bruciante. Ne uscì molto provato nel fisico e nella mente. Subì la sconfitta e la somatizzò duramente. Si era innamorato del sogno di una chimica italiana forte su scala mondiale. Questo, per Raul era il progetto Enimont".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enimont però fu anche la madre di tutte le tangenti, come per primo rivelò ai magistrati l'ex presidente di Montedison Giuseppe Garofano. Una confessione che precedette di poche ore il suicidio di Gardini. &lt;br /&gt;"Gardini non si faceva nessun problema a pagare i partiti per raggiungere i suoi scopi. Da quanto mi diceva tutte le forze politiche, con la sola eccezione dei radicali, hanno ricevuto finanziamenti dal gruppo Ferruzzi. Questo però non vuol dire che Raul non credesse davvero a quel progetto". &lt;br /&gt;Resta il fatto che il polo della chimica fu il paravento dietro al quale vennero consumate scorribande finanziarie di ogni genere. &lt;br /&gt;"E' vero. E io lo so bene. So anche, però, che allora i mercati finanziari erano di fatto un far west privo di regole. E la politica evitava di regolamentare la finanza perché ne aveva un tornaconto diretto in termini di finanziamenti occulti. Adesso, a più di dieci anni di distanza, questi paletti regolamentari sono stati piantati. Molti avvenimenti recenti, però, sembrano suggerire che in questi anni gli organi di vigilanza si sono distratti in più di un'occasione". &lt;br /&gt;Come nacque Enimont? &lt;br /&gt;"Inizialmente l'operazione Enimont serviva soltanto a togliere da Montedison alcune attività chimiche poco redditizie. Poi, quando venne raggiunto l'accordo con l'Eni, Gardini si rese conto di quanto la chimica poteva significare in termini di potere e quanto potesse creare valore unendo Enimont alle aziende come Himont e Ausimont rimaste in Montedison". &lt;br /&gt;E allora? "Si sentì ben più di un protagonista. E la continua esposizione mediatica contribuì forse a fargli perdere il senso della misura. Ricordò che un giorno passeggiando mi disse: "Sai, sono l'uomo più fotografato dell'anno". Io risi, la presi per una battuta. Lui si offese e tagliò corto: "Guarda che non scherzo", mi disse. Gardini era un uomo di carattere molto impulsivo. Di cultura tipicamente romagnola con componenti anarcoidi e antisistema. Era un battitore libero. Non aveva arretrato di un passo nella battaglia sulla benzina ecologica all'etanolo (quella ricavata dai cereali) che metteva in discussione il potere delle multinazionali petrolifere. E anche sull'Enimont non ebbe esitazioni. Rilanciò sempre e alla fine si mise contro tutti i partiti". &lt;br /&gt;Proprio tutti? &lt;br /&gt;"Sì tutti, anche Craxi, che pure all'inizio vedeva con favore la scalata di Gardini alla chimica. Sono convinto però che in un secondo momento anche in Craxi prevalse il timore di consegnare troppo potere nelle mani di una famiglia in un Paese in cui il capitalismo era già dominato dalle famiglie". &lt;br /&gt;Con queste premesse, la storia di Enimont non poteva che finire male. &lt;br /&gt;"E sono convinto che sia stato un disastro per il sistema Paese che ha perso l'opportunità di conservare una chimica competitiva a livello mondiale. Quel poco che resta della chimica nazionale ha inghiottito migliaia di miliardi di denaro pubblico senza risultati concreti. E' un declino simile a quello che sta subendo anche il settore dell'automobile. Proprio adesso la Banca della solidarietà da me promossa si sta occupando da vicino di questo problema come consulente di Fiom-Cgil. Il sindacato vuole la salvezza della Fiat, un grande patrimonio collettivo. Per questo abbiamo proposto una via d'uscita che prevede la fusione nella nuova Fiat sia delle holding finanziarie della famiglia Agnelli sia della holding olandese che controlla Fiat auto. Una rottura con il passato per concentrare tutte le risorse sul rilancio dell'auto".     &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vittorio Malagutti&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2385666803458178832-1390038605192293839?l=intercciperversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/1390038605192293839'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/1390038605192293839'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://intercciperversi.blogspot.com/2007/09/sergio-cusani.html' title='Sergio Cusani'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2385666803458178832.post-8892126985660855523</id><published>2007-08-20T20:25:00.000-07:00</published><updated>2008-10-20T20:25:58.422-07:00</updated><title type='text'>Raffaele Caglari</title><content type='html'>Raul Gardini e Gabriele Cagliari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 20 luglio 1993, il presidente dell’ENI Gabriele Cagliari viene trovato morto per soffocamento, con in testa un sacchetto di plastica, nei bagni di San Vittore dov’era andato per farsi la doccia. Il 23, tre giorni dopo la morte di Cagliari, alle sette del mattino, il maggiordomo di Palazzo Belgioioso trova riverso sul letto, il”corsaro” della Ferruzzi,  Gardini si era appena sparato un colpo di pistola alla tempia con una Walter PPK.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il suicidio di Cagliari è da imputarsi ( almeno si crede) allo scandalo che aveva travolto il vertice dell’ENI per una maxi tangente di 17 miliardi , buona parte dei quali versati a quasi tutti i partiti politici a conclusione di un accordo esclusivo tra l’ENI e la società assicuratrice SAI di Salvatore Ligresti: grazie alla mega- tangente era stata fatta fuori l’INA. Cagliari da giorni sperava di essere scarcerato, così almeno aveva lasciato intendere il PM Fabio De Pasquale, ma il 19 luglio era stato arrestato Salvatore Ligresti che aveva fornito una versione diversa rispetto a quella fornita dal presidente dell’ENI. La procura di Milano temette che Cagliari tornando in libertà, potesse inquinare le prove e pertanto l’ordine di scarcerazione fu sospeso. Il manager reagì male: l’arresto lo aveva particolarmente provato,una decina di giorni prima aveva scritto alla moglie e ai figli una lettera disperata, in cui chiedeva perdono per un &lt;nuovo grande dolore&gt; che si accingeva a dare alla famiglia. Aveva anche scritto un testamento nel quale chiedeva di essere cremato. Un suicidio a prova di bomba, ed è probabile che sia andata proprio così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma è anche vero che le lettere di disperazione e le minacce di suicidio fanno parte del bagaglio di manovre cui ricorrono tutti i detenuti, più o meno consapevolmente,per far pressione sui giudici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certamente la delusione per la mancata libertà, che a un certo punto era sembrata imminente, provocò nel presidente dell’ENI una profonda prostrazione. Gravissime furono le polemiche che travolsero i magistrati del pool di Milano, Borrelli appena seppe del suicidio di Cagliari scoppiò a piangere in ascensore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Appena settantadue ore dopo, ecco il suicidio eccellente, anzi eccellentissimo. Per Raul Gardini la discesa era cominciata l’anno prima, nel 1991  quando estromesso dalla gestione della Ferruzzi e gli erano subentrati il cognato Carlo Sama e l’amministratore Giuseppe Garofano. Quella mattina , sul tardi, avrebbe dovuto incontrare i magistrati per definire la sua situazione: c’era nell’aria un ordine di cattura, ma lui sperava di evitarlo mostrandosi disposto a una piena collaborazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A preoccuparlo moltissimo era stato l’arresto di Giuseppe Garofano, avvenuto due giorni prima, il 24,. Al centro delle accuse che riguardavano lui e la Ferruzzi c’era la “enorme “ tangente Enimont, circa tre miliardi versati alla DC DI Forlani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una storia che Garofano conosceva benissimo. Alle sette di mattina, Gardini ha già fatto la doccia, è ancora in accappatoi quando gli portano i giornali, il cappuccino e un croissant : ed è proprio mentre si accinge a fare colazione che l’occhio gli cade su un titolo di prima pagina  di “Repubblica” &lt; Tangenti, Garofano accusa Gardini&gt; Raul capisce che è finita ( questa almeno la spiegazione più semplice) , apre il cassetto del comodino vicino al letto e si spara un colpo alla testa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gardini non lascia nessun testamento o lettera, fatta eccezione di un biglietto con scritto sopra un semplice “grazie”, ma si scoprì poi che risaliva al Natale precedente ed era la risposta a un regalo che aveva ricevuto dalla moglie Irina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma come mai si trovava lì,in bela vista, due uomini in crisi, il cui fallimento rischiava di travolgere le rispettive famiglie, consapevoli di essere al centro di vicende per le quali l’Italia in quel momento stava franando, avevano deciso di togliersi la vita. Tutto qui, almeno quello che fino ad oggi, ci è dato sapere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ombra della mafia su Gardini riaperta l'inchiesta sul suicidio&lt;br /&gt;Un servizio dell'Espresso: dopo le indagini su Calcestruzzi la procura di Caltanissetta chiede alla Dia di esaminare il caso&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Procura di Caltanissetta ha riaperto l'inchiesta sul suicidio del finanziere Raul Gardini. Lo scrive L'espresso sul numero in edicola oggi. Dopo aver indagato sulle presunte complicità fra la mafia e la società Calcestruzzi, i magistrati nisseni hanno chiesto alla Dia di riesaminare tutto il caso. "I pubblici ministeri - scrivono gli autori - hanno ordinato agli investigatori di ripartire da zero, senza trascurare nulla". Alla base delle nuove indagini, "la convinzione dei pm che sia stata Cosa Nostra a determinare la scomparsa del "Contadino" che aveva sfidato la finanza e la politica". &lt;br /&gt;Ci sarebbero almeno due elementi della scena del crimine che non convincono appieno gli inquirenti dell'ipotesi suicidio. Così, è stata chiesta una nuova perizia balistica perché, scrive ancora L'espresso citando fonti giudiziarie, "la pistola esplose due colpi, una modalità insolita per un suicidio, tanto più che nessuno sentì le detonazioni e solo diversi minuti dopo il corpo venne trovato in un lago di sangue". La Procura di Caltanissetta ha preso in considerazione anche il biglietto lasciato da Gardini ai familiari con la scritta "Grazie": "Secondo un esperto - scrive il settimanale - poteva essere stato scritto anche mesi prima". &lt;br /&gt;L'inchiesta della Procura di Caltanissetta si ricollega alle ipotesi già vagliate da una vecchia indagine della Procura di Palermo, ribattezzata "Sistemi criminali", secondo la quale "dietro le stragi del 1992-93 ci sarebbe stata la volontà di Cosa Nostra di impedire ogni inchiesta sul monopolio degli appalti". &lt;br /&gt;Ora però, rivela L'espresso, "i magistrati nisseni disporrebbero di fatti nuovi, a partire dagli sviluppi nella ricostruzione dei rapporti tra i Buscemi, padrini palermitani di Passo di Rigano e i Gardini". Proprio nei giorni scorsi, il gip di Caltanissetta Giovanbattista Tona, su richiesta della Procura, ha fatto scattare alcuni ordini di custodia nei confronti dei gestori di una cava nissena e di due dipendenti della società Calcestruzzi, oggi del gruppo Italcementi. La società è stata iscritta nel registri degli indagati, per associazione mafiosa e falso in bilancio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;11 agosto 2006&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’articolo dell’Espresso&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due colpi esplosi dalla sua pistola. Le pressioni degli uomini di Riina. E il legame con l'uccisione di Borsellino. Ecco perché è stata riaperta l'inchiesta sulla morte&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando negli ultimi giorni del giugno 1992 Leonardo Messina accettò di collaborare con il pm Paolo Borsellino, primo mafioso a pentirsi dopo la strage di Capaci, Raul Gardini era ancora il timoniere del Moro di Venezia: l'imprenditore di successo che aveva tenuto gli italiani incollati davanti al televisore per le dirette notturne della Coppa America, trasmesse dalla 'sua' tv. Ma in quell'interrogatorio Messina, piccolo boss dalle rivelazioni sconvolgenti sulla rete planetaria di Cosa nostra, disse senza mezzi termini: "Totò Riina i suoi soldi li tiene nella calcestruzzi". All'inizio venne verbalizzato con la 'c' minuscola, come se si trattasse di una qualunque fabbrica di cemento, ma l'uomo d'onore precisò subito: "Intendo dire la Calcestruzzi spa". Ossia il colosso delle opere pubbliche, leader italiano del settore posseduto dall'ancora più potente famiglia Ferruzzi ma, secondo quel mafioso della provincia nissena, controllato in realtà dal padrino più feroce. Borsellino rimase colpito da quelle parole: all'indomani dell'uccisione di Giovanni Falcone aveva riaperto il dossier del Ros sul monopolio degli appalti. Una radiografia dell'intreccio tra cave e cantieri che costituisce il polmone di Cosa nostra: permette di costruire relazioni con i politici e con la borghesia dei professionisti, di creare posti di lavoro e marcare il dominio del territorio. E guadagnare somme sempre più grandi. "Ma se ci sono tante persone che possono riciciclare qualche miliardo di lire", dichiarò Borsellino all'indomani dell'interrogatorio di Messina, "quando bisogna investire centinaia di miliardi ci sono pochi disposti a farlo. Imprenditori importanti, di cui i mafiosi non si fidano ma non possono nemmeno fare a meno. È uno dei fronti su cui stiamo lavorando". Il magistrato siciliano non ebbe il tempo di andare avanti: 19 giorni dopo fu spazzato via dall'autobomba di via d'Amelio. Un anno più tardi, anche Gardini uscì di scena. Due morti che, secondo la Procura di Caltanissetta, sono direttamente collegate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo i magistrati nisseni hanno riaperto l'inchiesta sulla fine di Gardini. E lo hanno fatto con la convinzione che sia stata Cosa nostra a determinare la scomparsa del 'Contadino' che aveva sfidato la finanza e la politica, per poi mollare tutto dopo il fallimento dell'affaire Enimont. I pubblici ministeri hanno ordinato agli investigatori della Dia di ripartire da zero, senza trascurare nulla. Chiedono una nuova perizia balistica, nella speranza che le tecnologie odierne possano ricostruire meglio la dinamica dello sparo. Lo fanno sottolineando un'ipotesi inquietante: la pistola esplose due colpi. Una modalità insolita per un suicidio. Tanto più che nessuno sentì le detonazioni: secondo la ricostruzione, solo dopo diversi minuti il corpo venne trovato in un lago di sangue dal maggiordomo. Accanto a lui, sul letto, l'arma. Sul mobile un biglietto: i nomi dei figli e della moglie, seguiti da una sola parola 'Grazie'. Un biglietto che, secondo un esperto, poteva anche essere stato scritto mesi prima. Ma tutta la scena del crimine era stata sconvolta dai soccorritori: impossibile trovare riferimenti certi. Per questo la Procura chiede che i periti chiariscano la questione dei proiettili. Ma vuole anche far risentire dalla Dia tutti i familiari e i protagonisti di quelle giornate del luglio 1993, l'estate del terrore quando tra stragi, crac finanziari, morti e arresti eccellenti cambiò la storia d'Italia. La prima a venire interrogata come teste sarà Idina Ferruzzi, la moglie che non ha mai creduto al suicidio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Procura nissena riparte da un'ipotesi vecchia, già percorsa invano con un'indagine ribattezzata 'Sistemi criminali' e chiusa con l'archiviazione: dietro le stragi del 1992-93 ci sarebbe stata la volontà di Cosa nostra di impedire ogni inchiesta sul monopolio degli appalti. Ora i pm di Caltanissetta disporrebbero di fatti nuovi, alcuni ancora segreti, a partire dagli sviluppi nella ricostruzione dei rapporti con i Buscemi, padrini di Passo di Rigano: il feudo di Salvatore Inzerillo, a loro affidato da Totò Riina per la fedeltà dimostrata in guerra e in affari. Già dieci anni fa si era scoperto che il gruppo Gardini e i Buscemi erano sostanzialmente soci: ciascuno controllava il 50 per cento della Finsavi, creata per fare affari nell'isola. Poi nel '97 la Compart, nata dal crollo della Ferruzzi, vende tutto a Italcementi. In Sicilia, però, secondo le indagini, le mani della mafia restano avvinghiate alla Calcestruzzi. Pochi giorni fa finiscono in carcere il capomafia di Riesi, Salvatore Paterna, impiegato della Calcestruzzi Spa; Giuseppe Ferraro, proprietario della cava Billiemi e Giuseppe Giovanni Laurino, detto 'ù Gracciato', responsabile locale dell'azienda. Possono personaggi così provinciali custodire segreti che hanno sconvolto il Gotha della finanza italiana? Alcuni dei più importanti pentiti nell'ultimo decennio, tra loro Giovanni Brusca e Angelo Siino, hanno sottolineato come la questione del calcestruzzo fosse strategica per i corleonesi. Anche Falcone e Borsellino si sarebbero mossi sulla stessa traccia. Nella richiesta di archiviazione dell'inchiesta 'Sistemi criminali' i pm scrivono: "Già le loro indagini nel 1991 avevano aperto scenari inquietanti e se fossero state svolte nella loro completezza e tempestività, inquadrandole in un preciso contesto temporale, ambientale e politico avrebbero avuto un impatto dirompente sul sistema economico e politico italiano ancor prima o contestualmente a Tangentopoli". In ballo c'erano investimenti miliardari e relazioni fondamentali per il potere mafioso, che andavano difese a tutti i costi. Ma se le bombe hanno eliminato i due uomini simbolo di Palermo, il pool di Milano è riuscito ad andare avanti. Fino al 23 luglio 1993, quando Gardini si sarebbe dovuto presentare per rispondere alle accuse sul tangentone Enimont e le relazioni tra Ferruzzi e partiti. Tutte cose che, dissero all'epoca i suoi avvocati, era pronto a fare: fino alla tarda serata aveva discusso della deposizione, mostrando la determinazione di sempre. La mattina dopo, invece, Gardini viene trovato morto. Possibile che le pressioni di Cosa nostra abbiano pesato su questo gesto? Possibile che si sia trattato di un omicidio? I pm chiedono alla Dia di usare ogni strumento per non lasciare dubbi. E di approfondire ogni possibile legame anche con la bomba di Milano, esplosa all'indomani dei funerali in via Palestro. Secondo gli atti del processo, gli attentatori sbagliarono bersaglio di alcune centinaia di metri. E Palazzo Belgioioso, residenza di Gardini, era poco lontano. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tanti fantasmi siciliani, a cui Sergio Cusani non ha mai dato credito: "La Calcestruzzi godeva di una autonomia assoluta perché Lorenzo Panzavolta l'aveva creata e la gestiva come un autocrate", ha spiegato in un'intervista: "A un certo punto, dopo un attentato, saltò fuori il nome di questo Buscemi. Gardini fu molto seccato da questa storia e all'interno del gruppo si aprì un'inchiesta. Cusani ricorda che Panzavolta presentò Buscemi "come un manager dell'azienda comprata in Sicilia". E descrive Gardini turbato, tanto da pensare di liberarsi dell'azienda: "Mi disse: 'Vendo la Calcestruzzi e così vendo anche Panzavolta'". Ma era qualcosa che Gardini poteva fare? Si poteva dire di no ai soci palermitani? E si poteva licenziare Panzavolta, l'ex comandante partigiano romagnolo che teneva i rapporti tra Ferruzzi e Pci, ma soprattutto gestiva i grandi appalti nazionali della famiglia di Ravenna?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2385666803458178832-8892126985660855523?l=intercciperversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/8892126985660855523'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/8892126985660855523'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://intercciperversi.blogspot.com/2007/08/raffaele-caglari.html' title='Raffaele Caglari'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2385666803458178832.post-5731082526030032363</id><published>2007-07-20T20:45:00.000-07:00</published><updated>2008-10-20T20:46:08.890-07:00</updated><title type='text'>i giorni del silenzio</title><content type='html'>Luglio 1993: l'ultima settimana del manager di Ravenna, fra Mani Pulite e il crollo dell'impero Ferruzzi. Le inchieste giudiziarie sono chiuse, gli interrogativi no. Da «il Sole-24Ore», 22 luglio 2003   &lt;br /&gt;di MARCO MAGRINI   &lt;br /&gt; Dal nostro inviato&lt;br /&gt;RAVENNA — Via Romolo Gessi si prepara a diventare via Raul Gardini. Non domani, che ricorre il decimo anniversario della morte del più controverso imprenditore della storia italiana, ma fra qualche mese. «Non amo le ricorrenze — spiega Vidmer Mercatali, primo cittadino di Ravenna — ma so benissimo che questa città sente il desiderio di tributargli un omaggio».&lt;br /&gt;Si vede che i sindaci hanno il polso delle città. Perché a Ravenna non si trova persona che non ricordi di quel manager col sorriso contagioso, che salutava tutti per strada e che esigeva di mantenere, nell'antica capitale dell'Impero Romano d'Occidente, la testa e il cuore del secondo gruppo industriale privato italiano. «Tutt'ora non crediamo che si sia ucciso — assicura Maria Teresa Grandi, proprietaria di un negozio di tessuti — perché mai s'è visto un uomo con altrettanta gioia di vivere». Più o meno lo stesso dicono l'edicolante, il negoziante di dischi, la tabaccaia, il custode del Comune. I quali non si sono ancora ripresi dallo stupore per la Caduta dei Ferruzzi, meno fragorosa di quella dell'Impero Romano per opera dei barbari, ma altrettanto carica di conseguenze.&lt;br /&gt;A dieci anni esatti da quella tempesta che si è abbattuta su Ravenna, dopo intrighi familiari, disastri gestionali, controversie giudiziarie e rese dei conti in seno al potere economico, i due stupori dei ravennati equivalgono a due irrisolte domande: perché Gardini si è tolto la vita? Perché il gruppo Ferruzzi si è dissolto?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LUNEDI. Il 19 luglio del '93 faceva caldo, caldissimo. Più che dal sole estivo, il clima del Paese era arroventato dall'inchiesta Mani Pulite, che campeggiava sulle prime pagine con un bollettino quotidiano di arresti e di indiscrezioni sugli interrogatori. «Gli avevo consigliato di starsene in Francia, a far sbollire le acque», racconta Silvio Fabbri, avvocato e amico di antica data. Ma dopo due o tre giorni di smanie in Costa Azzurra, Gardini torna a Milano. «Mi disse che non gli piaceva fare la figura del fuggiasco». All'apertura di Piazza Affari, i titoli Ferruzzi vanno a picco: il giorno prima, l'ex presidente Montedison Giuseppe Garofano aveva dichiarato che «il bilancio '92 era falso». E Gardini, che pure era stato cacciato ben prima dalla guida del gruppo — il 7 giugno del '91, giorno del suo compleanno — aveva di che dolersene.&lt;br /&gt;La cacciata gli era parsa un affronto impensabile, a lui che aveva preso le redini del gruppo alla scomparsa del suocero Serafino. Tantopiù che era arrivata in uno strano momento: otto mesi prima, dopo aver incassato 2.805 miliardi dallo scioglimento della joint venture Enimont, Gardini aveva lasciato — in un gesto di dissenso per la sconfitta impostagli — tutte le cariche del gruppo. Dopo qualche mese di riflessioni, era pronto a tornare al comando. Ma i cognati Arturo, Franca e Alessandra risposero: no, grazie. Rifiutarono una sua proposta di acquisto della Ferruzzi e liquidarono la sorella Idina, moglie di Raul, con 505 miliardi e un accordo: Raul avrebbe dovuto usare parte di quel denaro per sistemare il caso Berlini. Pino Berlini era un ex dipendente Ferruzzi in Svizzera che, utilizzando prestiti del gruppo con una mano, con l'altra lo aveva finanziato (un sistema chiamato back-to-back) per coprire due incidenti dell'89: la soia (quando il Chicago Board of Trade impose alla Ferruzzi un bagno di sangue per via di controverse posizioni speculative) e Victoire (la compagnia francese che segretamente avrebbe dovuto unirsi a Fondiaria, poi attaccata da un'Opa di Suez che la Ferruzzi fronteggiò investendo nella Sci di Jean Marc Vernes). Gardini lo fece: rilevò da Berlini le azioni della Sci presso di lui parcheggiate. Poi comprò da Vernes la maggioranza della la Sci, rimettendosi a fare l'imprenditore con la neonata Gardini Srl. Ma il suo sogno era uno solo: tornare ad avere la Ferruzzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MARTEDI. Il presidente dell'Eni Gabriele Cagliari, a San Vittore per il caso Enimont, si è suicidato alle 9,40. «Lui rimase sconvolto — assicura Vanni Ballestrazzi, altro amico storico — così come rimase colpito due mesi prima dal suicidio dell'ex premier francese Pierre Bérégovoy, che conosceva bene: "Non so se avrei tutto quel coraggio", mi disse». Nel pomeriggio, Gardini si incontra di nuovo con gli avvocati De Luca e Flick che gli confermano che Antonio Di Pietro non ha ancora accettato di incontrarlo per ascoltare le sue dichiarazioni spontanee. «Si sentiva impotente — racconta ancora Fabbri — e si lamentava: "Cosa posso provare? Chiedo a Sama i documenti, ma lui non me li dà"».Carlo Sama, marito di Alessandra, era stato il delfino di Gardini, per poi prenderne il posto dopo il divorzio. A Ravenna, dove tutti lo conoscono dai tempi in cui gestiva un negozio d'arredamento in via Antica Zecca, ne parlano come di un moderno Iago, che ha pugnalato alle spalle il condottiero del Moro di Venezia. «Non ho dubbi — dice un ex manager del gruppo — che Sama abbia gestito il divorzio al fine di avvicinare la Ferruzzi alle sfere della politica. I politici che non avevano affatto digerito lo sgarbo di Gardini, alla fine della vicenda Enimont». Ma i politici non godevano a loro volta della stima del troppo irruento Gardini.&lt;br /&gt;Come testimonia un manoscritto reperito da «il Sole-24Ore» [e riprodotto qui in formato .pdf] nell'88 Gardini aveva ricevuto da De Mita e da Occhetto — ovvero da maggioranza e opposizione — «sufficienti garanzie» sugli sgravi fiscali in seguito al conferimento delle attività chimiche di Montedison alla joint venture. Salvo poi scontrarsi per due volte con il nyet del Parlamento, che lui visse come un affronto intollerabile. A Roma non piacque il tentativo di Gardini di scalare Enimont, peraltro reso inutile dal sequestro delle azioni deciso dal giudice Diego Curtò (più tardi condannato per corruzione proprio per questo). E neppure la celebre sparata — «La chimica sono io» — con la quale si candidava al ruolo di deus ex machina di un settore che nell'89 dava lavoro a 177mila persone. Oggi sono 133mila.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MERCOLEDI. Garofano torna al microfono dei magistrati. I telegiornali della sera già raccontano delle astruse operazioni back-to-back per tappare il buco della soia e anche dell'indefinita tangente Enimont. «Quando arrivai a Milano — racconta Paolo Passanti, ex socio di Serafino ed ex presidente degli industriali di Ravenna — trovai un Raul distrutto e confuso. Lo convinsi a telefonare ad Angelo Vianello, il suo marinaio, e di fargli preparare la barca per l'indomani, a Marina di Ravenna. Aveva paura del carcere e della figuraccia internazionale. Ma soprattutto sapeva che non avrebbe mai più riavuto la sua Ferruzzi. Mediobanca non voleva».&lt;br /&gt;Raul Gardini ed Enrico Cuccia si rispettavano, ma non si amavano. All'indomani della scalata Montedison — già un tasto debole per via Filodrammatici, dopo il takeover di Mario Schimberni sulla Fondiaria — Mediobanca aveva messo sotto tutela il gruppo Ferruzzi. Con un documento di tre pagine datato 4 febbraio 1988, Gardini accettava di consultare Mediobanca su qualsivoglia mossa strategica in programma. Quando poi è arrivato alla scadenza, i due hanno litigato seriamente solo due volte: quando Gardini si è nominato presidente della Fondiaria rifiutando gli amministratori proposti da Cuccia, e quando Gardini ha venduto metà della Fondiaria a Camillo De Benedetti. Peccato che Mediobanca fosse la regina del gioco.&lt;br /&gt;Poco prima dell'uscita di Gardini, la Ferruzzi aveva 19.061 miliardi di lire di indebitamento lordo (7.800 netti), Raul aveva in animo di vendere la Calcestruzzi e già aveva illustrato alla famiglia il piano di spostare il controllo del gruppo in Francia, diluirlo e intascare 700 miliardi. Nei due anni successivi il divorzio, la Calcestruzzi s'è messa a fare shopping in Grecia, il controllo è rimasto in Italia e i debiti sono saliti a quota 31.500 miliardi. «Mi ricordo con orrore del giorno in cui i fax cominciarono a sputare decine di lettere», racconta un altro ex manager della Ferruzzi. «Erano le banche, che ci revocavano i fidi e chiedevano di rientrare dei debiti. In quelle condizioni, qualsiasi gruppo sarebbe saltato».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;GIOVEDI. Niente barca e niente Marina di Ravenna. Ormai è sicuro: il mandato d'arresto è pronto, sarà firmato domani. Gliel'hanno detto gli avvocati. Le sigarette vanno via una dopo l'altra, insieme alle memorie, forse agli sbagli mai ammessi, alle occasioni perse, ai tradimenti. Se uno s'è vestito della leggenda di spavaldo, capace di far la guerra tanto ai bompressi delle barche neozelandesi quanto ai poteri forti della Capitale, è perché sa di non poter tornare indietro, di non potersi mai rimangiare la parola. Gardini è scosso. Ma tranquillizza Idina e la incoraggia a tornare quella sera stessa a Ravenna, la capitale del suo mondo.&lt;br /&gt;Ravenna, 1980. Quando il quarantasettenne Raul prese le sue redini, la Ferruzzi fatturava 3mila miliardi: l'80% col trading e il 20% con l'industria. Undici anni più tardi, dopo le acquisizioni Montedison (pagata 2.500 miliardi), Beghin Say, Cerestar, Lesieur, Koipe e Central Soya, fatturava 17mila miliardi: in Italia, Ravenna era seconda solo a Torino. Ma ormai la Ferruzzi non era più la stessa. «Un giorno di maggio due mesi prima della morte — narra Roberto Michetti, ex direttore generale della Gardini Srl — mi disse che la famiglia Ferruzzi gli aveva proposto di tornare. Gli chiesi se era contento e mi rispose: "Pensavo che sarebbero venuti prima". Credo volesse dire che la situazione era troppo compromessa». Però ci provarono lo stesso.&lt;br /&gt;Il 21 maggio al tramonto, Gardini, Sama, i Ferruzzi, Sergio Cragnotti e uno stuolo di consulenti si trovarono in corso Matteotti a Milano per l'atto finale. La proposta: un terzo per uno ai Ferruzzi, a Gardini (che apportava la sua Srl) e a Cragnotti (la C&amp;P). Gardini la contesta. I Ferruzzi accettano di farsi da parte del tutto, salvo riaquisire una posizione se le cose andranno bene. Quando a notte fonda l'affare pareva concluso, Gardini aggiunge una condizione: l'appoggio o almeno la neutralità di Mediobanca. Cragnotti non è d'accordo. Ma Sama viene inviato all'indomani in via Filodrammatici. Dopo una drammatica settimana di silenzio, un sabato mattina il presidente della Comit Luigi Fausti telefona a Gardini. E gli fa sapere che la risposta è no. La Ferruzzi viene commissariata di lì a poco, il 4 giugno, con l'atto di resa firmato da Sama che depone le armi ai piedi delle banche. «La grandissima parte di quei crediti — si difenderà 12 giorni dopo Gianni Zandano, presidente del San Paolo di Torino, la prima banca italiana creditrice — è stata erogata nei confronti di società operative dotate di cash flow positivo, ovvero in grado di onorare i propri impegni». Ma indietro non si torna. Mai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VENERDI. Fuori dalla finestra, in piazza Belgioioso a Milano, c'è un martello pneumatico in azione, con tutto il suo carico di decibel. Dopo aver letto i giornali, fatto doccia e colazione, Raul Gardini mette un muro fra sé e il mondo senza che nessuno oda la detonazione. Di sospetti ne corrono. Due anni più tardi il Tribunale accantona l'ipotesi di omicidio. I ravennati interpellati dal Sole-24 Ore storcono il naso. Idina, che nel frattempo si è rappacificata con i fratelli, ha fatto dichiarazioni altalenanti in proposito. Ma gli amici e i collaboratori più stretti non hanno dubbi sulla paternità di quel gesto. Un gesto collegato alla dissoluzione del gruppo Ferruzzi, che nel frattempo è stato smembrato e venduto a pezzi: perfino Citigroup, primo creditore in assoluto, pur senza aderire al piano di salvataggio non ha perso una sola lira. Ma anche il gesto di un uomo che, per dirla in poche parole, detestava perdere. E che magari non se la sentiva di puntare il dito sul resto della famiglia Ferruzzi, come ha detto di recente il finanziere Sergio Cusani, la maggiore "vittima" del processo Enimont, che amico di Gardini non era.&lt;br /&gt;Però quella del silenzio è una scelta dura, perché gli altri non ti capiranno mai. Quest'incredibile vicenda umana e familiare s'è presa uno spazio nella storia d'Italia, ma lasciando aperte piccole curiosità che potrebbero aiutare a scriverla. Perché dal processo Enimont è stato stralciato il reato del giudice Curtò, che pure era rilevante? Perché Gardini era imputabile di corruzione, se il primo versamento della tangente Enimont è stato fatto tre settimane dopo il suo licenziamento? E se era implicato, cos'era davvero questa Enimont che s'è lasciata dietro tre suicidi? (C'è anche Sergio Castellari, funzionario delle Partecipazioni Statali). Perché le operazioni back-to-back sono state cancellate nel '91 e poi riappaiono nel bilancio Montedison del '92? E poi — concluderebbe l'uomo della strada — perché buttare la ricchezza al vento, in questo modo?&lt;br /&gt;«Se la famiglia non si fosse spaccata — sospira Passanti, da buon ravennate — la Ferruzzi ci sarebbe ancora». Il quartier generale dell'impero sarebbe lì dov'era. Al numero 20 di via Romolo Gessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt; © Il Sole-24Ore - Tutti i diritti riservati&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2385666803458178832-5731082526030032363?l=intercciperversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/5731082526030032363'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/5731082526030032363'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://intercciperversi.blogspot.com/2007/08/i-giorni-del-silenzio.html' title='i giorni del silenzio'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2385666803458178832.post-4749473948064497479</id><published>2007-06-20T20:51:00.000-07:00</published><updated>2008-10-20T20:52:12.531-07:00</updated><title type='text'>il suocero</title><content type='html'>Serafino Ferruzzi muore in un incidente aereo&lt;br /&gt;10 dicembre 1979&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Serafino Ferruzzi parte con il suo learjet personale dall'aeroporto di Forlì in compagnia di Romano Venturi, con destinazione iniziale Roma, dove vengono imbarcati due avvocati esperti di cause internazionali. Il learjet riparte alla volta di Londra, dove è in discussione una difficile vertenza che vede il Gruppo Ferruzzi opposto alla Cargill e alla Dreyfus e a un pool di esportatori argentini. Dopo l'interlocutorio incontro di Londra, i due avvocati fanno ritorno a Roma con un volo di linea, mentre Venturi si ferma a Londra per seguire la vicenda in prima persona. Ferruzzi decide di rientrare a Ravenna la sera stessa, ma la proibitiva situazione meteorologica obbliga il pilota dell'aereo a chiedere l'autorizzazione ad atterrare in un aeroporto diverso da quello di Forlì. Essendo chiuso l'aeroporto di Bologna e non arrivando in tempo l'autorizzazione da Rimini, il pilota decide di iniziare ugualmente la discesa su Forlì. Alle ore 21,55 il learjet I-AIFA si schianta su una palazzina in via Rosselli e, assieme a Ferruzzi, muoiono i due piloti dell'aereo e due abitanti della casa in cui l'aereo si è infilato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2385666803458178832-4749473948064497479?l=intercciperversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/4749473948064497479'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/4749473948064497479'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://intercciperversi.blogspot.com/2007/06/il-suocero.html' title='il suocero'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2385666803458178832.post-5603364167961116710</id><published>2006-10-20T21:02:00.000-07:00</published><updated>2008-10-20T21:08:06.970-07:00</updated><title type='text'>l'acna</title><content type='html'>La morte di Gardini e la vicenda Acna. Dalla Langa, è arrivata una sfida al boss mafioso Totò Riina?&lt;br /&gt;Quella sera a Gorzegno...&lt;br /&gt;di ILVO BARBIERO &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un’aia in una cascina a Gorzegno, di sera, illuminata da fioche luci.&lt;br /&gt;Gallesio (sì, come il tragico protagonista di Un giorno di fuoco e non per caso) legge i ricordi di Mario Bertola sulle manifestazioni dei contadini di Gorzegno contro l’Acna negli anni ’50. Ad ascoltare, tante figure fatte della stessa pasta dei langaroli che facevano ribollire il sangue a Beppe Fenoglio, al solo pensiero. Eh sì, c’è chi si deve accontentare dei surrogati e delle descrizioni, magari stando in città, e qui invece c’è la sostanza. C’è anche una fetta importante delle persone che hanno cambiato il colore al Bormida, non più di sangue raggrumato, con una nuova guerra, non cruenta per fortuna come quella di Johnny, ma comunque così definita da chi l’ha vista di fuori. Proprio questo accostamento, tra la fine dell’Acna e il famoso pezzo di Fenoglio sul Bormida, dopo 7 anni, è rimasto nell’immaginario collettivo.&lt;br /&gt;Il giornalista di Gorzegno Renzo Fontana, direttore del periodico"Valle Bormida pulita", è stato uno dei protagonisti delle battaglie  contro l’inquinamento causato dall’Acna di Cengio.&lt;br /&gt;Quasi alla fine della serata, dedicata al giornalismo militante e alla forma che ha assunto nella Valle Bormida, dedico alla memoria di Renzo Fontana, specialmente ai suoi lavori sulla valorizzazione delle bellezze della Langa, alcune parole tratte dal film I cento passi di Marco Tulio Giordana sulla vita e la morte del giornalista Peppino Impastato, che aveva osato sfidare la mafia in casa sua e dalla stessa è stato ucciso: «La bellezza, questo si dovrebbe insegnare alla gente. La bellezza contro la cupidigia, la bellezza contro l’omertà, la bellezza contro la rassegnazione, la bellezza contro la paura…».&lt;br /&gt;Tutto questo sarebbe rimasto nella memoria dei presenti se, con un’ennesima svolta nella vicenda Acna-Valle Bormida, pochi giorni dopo non fossero state diffuse notizie dalla Sicilia, che meritano sicuramente una revisione e una nuova riflessione su un periodo, uno dei più infuocati, della sua storia, quello tra gli anni 1987 e 1993.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al centro delle nuove verità che stanno emergendo nelle inchieste siciliane sulla mafia c’è ancora Raul Gardini, padrone dell’Acna, a cui Patrizio Fadda, rivolgendoglisi direttamente in una delle assemblee degli azionisti della Montedison, aveva detto: «Mi vergognerei a essere enormemente ricco e padrone di una fabbrica come l’Acna senza risolvere il problema alle radici».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Raul Gardini, il "contadino", già al centro ovviamente con gli altri azionisti e dirigenti del suo gruppo della vicenda Enimont e quindi di Tangentopoli, "presunto suicida" al momento del maggiore infuriare di Tangentopoli, poco prima di presentarsi ai magistrati di Mani pulite, forse per raccontare le sue verità, e negli stessi giorni del successivo presidente della società padrona dell’Acna, Gabriele Cagliari, anch’egli autore di botte e risposte televisive con protagonisti del movimento della Valle Bormida, secondo le rivelazioni del pentito Leonardo Messina al pm Paolo Borsellino, subito dopo la strage di Capaci, sarebbe stato collegato a Totò Riina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La notizia è stata pubblicata da vari organi di stampa e riporta gli sviluppi attuali delle indagini della Procura di Caltanissetta, che hanno riaperto l’inchiesta sulla morte di Raul Gardini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo le ipotesi investigative, la Calcestruzzi spa, posseduta dalla famiglia Ferruzzi e da Raul Gardini, in realtà sarebbe stata controllata da Totò Riina; le morti di Borsellino e Gardini sarebbero collegate: il Magistrato saltò in aria 19 giorni dopo avere aperto un’inchiesta sulle rivelazioni del pentito, e anche la morte dell’imprenditore sarebbe stata determinata da Cosa nostra. Anche la bomba di Milano del 1993, esplosa all’indomani dei funerali di Raul Gardini, doveva esplodere più vicina alla già vicina residenza del defunto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sergio Cusani tende a negare l’esistenza di collegamenti, ma ha rivelato che Raul Gardini era turbato da questi fantasmi siciliani e voleva liberarsene cedendo la Calcestruzzi.&lt;br /&gt;Già nel 1988, ben prima dell’esplosione di Tangentopoli, il movimento sapeva che avrebbe trovato contro gruppi di potere soverchiante e non sempre alla luce del sole: «Noi vi metteremo contro l’industria chimica, il sindacato, la strumentale occupazione, l’Enimont, la corruzione…», e pensavamo che con l’affaire Enimont eravamo arrivati a spiegare tutti i meccanismi perversi che avvelenavano la vicenda, ma nessuno pensava che da quell’angolo di mondo si sarebbe arrivati a sfidare l’ipotizzato principale alleato di Cosa nostra e del suo massimo capo, Totò Riina...&lt;br /&gt;Ilvo Barbiero&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;posted by valbormidaviva @ 8:12 AM 0 comments  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wednesday, January 17, 2007&lt;br /&gt;DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 27 dicembre 2006 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI &lt;br /&gt;Visto l'art. 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225; Visto l'art. 107 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112; Visto il decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343, convertito, conmodificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401; Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 18marzo 1999 relativo alla dichiarazione dello stato di emergenza nelterritorio dei comuni di Cengio e Saliceto in ordine alla situazionedi crisi socio-ambientale, nonche' il decreto del Presidente delConsiglio dei Ministri del 14 gennaio 2005, con il quale il medesimostato d'emergenza e' stato prorogato fino al 31 dicembre 2006; Visto l'art. 8 dell'ordinanza del Presidente del Consiglio deiMinistri n. 3555 del 2006; Considerato che il complesso delle attivita' poste in essere inrelazione alla straordinarieta' della situazione di emergenza in atto richiede ulteriori tempi di attuazione per il completamento degli Interventi idonei a ricondurre le situazioni di fatto in un contesto di competenze ordinarie; Ritenuto quindi necessario disporre un'ulteriore proroga esclusivamente per assicurare il completamento delle iniziative gia'intraprese; Vista la richiesta in data 11 dicembre 2006 del Presidente della regione Liguria; Vista la nota del 22 dicembre 2006 del Capo di Gabinetto delMinistero dell'ambiente e della tutela del territorio; Ritenuto che per l'evento di specie ricorrono i presupposti di cui all'art. 5, comma 1, della legge 24 febbraio 1992, n. 225; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nellariunione del 27 dicembre 2006; &lt;br /&gt;Decreta: &lt;br /&gt;Ai sensi e per gli effetti dell'art. 5, comma 1, della legge24 febbraio 1992, n. 225, per le motivazioni e con le limitazioni degli ambiti derogatori di cui in premessa, e' prorogato, fino e non oltre il 31 dicembre 2007, lo stato di emergenza nel territorio delc omune di Cengio in provincia di Savona in ordine alla situazione di crisi socio-ambientale. Il Prefetto di Genova Giuseppe Romano e' confermato nell'incaricodi Commissario delegato del Presidente del Consiglio dei Ministri. Con successiva ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministrisi' provvedera' a disciplinare le ulteriori attivita' da espletare nel territorio interessato. &lt;br /&gt;Il presente decreto &lt;br /&gt;verra' pubblicato nella Gazzetta Ufficialedella Repubblica italiana. &lt;br /&gt;Roma, 27 dicembre 2006 Il Presidente: Prodi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2385666803458178832-5603364167961116710?l=intercciperversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/5603364167961116710'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/5603364167961116710'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://intercciperversi.blogspot.com/2008/10/lacna.html' title='l&apos;acna'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2385666803458178832.post-1837255734248161122</id><published>2005-10-20T21:12:00.000-07:00</published><updated>2008-10-20T21:13:27.995-07:00</updated><title type='text'>pianura e cengio</title><content type='html'>IL RETROSCENA. Già otto anni fa una commissione parlamentare &lt;br /&gt;ne accertò l'arrivo a Pianura. Un disastro ancora da quantificare&lt;br /&gt;Anche i fanghi dell'Acna di Cengio&lt;br /&gt;tra i veleni sepolti sotto quella collina&lt;br /&gt;di CARLO BONINI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Veduta aerea della discarica di Pianura&lt;br /&gt;QUALI veleni nasconde Pianura? E quei veleni che storia e quali responsabilità raccontano? Perché, per dodici anni, di quella discarica nessuno ha più voluto sentir parlare? Massimo Scalia è tornato a insegnare Fisica all'università di Roma "La Sapienza". È stato parlamentare dei Verdi. Tra il 1998 e il 2000 ha presieduto la commissione di inchiesta sui rifiuti. Di quel che sa, la politica sembra possa fare volentieri a meno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dice: "Otto anni fa, nel nostro lavoro di indagine, accertammo in modo incontrovertibile che a Pianura erano finiti sicuramente i fanghi velenosi dell'Acna di Cengio. Un quantitativo rilevante, che purtroppo non riuscimmo a definire con esattezza perché buona parte della documentazione che riguardava i trasporti o era andata distrutta o era incompleta. Quei fanghi, ovviamente, sono ancora lì, a Pianura. E se nessuno metterà mano continueranno ad avvelenare la terra e l'acqua. Per sempre". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Azienda Coloranti Nazionali e Affini (Acna) di Cengio (Savona), la devastazione del fiume Bormida e l'aspetto lunare della sua valle, sono da almeno dieci lustri la metafora dell'omicidio volontario dell'ambiente per mano dell'uomo. Ne scriveva già Beppe Fenoglio - "Hai mai visto Bormida? Ha l'acqua color del sangue raggrumato, che ti mette freddo nel midollo. Sulle sue rive non cresce più un filo d'erba" - ma fu solo il 23 luglio dell'88, quando dalle sue ciminiere si liberò una nube di anidride solforosa, che l'Italia comprese. L'Acna andava chiusa e, soprattutto, andava in qualche modo aggredita la montagna di veleni che aveva prodotto. Napoli, evidentemente, era un'eccellente pattumiera. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stefano Leoni è stato fino al 2005 commissario speciale per la bonifica dell'Acna. In sei anni, ha liberato la val Bormida da 300 mila metri cubi di sali sodici. Ha avviato e stoccato nelle miniere di sale abbandonate di Halle (Germania Est) 250 mila tonnellate di fanghi velenosi. Ha accertato che nelle viscere di quella sciagurata terra, restano 3 milioni e mezzo di metri cubi di peci nocive. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Racconta: "Se dovessi dire cosa c'era all'Acna quando siamo arrivati nel '99, farei prima a dire cosa mancava. La fabbrica aveva prodotto per decenni prima esplosivi, quindi vernici. Inventariammo qualcosa come 280 categorie di composti chimici. Le classi di sostanze venefiche che rilevammo erano praticamente al completo. E delle più pericolose: diossine; ammine (composti organici derivanti dall'ammoniaca e contenenti azoto, ndr); composti dello zolfo, del cianuro. Purtroppo non riuscimmo ad accertare cosa era stato portato via prima del nostro arrivo. E dove. Sentimmo di fanghi trasferiti in Campania, incredibilmente a bordo di camion. Addirittura di navi fatte affondare". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nicola de Ruggiero, assessore all'ambiente della Regione Piemonte, sembra saperne di più. Non più tardi di una settimana fa, intervenendo in consiglio per sollecitare un voto favorevole ad accogliere una quota di rifiuti campani, dice: "Esiste da sempre una forza centrifuga che spinge i rifiuti fuori dalla Campania, mentre i tossico-nocivi, forse per particolari margini di legalità in quell'area, hanno un percorso inverso. A Pianura sono arrivate almeno 800 mila tonnellate dei rifiuti di Cengio, azienda per noi emblematica del disastro ambientale causato dal Piemonte". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scalia insiste. "Ribadisco che un dato così esatto non è possibile formularlo. Ma questo non toglie che a Pianura i fanghi di Cengio siano arrivati". Anche perché, forse, non fu neppure necessario nasconderli. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paolo Russo (Forza Italia) ha presieduto nella scorsa legislatura la commissione parlamentare di inchiesta sui rifiuti. Dice: "Tra il 1988 e il 1991, l'allora amministrazione della Provincia di Napoli autorizzò tutte le discariche del napoletano regolarmente censite ad accogliere rifiuti assimilati fuori regione. 1988-1991. Mi pare che con le date ci siamo. L'Acna è dell'88. La chiusura di Pianura è del 1996. E, dieci anni fa, quell'immenso cratere da 8 milioni di tonnellate di capienza, era evidentemente considerato un pozzo senza fondo in cui poter scaricare di tutto". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La commissione presieduta da Russo sul ciglio di Pianura non si è mai affacciata. "Non ne abbiamo avuto modo e, diciamo pure, nessuno ci ha sollecitato a farlo. Era considerata una storia chiusa. Finita. Si parlava di un campo da golf". Nessuno pensò fosse neppure necessario bonificarla. Anche perché, come ricorda Russo, non più tardi di quattro anni fa, "la società che gestiva i terreni della ex discarica, risultava sottoposta a interdizione perché non in regola con la normativa antimafia". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La camorra, dunque. Ma anche l'inerzia degli addetti e degli amministratori locali, che a Pianura hanno condotto nel tempo solo carotaggi superficiali. Le sonde non sono mai state spinte oltre i 20 metri di profondità. Oltre la soglia necessaria a pescare nei fanghi velenosi di Cengio. Ad accertare cosa diavolo si sia stratificato nel cratere in quarant'anni di attività. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se per negligenza o per dolo, questo, forse, lo accerterà l'inchiesta della Procura di Napoli. È un fatto che pensare di lasciare Pianura così com'è, annunci soltanto un nuovo disastro ambientale. Leoni ne sa qualcosa: "Pianura va assolutamente messa in sicurezza. Isolata e quindi bonificata. Sicuramente, sarebbe meglio non muovere una sola zolla del suo terreno. Anche perché aggiungere nuova pressione sull'invaso, qualunque sia il tipo di materiale scaricato, anche solo delle ecoballe, potrebbe produrre improvvisi cambi di pressione interna, alterare gli equilibri di quel che è lì sotto. Noi lo abbiamo imparato a Cengio. Quando arrivammo al cuore dei fanghi, realizzammo che l'unica cosa da fare era richiudere e procedere a una perimetrazione che rendesse impermeabile quel pozzo di veleni". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(22 gennaio 2008)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2385666803458178832-1837255734248161122?l=intercciperversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/1837255734248161122'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2385666803458178832/posts/default/1837255734248161122'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://intercciperversi.blogspot.com/2005/10/pianura-e-cengio.html' title='pianura e cengio'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author></entry></feed>
